17/08/2026
Per la serie - Le notti insonni del rifugista stanco - ( ma felice )
In ogni stagione accadono cose nuove, che mi fanno riflettere e notare una nuova tendenza nei frequentatori della montagna. Vale la pena parlarne, anche se è difficile contrastarla. Il rifugio inteso come 30/40 anni fa, ha pressoché finito di esistere. Il nuovo rifugista tipo non è più una guida alpina o quasi come era in quel periodo, si è trasformato in albergatore, con tutto ciò che comporta. Il Morelli Buzzi alla fine degli anni 90, ma forse anche prima, perché non ho dei dati precisi, anche se ci sono sicuramente alla sede del CAI, ha subito una serie di interventi, che riguardavano l'ampliamento della cucina, la costruzione di più bagni e una dispensa più grande. Ciò è avvenuto pressoché ovunque, ovviamente e giustamente per dare una migliore vivibilità e organizzazione sia per gli ospiti e sia per i gestori. Oltre che per seguire norme di legge che impongono precise indicazioni, dalle quali non si può prescindere. Più frequentatori, più spazi, più igiene. Tutte cose sacrosante. Si è passati dal fare una minestra o un piatto di pasta, a fare gli antipasti, un primo e un secondo con contorno e il dolce. Con tutto ciò che comporta riguardo alle intolleranze, le allergie, la celiachia ecc ecc. Ripeto che sono tutte cose sacrosante sulle quali non si può scherzare ed essere superficiali. Ma ci sono altre cose che rientrano in questo, chiamiamolo " progresso culturale " sulle quali mi soffermo. Persone che arrivano a 2351 m. con pigiamino e asciugacapelli, accappatoio, tablet, e dei beauty da fare impallidire. Poi ti chiedono se vendi i sacchi letto perché il sacco a pelo è troppo pesante. La doccia è diventata pressoché indispensabile. Perché asciugarsi bene con uno straccetto portato da casa e mettere una maglietta e mutande pulite non va più bene. Lo vediamo dalle bustine varie nei rifiuti del bagno, la quantità di prodotti del progresso che vengono utilizzati. In tutto ciò non c'è scortesia nei nostri confronti sia chiaro. Anzi le persone nella stragrande maggioranza dei casi sono brave persone. Ma semplicemente noto la tendenza nella cultura nei frequentatori dei rifugi e faccio le mie riflessioni. Non sono qua per giudicare ma solo per fare vedere cosa noto. Tutto ciò e insito nell'evoluzione della nostra cultura, ci sono cose buone e cose meno buone. Lascio a voi la sentenza. Una cosa però l'ho capita quando qualche anno fa ero deciso per installare una tinozza in legno all'aperto per fare la piscinetta sotto il cielo stellato a 2351. Decisi che non lo avrei più fatto, perché voleva dire alimentare un certo tipo di clientela che è proprio quella descritta sopra. Ripeto che non ho niente contro nessuno ma semplicemente noto dei cambiamenti culturali inarrestabili, che vanno di pari passo ai cambiamenti climatici. Prendete questa come una umile riflessione di un gestore che osserva e traetene le vostre considerazioni costruttive. Bella notte fonda a tutti.