03/12/2022
Marco Quarti, con brevi cenni e note, ricorda l’amico fraterno Maurizio Giacometti, meglio noto come il Dottore.
Parlare di Maurizio non è cosa facilissima: istintivamente, viene da dire che era uomo vulcanico, intensamente impegnato e sempre a rincorrere il tempo!
Per tutti era il Dottore!
Famosi e certamente proverbiali erano i suoi ritardi!
Quando si doveva fissare l’orario di un incontro che per tutti era previsto per le 15.00, sapevamo che a Maurizio dovevamo dire di presentarsi alle 14.30; in questo modo eravamo quasi certi che si sarebbe presentato alle 15:05, cioè con soli 5 minuti di ritardo !!!!
Per quanto mi riguarda e per tutti gli anni che ho avuto il piacere di frequentarlo, per me ha rappresentato la pallacanestro.
Amava questo sport sopra ogni cosa, la viveva, la assaporava, la gustava, ne gioiva per il gesto atletico di quel tal giocatore, meglio se americano.
Questa enorme, forse addirittura smisurata passione per il basket, gli era nata nel corso degli anni ’70, quando furoreggiavano le gesta della gloriosa IGNIS Varese.
Come me era innamorato di quella squadra, adorava Ossola playmaker e stravedeva per gli “Yankees” (pochi allora in verità – Bob Morse e Manuel Raga su tutti) che calcavano i parquet dei nostri palazzetti.
Anni in cui la pallacanestro non aveva ancora un seguito così ampio come ai tempi odierni.
La sua tenacia, la sua passione e le motivazioni lo hanno portato a gestire una serie B Eccellenza, partendo da squadra di 1a divisione nella quale anche lui cercava un poco di gloria, tentando la via del canestro.
Si deve dire – a chiare lettere – che LUI ha dato tanto, forse troppo, alla causa “pallacanestro” e non ha certamente ricevuto in cambio ciò che invece avrebbe dovuto avere.
I crescenti interessi miscelati ad un egoismo sfrenato hanno al fine avuto la meglio sulla vera natura sportiva che sempre ha animato lo spirito di Maurizio.
Giovedì prossimo 8 Dicembre si giocherà una gara del Campionato di Promozione tra la squadra di La Torre Basket e certamente, anzi, sicuramente, e indipendentemente da ogni possibile decisione, prima dell’inizio della gara si osserverà un minuto di silenzio per ricordare un GRANDE DIRIGENTE, UN GRANDE PROFESSIONISTA E SOPRATTUTTO UN GRANDE UOMO DI SPORT.