23/08/2026
Il 22 Agosto, normalmente, si pensa ad altro. Al mare. Alle ferie. Agli ultimi giorni d’estate.
Ed è giusto così. Poi però c’è il Napoli.
E allora la sveglia suona quando fuori è ancora notte. Le quattro del mattino.
Uno zaino preparato in fretta, la sciarpa, i colori addosso e quei pochi “arnesi del mestiere” che chi vive certe giornate conosce bene.
Una stazione ancora mezza addormentata. Un treno da prendere.
Una coincidenza da aspettare.
Chilometri che scorrono mentre il Sud resta alle spalle e Genova, lentamente, si avvicina.
È sempre stato così.
Perché una trasferta non comincia quando l’arbitro fischia l’inizio.
Comincia nei messaggi della sera precedente. Nel “ci vediamo lì”. Nel caffè bevuto all’alba. Nelle facce assonnate che dopo pochi minuti tornano ad essere quelle di sempre.
Poi il viaggio. Le risate. L’attesa. I cori.
Il prepartita.
Genova.
Una città che per noi conserva anche qualcosa di particolare..Volti conosciuti, abbracci e pezzi di un gemellaggio che per tanti non si è mai davvero interrotto.
Poi arriva lo stadio. E lì cambia tutto.
Per qualche ora non esistono più i chilometri, il sonno, il caldo di Agosto, il viaggio di ritorno che sai già sarà lungo.
Esiste solo quella maglia.Si canta.
Si soffre. Si spinge.
Perché quando diciamo che il risultato viene dopo, non è una frase fatta.
Noi, in fondo, avevamo già vinto.
Avevamo vinto quando alle quattro del mattino qualcuno aveva spento la sveglia ed era sceso dal letto.
Quando avevamo scelto un treno invece di una spiaggia. Quando centinaia di chilometri erano diventati semplicemente la strada necessaria per esserci.
Poi, certo, arriva il calcio.
Un primo tempo brutto.
Una ripresa completamente diversa.
De Bruyne. Vergara.
Genoa 0. Napoli 2.
E allora quella vittoria rende tutto più leggero. Ripaga il viaggio. L’attesa.
La voce lasciata sugli spalti.
Ma dura poco.
Perché bisogna rimettere lo zaino sulle spalle, tornare in stazione, aspettare un altro treno, un’altra coincidenza. E ricominciare il viaggio al contrario.
Direzione Sud. Direzione Valle Telesina.
Direzione casa.
Stanchi. Senza voce. Ma con quella sensazione che conosciamo bene.
Quella della foto.
Facce stanche e sorrisi larghi. Uno stadio alle spalle. Una giornata intera dentro pochi centimetri di fotografia.
Questo è il Napoli Club Valle Telesina.
Non soltanto una tessera.
Non soltanto novanta minuti.
È partire insieme.Aspettare insieme.
Soffrire insieme.Tornare insieme.
È esserci.
Il 22 agosto, mentre l’estate prova ancora a trattenerci, noi abbiamo ricominciato così.
E stamattina, mentre il treno ci riporta a casa, il pensiero inevitabilmente corre già avanti.
Al 30 Agosto. Stavolta a casa nostra.
Napoli-Como.
Stadio Diego Armando Maradona.
Si ricomincia. Anzi.
Non abbiamo mai smesso.