06/12/2024
Buongiorno
Siamo qui ad intervistare il mister Vincenzo Inneo, nuovo allenatore della Phoenix Trani.
Squadra che milita nel campionato di Eccellenza Pugliese Femminile.
I: Grazie mister per il tempo dedicatoci
VI: Grazie a voi
I: Mister prima di tutto può dirci quale è la sua esperienza nel calcio femminile?
VI: sono ormai 26 anni che alleno, nello specifico con il calcio femminile ho iniziato prima con il calcio a 5, allenando le Queens, La Fovea, Il Calcio Foggia e la Victoire Team.
Tutte squadre della mia città, che hanno militato nei campionati di serie C e Nei campionati provinciali, squadre con talenti unici che hanno fatto la storia di questo sport a livello regionale e nazionale.
Poi sono passato nel settore giovanile del Foggia Calcio. Li per 11 stagioni ho allenato e gestito i gruppi delle u12, u15 e u17. Vincendo il campionato regionale con le u12 al secondo anno e dando sempre filo da torcere alle compagini regionali che militato i queste categorie.
Lo scorso anno sono passato poi al Foggia Women, con cui ho vinto la coppa Italia regionale di Eccellenza.
In questa stagione sono passato a guidare la Phoenix Trani, con un progetto tutto nuovo.
I: Quali sono le motivazioni per cui ha scelto di passare ad allenare la Phoenix?
VI: in primo luogo la società, nelle figure del presidente Gianni Angarano, e dei dirigenti Paolo Lomolino e Massimo Strippoli.
Persone squisite che conoscevo già da tempo, con cui si è creato subito un ottimo feeling.
Poi per la possibilità di rimettermi in gioco con un gruppo nuovo, dove poter lavorare senza problemi e costruire un team che potesse esprimere al meglio le mie idee di calcio.
I: Come si gestisce un gruppo di ragazze e quali possono essere le motivazioni giuste per questo progetto?
VI: la gestione di un gruppo femminile è molto complesso, sia perché non tutte possono essere sempre presenti agli allenamenti, per problemi lavorativi o di impegni di varia natura. Sia perché riuscire a creare un gruppo unito con ragazze che vanno dai 15 agli oltre 40 anni, presenta difficoltà di carattere generazionale e visione degli obiettivi.
La motivazione invece, nasce dalla passione che le calciatrici ci mettono, sia nel presentarsi agli allenamenti o alle partite dopo ore di lavoro, sia nei sacrifici che sono disposte a fare, pur di ti**re un calcio al pallone.
I: quale è la strategia di gioco che attuera, e si basera anche sulle squadre avversarie?
VI: più che strategia specifica, preferisco parlare di principi di gioco, perché date le motivazioni elencate prima, la domenica non sempre ho le titolari o i numeri per potermi fissare su una tattica specifica.
Amo vedere la mia squadra giocare palla a terra e costruire azioni anche dal basso, ma sono concetti che richiedono tempo per essere assimilati.
Quindi devo adattarmi di volta in volta, anche a quelle che sono le squadre avversarie.
Questo campionato 2024/25 vede ben 10 società iscritte, un record per l'eccellenza femminile pugliese, alcune squadre si conoscono, altre sono nuove, quindi di volta in volta potrò trovare soluzioni adatte in base anche a come si evolve la partita.
I: quali sono gli infortuni che colpiscono maggiormente il calcio femminile?
VI: purtroppo la biologia delle ragazze tende a focalizzare gli infortuni prevalentemente alle caviglie, ma negli ultimi tempi, proprio con l'inizio di stagione della Phoenix, abbiamo riscontrato molti infortuni muscolari, sia al quadricipite che al bicipite femorale.
Dovuti molto spesso anche a campi di gioco e di allenamento che presentano superfici sempre diverse, oltre all'orario di allenamento, che per noi coindide dopo le 21 molto spesso, per esigenze lavorative di molte ragazze.
Infatti nello staff abbiamo un preparatore atletico molto bravo e preparato, Alessandro Botta, che mi coadiuva e aiuta a gestire al meglio sia in campo, che fuori, la preparazione e la cura delle ragazze a livello fisico e coordinativo.
Compensando i carichi posturali e gli sforzi diversificati che il loro quotidiano richiede.
I: quali sono le direttive di disciplina e di sviluppo che la società le ha richiesto?
VI: la società ha richiesto di vincere la coppa disciplina, non tanto per la coppa in sé, ma perché vuole promuovere la sua immagine al meglio, sia dentro che fuori dal campo.
Per loro la sportività deve essere un modus operandi di tutti i componenti dello staff e del team, ed io mi ritrovo in pieno in questa visione di approccio alla disciplina sportiva che voglio trasmettere alle mie giocatrici.
Lo sviluppo invece, sicuramente di far crescere le ragazze più giovani del gruppo, che hanno bisogno di fare esperienza in un campionato molto complicato e di altissimo livello come quello che si presenta quest'anno.
I: ultima domanda, come si gestisce il morale, dopo tante sconfitte che hanno caratterizzato la scorsa stagione, e la pressione che sicuramente ne consegue?
VI: qui il percorso è molto più complicato.
Infatti ho chiesto aiuto alla Psicologa dello sport Orsola Zitola, persona molto competente in merito, che sta cercando di aiutare queste ragazze a gestire le emozioni e l'ansia che vivono anche giorni prima del match stesso. Queste emozioni spesso prendono il sopravvento quando capitano questi periodi no, quindi imparare a riconoscerle e a gestirle richiede una crescita importante da parte di chi le vive.
Questo percorso richiede tempo, soprattutto per essere assimilato da chi non ha mai adottato questi mezzi, anche se ormai tutti gli sportivi di altissimo livello sono affiancati da questa figura, nella realtà attuale, è ancora un modo di vivere lo sport in maniera lontana.
Ma sono convinto che questo gruppo sia molto valido, e che possa togliersi le soddisfazioni che società e ambiente meritano.