08/02/2026
Trapani Scherma, l’orgoglio silenzioso vince due volte: il Distintivo d'Onore a Morghese e la grinta dei Master a Terni
TRAPANI – È stato un fine settimana che riassume perfettamente l'anima della Trapani Scherma: da un lato la gloria istituzionale per una gestione ventennale, dall'altro il sudore e le vittorie in pedana. In un panorama sportivo cittadino spesso dominato dalle alterne fortune delle discipline "da prima pagina", esiste una realtà che coltiva eccellenza e inclusione lontano dal frastuono mediatico.
Mentre i riflettori sono spesso puntati altrove, la Trapani Scherma festeggia oggi un traguardo prestigioso: il conferimento del Distintivo d'Onore di Bronzo al Presidente Carlo Morghese da parte della Federazione Italiana Scherma. Questo riconoscimento personale si somma allo Scudo di Bronzo già assegnato alla società qualche anno fa, chiudendo il cerchio di un ventennio basato su due parole chiave: silenzio e resilienza.
Oltre le medaglie: il valore sociale e la solitudine
Il vero fiore all’occhiello della gestione Morghese non sono solo le medaglie, bensì l’impatto sociale. In sala si allenano fianco a fianco atleti dai 5 ai 70 anni: normodotati, non vedenti, schermidori in carrozzina e ragazzi con disturbi cognitivi. Un lavoro immenso, svolto spesso in solitudine.
La società, infatti, sottolinea con forza come questi risultati siano frutto di sforzi quasi esclusivamente interni, lamentando la frequente assenza di un supporto concreto da parte delle istituzioni. Istituzioni che – si legge tra le righe dell'ambiente schermistico – talvolta utilizzano l'immagine virtuosa e inclusiva del club per mere finalità di proselitismo o visibilità politica, salvo poi latitare quando servirebbe un aiuto reale per sostenere le attività. Il distintivo a Carlo Morghese è dunque più di un premio: è la certificazione di un "Vero Orgoglio Trapanese" che resiste e costruisce, al di là delle mode e delle difficoltà.
Grinta e stoccate: i protagonisti a Terni
Quella stessa resilienza celebrata con il premio al Presidente, si è materializzata questo fine settimana sulle pedane di Terni, dove la Trapani Scherma è stata protagonista nella 3ª Prova del Circuito Nazionale Master. Gli atleti hanno dimostrato valore tecnico, carattere e spirito di squadra, portando a casa vittorie significative contro avversari di club prestigiosi.
Ecco il dettaglio delle prestazioni che hanno reso grande la trasferta umbra:
Giorgia Signorato (Spada Femminile): Un applauso speciale per la sua mentalità. Ha mostrato grande freddezza nei momenti decisivi, gestendo la tensione con lucidità e ottenendo una vittoria fondamentale per 5-4 contro Masini della SS Lazio Scherma Ariccia.
Salvatore Andolina (Master 1): Brillante nell'interpretare la gara con intelligenza tattica. Lottando su ogni singola stoccata senza mai arrendersi, ha conquistato un prezioso successo per 5-4 contro Mourlon-Druol del Club Scherma Firenze.
Vincenzo Di Giorgio (Master 1): Protagonista assoluto con una prestazione maiuscola. Ha dominato nel girone battendo 5-4 Ptashnik (Roma), 5-3 Ballarini (Capitolina) e 5-1 Dal Fior (Valdagno). La sua corsa è proseguita nell'eliminazione diretta, imponendosi con un netto 10-6 su Di Matteo della Scherma Altotevere.
Mattia Giovanni Antoci (Master 0): Grande prova di forza che conferma la sua crescita. Tirando con precisione e velocità, ha inanellato tre vittorie: 5-1 su Furfaro (Accademia Lia), 5-2 su Rotelli (Anzio) e 5-2 su Cicala (Orvieto).
Marco Fonte (Master 1): Autore di una gara impeccabile e di altissimo livello. Ha lasciato a zero l'avversario vincendo 5-0 contro Lo Grande (Acireale) e ha battuto 5-2 Munoz (Roma).
Fabrizio Miceli (Master 2): Conferma il suo ottimo stato di forma imponendo il suo ritmo con autorità, vincendo per 5-2 contro Perrone del Circolo Scherma Brindisi.
Un plauso va a tutto il gruppo per lo spirito dimostrato in questa importante trasferta. Ora si torna subito al lavoro in sala per preparare i prossimi obiettivi: la Trapani Scherma dà appuntamento a tutti per la prossima gara a Napoli, prevista per il 7 e 8 marzo.