Sicilia Open Water - Nuoto in Acque Libere

Sicilia Open Water - Nuoto in Acque Libere Sicilia Open Water | Il cuore del nuoto in acque libere in Sicilia. 🌊 🌊 Sicilia Open Water: il cuore pulsante del nuoto in acque libere.

Uniamo la sfida atletica alla bellezza dei mari siciliani.

🏆 Cosa offriamo:

Grand Prix Sicilia Open Water: Il principale circuito regionale con tappe in tutta l'isola. Messina Crossing: Organizziamo la leggendaria traversata dello Stretto tra Scilla e Cariddi. Ultra Swim: Sfide epiche di lunga distanza per veri amanti del mare aperto. Eventi Amatoriali: Nuotate non competitive per vivere il mare

in sicurezza e compagnia.

📍 Dalle acque di Siracusa e Milazzo alle Egadi, portiamo il nuoto di fondo nei luoghi più suggestivi.
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23/06/2026
Dietro ogni bracciata, ogni boa e ogni traguardo c’è chi ha creduto in noi. 💙Il GP Sicilia Openwater non sarebbe lo stes...
22/06/2026

Dietro ogni bracciata, ogni boa e ogni traguardo c’è chi ha creduto in noi. 💙
Il GP Sicilia Openwater non sarebbe lo stesso senza gli sponsor che, tappa dopo tappa, mettono passione, supporto e fiducia in questo progetto. Non semplici loghi su un cartellone, ma compagni di viaggio che rendono possibile ogni evento, dalla prima cuffia in acqua all’ultimo applauso sul traguardo.
Un grazie sentito a Gentiluomo Service, Drykos, Premia - Premiazioni, abbigliamento e merchandising sportivo, Sikelia Ceutical, HORMEBoutique, Urzì Studio Legale e Farmacia del Corso. 🙌
Insieme rendiamo grande ogni bracciata.

Diario di bordo · Tappa 2Saracena Swim Cup, Brolo · 5 km + MiglioSaracena Swim Cup, Brolo. Un nome che evoca corsari e a...
21/06/2026

Diario di bordo · Tappa 2

Saracena Swim Cup, Brolo · 5 km + Miglio

Saracena Swim Cup, Brolo. Un nome che evoca corsari e abbordaggi, e che invece si è risolto in cinque chilometri al mattino, un miglio nel pomeriggio e una quantità di gente di ritorno che pareva una rimpatriata più che una gara. Perché la vera notizia di questa tappa non sono i tempi, ma le facce: chi mancava da un po', chi giurava di aver smesso, chi si è ripresentato come se niente fosse. Tenetevi forte, che l'appello è lungo.

Partiamo dal ritorno che vale la copertina: Tony Trippodo. Per anni si è immolato sul bagnasciuga a forgiare allievi, spiegando agli altri come si nuota e facendo, da gran signore, finta di niente sui propri mezzi. Poi deve aver avuto l'illuminazione: e se invece di costruirli i campioni, tornassi a esserlo? Detto, fatto. Si rituffa e in tre bracciate ricorda a tutti che il maestro, quando gli gira, le ripetizioni in mare le dà ancora. Bentornato professore, la lezione è servita.

Dalla Toscana cala la spedizione della polisportiva amatoriale Prato, perché a quanto pare anche per loro si nuota meglio quaggiù. A guidarla l'eterno Meoni, s*x symbol delle docce, uomo che ha costruito una carriera leggendaria più sotto il getto dell'acqua dolce che dentro quella salata. Tra un acciacco e l'altro (ne ha uno per articolazione, li alterna per non affezionarsi) trova sempre il modo di dire la sua. Con lui il fido Thor (Andrea Crovetto), nome che promette tempeste, e le super donne Simona e Sonia, che di amatoriale hanno giusto la categoria. Vinceranno il campionato quest'anno? Se succede, pretendiamo la premiazione alle docce, per rispetto dell'habitat naturale.

Ricompare Marco Nania, che alla prima tappa si era beccato una "cuzzata" storica dal giudice arbitro e aveva lasciato intendere fughe, ritiri, vendette. Lo ritroviamo regolarmente iscritto. Ancora solo nel miglio, un trauma alla volta, ma la traiettoria è limpida: dal "non ne voglio più sapere" al "vabbè dai, un'ultima volta", al "a che ora è la prossima?". È sindrome di Stoccolma applicata al mare aperto. Non si guarisce, ci si iscrive.

In forze anche il clan Poseidon. Con il ritorno di Salvo Gulisano, e Andrea Finocchiaro, che da oggi gareggia sotto lo sguardo della tifosa più temibile del circuito, la piccola Viola: pubblico spietato, perché un giudice ti squalifica e amen, una figlia invece l'errore te lo ricorda per i prossimi vent'anni. C'è Claudio Grillo, immancabile. E poi c'è lui, niente popò di meno che Melo Cantone, arrivato in Harley Davidson perché presentarsi in macchina come un comune mortale gli pareva un'occasione sprecata. È l'uomo che in piscina si lancia nei 200 delfino senza riscaldamento, sfidando nello stesso istante la fisiologia e il buon senso. Aveva un piano tattico di disarmante umiltà: partire ultimo e recuperare una posizione. Una. Alla fine gli è andata clamorosamente meglio del previsto, a dimostrazione che il modo più sicuro di superare le aspettative è tenerle a terra.

E poi il ritorno che ci ha smosso qualcosa dentro: Andrea Fazio. Sì, lo sappiamo, ora è tesserato a Bologna. L'avrà preso la nebbia, la mortadella, il richiamo dei tortellini, chi può dirlo. Ma mettiamo subito le cose in chiaro: la tessera ce l'ha il Nord, l'anima resta qua. Andrea può pure nuotare con il ragù nello zaino e infilare qualche "oh" tra una bracciata e l'altra, ma per noi sarà sempre il nostro Andrea, di quelli che il mare di Sicilia se lo portano cucito addosso anche a mille chilometri di distanza. Bentornato a casa, traditore amatissimo.

Rispunta pure Tano Miller, in forma smagliante, comparso giusto il tempo di ricordare a tutti gli altri come si dovrebbe stare a quell'età. Lo rivedremo? Si spera, ma con lui non si sa mai: appare, fa il fenomeno, sparisce. Tipo cometa di Halley, solo più abbronzata.

Immancabili gli irriducibili e la famiglia Garretto al gran completo, ormai parte dell'arredamento. Presenza fissa come le tasse. Resta un unico, grande mistero irrisolto: è Valeria a iscrivere d'ufficio Giovanna a ogni gara, o è Giovanna a iscrivere Valeria? Propendiamo per un patto scellerato tra le due, di quelli da cui non si torna più indietro.

A proposito di Valeria: puntuale come una cambiale, subisce l'anatema scagliato da Daniele Consoli e nel miglio sbaglia rotta, perché certe maledizioni viaggiano comodamente per via marittima. Al mattino però compie il miracolo vero, si butta finalmente nella 5 km. Una promozione sociale in piena regola. Consoli permettendo.

E adesso il momento che aspettavate tutti: il bollettino Failla. Maurizio si presenta in forma smagliante e, colpo di scena, si mette pure a ti**re il gruppo master della 5 km, da leader vero, da uomo copertina. Filava tutto troppo liscio per essere onesto. Arriva la boa, e lui la sbaglia. Ma non da solo, perché il talento va condiviso: si trascina dietro Maria Messina, colpevole di un unico errore in tutta la gara, fidarsi di lui. Lo seguiva convinta di avere davanti un faro, salvo scoprire che il faro illuminava la Calabria. Posizioni p***e, fiducia pure, leggenda invece arricchita dell'ennesimo capitolo. Iscritto anche al miglio, naturalmente non parte. Neanche stavolta. Ha pagato per esserci e ha scelto di non esserci, realizzando il sogno proibito di ogni organizzatore: l'atleta che versa la quota e poi si volatilizza, puro utile a bilancio. Resta comunque il metro di paragone assoluto dei master, con un sistema di valutazione ormai scientifico: i trentenni festeggiano come a Capodanno quando riescono a batterlo, mentre i coetanei, più scaltri, hanno smesso di sfidarlo in acqua e lo neutralizzano a tavolino, offrendogli birra finché l'idea di gareggiare non gli sembra più così allettante. Funziona ogni volta.

Capitolo giudici. Hanno avuto la squisita delicatezza di chiedere agli atleti, appena usciti cadaverici dalla 5 km, ancora gocciolanti e con la lingua di fuori, se per caso volessero iscriversi anche alla gara del pomeriggio. Il tempismo, signori, è un'arte. E loro la praticano al contrario. Per gli arrivi del miglio, poi, hanno dato il meglio: a controllare il traguardo erano comodamente seduti su un pedalò a forma di gigantesco fenicottero rosa. Perché la severità del giudizio, evidentemente, passa anche dalla maestosità del mezzo.

All'arrivo della 5 km, bagarre seria tra i master e gli agonisti, perché l'adrenalina non legge l'anagrafe. I giovani che non possono accettare di farsi superare dai presunti vecchi, e i vecchi che sono anziani soltanto sulla carta d'identità: nei fatti, grinta da ventenni, cattiveria agonistica da quarantenni traditi e gambe che il promemoria dell'età non l'hanno mai ricevuto.

E come da tradizione ormai sacra, MeloRock. Anche a Brolo la maledizione regge: niente tè caldo. Ridotto a tracannare un Fuze Tea, per giunta freddo. Un uomo, un sogno termico, una disfatta che si ripete tappa dopo tappa con la puntualità di un destino cinico. Qualcuno gli porti un thermos, per ca**tà cristiana.

Una parola, infine, sulle new entry di casa, il Trirock Team, che quest'anno si è allargato a vista d'occhio. C'è Giovanna Aranzulla, che tra un Hyrox e l'altro trova pure il tempo di buttarsi in mare aperto, perché evidentemente restare senza fiato in un solo sport le sembrava poco impegnativo. E c'è il giovane Dennis, che insieme a Maria Messina e Rosaria Maggiore ci fa sognare a suon di foto da super copertina, di quelle che trasformano una gara di nuoto in un servizio di moda. Diciamocelo onestamente: con il numero di tesserati che la Trirock si ritrova quest'anno, più che il campionato qui si punta dritti a conquistare il mondo. Gli altri circoli sono ufficialmente avvisati.

A raccontarvi tutta questa roba mi sento un po' Lady Whistledown, ma con la salsedine nei capelli e un arancino al posto del tè delle cinque. Questi i fatti che mi sono rimasti impressi: gli altri ve li servo alla prossima, quando le boe verranno doppiate nel verso giusto e Failla, magari, gareggerà in una gara che ha pagato. Magari.

Nuotate dritti. E occhio a chi seguite, soprattutto in acqua.
Ci vediamo a Siracusa il 26 Luglio!
Annamaria Mangiacasale
TRI ROCK Team
Saracena Swim Cup

Indirizzo

Trapani

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