24/10/2025
LA SCALATA DI MONTI
Il 20 Giugno del 1992 è tra i migliori in campo Roberto Monti da Ancona, e non perché si giochi ad Ascoli che come la perla del Conero si trova nelle Marche, bensì il motivo è da ricercarsi nella gavetta delle serie inferiori, campi infuocati con alle volte il fantasma dell'erba e qualche riga abbozzata qui e là; la cadetteria un bene troppo prezioso da difendere, sia per il suo Taranto che per sé stesso, il primo anno nel calcio che conta dopo sette stagioni di C2 ed un'amara C1 frequentata a Frosinone, una radiazione alle spalle sempre a Frosinone ed una rinuncia al campionato dopo l'ennesima salvezza a Senigallia, con, la Vigor come seconda pelle.
Ancona la città di nascita, Senigallia appunto quella dello svezzamento come difensore arcigno e spietato, la scuola di Silvestro Baldacci gli tornerà utile più avanti, due stagioni rossoblù e poi la rinuncia della società che lo vede costretto ad emigrare a Trapani, diciannove anni e la testa piena di sogni.
In granata si ferma tre stagioni, tutte in C2, campionati di salvezze più o meno sofferte e la soddisfazione dei primi gol tra gli adulti, due nell' ultimo anno.
Il passaggio in C1 ha la targa di Frosinone, i ciociari sono inseriti nel girone B e contano su una squadra niente male, ci sono Poli, Malisan, Marco Cari tra i pali, Ambu ed Artistico, Monti gioca 25 volte utilizzato sia da mister Mari che dal successore Robotti, purtroppo la stagione finisce male ed i ciociari finiscono in C2 dove comunque il forte difensore anconetano è confermato. Nella serie inferiore il Frosinone si gioca la promozione fino alla fine, arriva un terzo posto pieno di rammarico (salivano le prime due) ma soprattutto la radiazione in estate, i frusinati sono esclusi dai professionisti e Monti ricomincia da lì vicino raggiungendo l'accordo col Formia, stessa categoria.
A Formia disputa una stagione da protagonista, è con 32 presenze tra le colonne di un undici che raggiunge il dodicesimo posto e finalmente viene notato ai piani superiori della scala calcistica, lo aspettano a Taranto dove si disputa la serie B, è l'estate del 1991, Monti ha 25 anni e l'occasione di misurarsi con campioni affermati e in divenire.
L'esordio alla sesta glielo concede Nicoletti, ottanta minuti contro la squadra della sua città, l'Ancona di Guerini, lui con Bistazzoni in porta, Brunetti dietro, Camolese, Lorenzo e Ciro Muro, di là Tovalieri, Bertarelli, Ermini, tanta roba, finisce 0-0; alla nona subentra Vitali che sul difensore punta forte, sedici presenze quasi tutte da titolare e lo spareggio del 20 Giugno dove opposto alla Casertana il Taranto si gioca la salvezza. Campilongo è annientato senza pietà, il Taranto gode con Fresta e per Monti c'è un altro campionato di B che però è rovinato da una pubalgia che lo perseguita da subito. Quattro presenze, tutte da titolare, nelle prime sette giornate e poi lo stop, si rivede in campo alla penultima con il Taranto da tempo condannato alla retrocessione, in estate poi il club pugliese è radiato e per Monti le porte cadette si chiudono definitivamente.
Un ginocchio incomincia far capricci così la strada si fa più dura, Barletta in C1 lo vede in campo solamente 17 volte, poi è la volta di Campobasso per il quale accetta la serie D per la prima volta; la voglia è la stessa di sempre, ma il ginocchio proprio non ne vuole sapere, a trent'anni è costretto a smettere e a riporre nel cassetto i sogni che restano.
Meglio guardare quelli realizzati e non sono pochi, a cominciare da quel 26 Agosto 1992, all' Olimpico di Roma per la Coppa Italia, la giusta ricompensa dopo tanta gavetta.
In foto: Monti con la maglia del Taranto (dal Web)