07/06/2026
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Ogni anno in questo periodo assisto sempre più sconcertato alla svendita del judo. A migliaia di bambini vengono date le cinture di grado in automatico come la promozione a scuola.
C’era un tempo in cui la cintura nel Judo non era un traguardo scontato, ma lo specchio fedele di un’evoluzione: tecnica, fisica e soprattutto mentale. Io personalmente sono nato e cresciuto judoistica mente così. Oggi, purtroppo, camminando nei dojo e nelle scuole, si assiste sempre più spesso a un rituale che ha il sapore della formalità burocratica: il passaggio di grado automatico, anno dopo anno. Tutti promossi, nessuno escluso.(Così il prossimo anno ritornano tutti e pagano la quota )
Il Judo, nell'idea del suo fondatore Jigoro Kano, non è mai stato un semplice sport o un sistema di combattimento. Era, ed è, un metodo educativo. I suoi due pilastri fondamentali parlano chiaro: Seiryoku Zen'yo(il miglior uso dell'energia) e Jita Kyoei (tutti insieme per crescere e progredire).
Quando trasformiamo il passaggio di cintura in una recita in cui il "voto alto" è garantito dietro il pagamento di una quota , distruggiamo il valore pedagogico della disciplina.
Si azzera la resilienza: Se un bambino sa che verrà promosso a prescindere dall'impegno, smette di sforzarsi.
Si crea una falsa sicurezza: Convincere un ragazzo di essere una "cintura verde" o "blu" quando non sa eseguire una tecnica corretta o fatica a squilibrare il compagno significa mentirgli.
Il paradosso della sicurezza:La cosa più grave avviene sulle cadute (ukemi). Se un praticante passa di grado senza saper cadere perfettamente in sicurezza, rischia di farsi male sul tatami e fuori.
"Non è importante essere migliori di un altro, ma essere migliori di ieri."
Una scelta commerciale che tradisce la tradizione
La realtà dietro l'automatismo delle cinture è spesso legata a logiche di mercato. C'è la paura di "perdere il cliente": il timore che un bambino, di fronte a un esame rimandato, si demoralizzi e decida di cambiare sport, portando via con sé la retta mensile e i costi di tesseramento.
Questo approccio trasforma il dojo in un'azienda e il Maestro in un commerciante di stoffa colorata. Ma il Judo commerciale è un’illusione che dura poco: quando questi ragazzi crescono e si confrontano con la realtà — che sia una gara vera o semplicemente le difficoltà della vita quotidiana — scoprono che i problemi non si superano automaticamente pagando una quota.
Per onorare il volere di Jigoro Kano è necessario avere il coraggio della severità educativa, che non significa durezza o umiliazione, ma rispetto per l'allievo. Rimandare la cintura a un bambino spiegandogli con dolcezza e fermezza cosa deve migliorare è il più grande atto di cura che un Maestro possa compiere.
Insegnare che la cintura va guadagnata con il sudore, la ripetizione e la presenza mentale restituisce al Judo la sua dignità. Solo così quel pezzo di stoffa colorata intorno alla vita tornerà a essere un simbolo d'orgoglio e non un semplice accessorio acquistato a fine stagione.Questo pensiero non sarà condiviso da molti, il mio consiglio è cercare un dojo che ancora non pratica il passaggio di cintura ogni anno in automatico.