30/08/2026
Ogni tanto qualcuno mi dice:
“Tu non sai andare piano.”
E ogni volta mi viene da sorridere.
Perché saper andare forte, tenere un ritmo alto, leggere una curva, stare nella propria corsia, gestire frenata, traiettoria e imprevisti richiede controllo.
E chi ha controllo, se vuole, sa anche rallentare.
Il contrario invece non è automatico.
Puoi andare in moto da quarant’anni, fare migliaia di chilometri e non aver mai imparato davvero a guidare forte.
È un po’ come dire a un campione dei 400 metri che non sa camminare solo perché lo hai sempre visto correre.
Io so andare piano.
Molto piano.
Forse me l’hanno insegnato anche i figli: seguirli mentre vanno in bicicletta, sulla macchinina elettrica, su una motoretta, adattarsi al loro passo senza avere fretta di arrivare da nessuna parte.
E so anche adattare il ritmo alle persone con cui sto guidando.
Ho portato in giro gruppi enormi senza aver mai fatto prima il “capogruppo”, e lì ho capito una cosa: andare piano è facile. Saper stare in gruppo molto meno.
Devi guardare avanti e indietro, capire chi hai dietro, lasciare margine, aspettare, ricompattare e soprattutto non trasformare una gita in una gara.
Quindi sì ragazzi:
so andare anche piano.
Quando vado forte è perché ho scelto di farlo, non perché non sappia fare altro.
La velocità è una scelta. Il controllo è una capacità.