23/01/2026
SOS Scuola Nuoto: Dove è finita la didattica? 🏊♂️❌
Ho lasciato l’insegnamento del nuoto da qualche anno, ma la passione non si spegne mai. Oggi frequento le piscine da utente e quello che vedo mi lascia basito: sembra che si sia persa completamente la bussola.
Vedo una prassi ormai consolidata che fa male a questo sport: non si insegna più a nuotare.
Ecco cosa sta succedendo in troppe vasche:
Puntualità optional: Vedo istruttori arrivare a bordo vasca con 15 o 20 minuti di ritardo, lasciando che il "riscaldamento" duri in eterno. In una lezione di 50 minuti, 10 di riscaldamento sono già troppi, figuriamoci metà lezione passata a galleggiare senza meta.
Allenamenti "a sentimento": Si assegnano chilometri di stile libero come se fossimo in una catena di montaggio. Ma la scuola nuoto nasce per insegnare la tecnica! Anche se un allievo non diventerà mai un agonista, ha il diritto di imparare i fondamentali: le spinte dal muro, le subacquee, la corretta meccanica del braccio.
Zero differenziazione: Questo è l'ABC. Se un istruttore ha a disposizione diverse corsie, deve differenziare il lavoro in base ai livelli. Non si può dare lo stesso esercizio a tutti indistintamente; ogni corsia ha esigenze e capacità diverse che vanno rispettate e stimolate.
Fare l'istruttore non significa "contare vasche" o arrivare a bordo vasca e andare a braccio senza una programmazione. Serve logica, serve rispetto per chi paga e, soprattutto, serve tornare a insegnare la bellezza del gesto tecnico.
Forse sarebbe il caso che la FIN richiamasse l'ordine: meno cronometro e più pedagogia dell'acqua. La programmazione non è un optional, è il cuore della scuola nuoto.
Voi cosa ne pensate? Notate anche voi questa gestione "approssimativa" o sono io troppo nostalgico della vera tecnica?