07/09/2026
"Nei periodi più difficili, allenarsi è un modo per tenersi spiritualmente in vita quando la vita sembra non tenere a noi.
Infatti, lo sport può diventare un’attività attraverso cui continuare a lavorare su noi stessi, quando non riusciamo a trovare un lavoro; attraverso cui continuare ad amarci interiormente, quando abbiamo perso l’amore fuori; attraverso cui continuare ad avanzare, quando ci sentiamo lasciati indietro.
In altre parole, rappresenta uno spazio sicuro in cui recuperare un barlume di controllo, nei momenti in cui tutto il resto sembra sfuggirci di mano. Mentre altrove siamo in balia di dinamiche che non dipendono da noi e che non riusciamo a orientare, sul campo torniamo ad avere un margine di azione, cioè una possibilità concreta di incidere.
È come se, ogni volta che la realtà ci mette davanti ai nostri limiti, l’allenamento ci ricordasse che non tutto è perduto. Che qualcosa, ancora, dipende da noi. Allora, invece di arrenderci a ciò che non possiamo cambiare, ci occupiamo di ciò che è, e sarà sempre, nelle nostre mani: la cura del nostro corpo, della nostra mente e del nostro spirito.
E questo può salvarci, perché fermarsi del tutto, nella vita, è un po’ come smettere di muoversi quando fuori c’è il gelo: alla lunga, perdiamo le forze, le speranze, l’energia e, piano piano, ci spegniamo. Tenerci attivi, invece, anche facendo esperienze che non risolvono i nostri veri problemi, ci evita comunque l’ipotermia dell’anima. Ci fa attraversare la notte, in attesa che torni il sole.”
Testo tratto da “𝗔𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝗰𝗮𝗹𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗰𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮”. È il mio ultimo libro.
Racconta di come lo sport ci aiuti non solo sotto l’aspetto fisico, ma anche sotto l’aspetto mentale ed esistenziale.
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Il Saggio dello sport