19/04/2013
UN VERO AMATORE SCRIVE:
C’ERA UNA VOLTA IL KART
Di Massimo Cosentino
Sembra una favoletta ed invece, purtroppo, è una storia vera.
C’era una volta il kart, c’erano una volta ragazzi che giocavano a fare i meccanici durante la settimana e piloti il sabato e la domenica, c’era passione, divertimento e competizione aperta a tutti.
Poi qualcuno ha deciso che questo sport dovesse assomigliare a quello che si vedeva in TV, a quello dei vari Schumacher, Alonso, Vettel per intenderci e così qualcosa è cambiato.
L’assale da 30 non era più buono così si è passato all’assale da 40 e poi da 50; il motore ad aria è diventato ad acqua, il valvola si è trasformato in lamelle; abbiamo dovuto mo***re l’alfano, il radiatore maggiorato, il musetto e le pancette aerodinamiche, il paraurti posteriore a sgancio, il sedile tecnologico, il volante particolare, i pedali spaziali.
E ovviamente, dopo aver speso tanti soldi, ci siamo sentiti in dovere di dover competere come piloti veri, come quelli che hanno gli sponsor e tanti meccanici al seguito, come quelli che devono soltanto sedersi e guidare!
E allora abbiamo fatto le visite mediche a pagamento, abbiamo fatto la tessera FIK a pagamento, abbiamo persino dovuto fare la tessera ACI sempre a pagamento. Ed abbiamo dovuto pagare le iscrizioni alle gare, e le gomme nuove per la gara e magari le gomme da pioggia se tra le qualifiche e la gara iniziava a piovere!
E poi è venuto Prodi con il suo EURO e così abbiamo iniziato a comprare in EURO ma stranamente quello che costava per esempio 120.000 LIRE (un treno di pneumatici per esempio) abbiamo iniziato a pagarlo 120 EURO e non 60 come sarebbe stato logico per il cambio.
E poi ci hanno detto che no, che il 100 ed il 125 non sono più buoni per partecipare ai campionati, che bisogna acquistare il KF o il KZ e che era necessario per evolversi, per essere competitivi. Fa niente se costano 10.000 EURO, vuoi assomigliare a VETTEL o no?
Che strano però. Non vedo molta gente che vuole assomigliare a questi piloti di F1, anzi ne vedo sempre meno alle gare e qualche volta non ne vedo nessuno.
Certo c’è il WSK. Ma quanti sono i piloti che partecipano al WSK? Volete dire che tutto ruota intorno a qualche centinaio di ragazzini coperti dai soldi dei genitori?
Ma anche no! Io rivoglio il mio kart, rivoglio tornare in pista con i miei amici, rivoglio le emozioni di un sorpasso ad una staccata tirata e fa niente se ci tocchiamo e si graffia la pancetta, fa niente se vado nel terreno e fa niente se non faccio il record della pista! Quello che voglio è tornare a ridere con gli amici, tornare a divertirmi, organizzare garette tra di noi e poi mangiare la carne arrostita sul barbecue ai bordi della pista e bere vino fino a non smettere più di ridere, e magari dopo aver mangiato e bevuto tornare in pista con i kart da noleggio (tra le urla del proprietario della pista) a scontrarci e a spegnerci il motore l’un l’altro mentre stiamo tutti affiancati sul rettilineo.
Nel mio piccolo sto provando a fare tutto questo: da qualche anno ho deciso di darmi da fare per tenere alla portata di tutti i prodotti che più si consumano girando; porto sempre tanti amici a girare sui circuiti della mia regione ed invito amici che fanno oltre 1000 km pur di passare un pomeriggio con me per fare una garetta su kart a noleggio.
E quando vedo qualche ragazzo che si compra un vecchio telaio con un motore che ha oltre 10 anni ed inizia a girare io sono contento perché vuol dire che lo spirito del kart, nonostante tutti quelli che giornalmente provano ad affossarlo, umiliarlo, affievolirlo per aumentare il loro tornaconto personale, è ancora vivo e deve tornare ad essere come lo era quando bastava un telaio, magari con un motore preso da una motocicletta, quattro gomme usate e dei freni che più o meno frenassero.
Che ben vengano le piste che non ci stressano con gabelle e balzelli, che fanno di tutto per farci girare, che ci organizzano momenti divertenti. Voglio bene a queste persone che danno l’anima per passione e che non si lasciano incastrare in meccanismi di sistema tesi a spogliare i ragazzi come se fossero dei polli da spennare.
Io continuerò a metterci tutto il mio impegno e tutta la mia passione, mi farò chilometri per partecipare a queste gare “minori”, ma minori perché non costano quanto un trofeo ufficiale, non per qualità di piloti o per organizzazione, anzi direi proprio il contrario.
Ben vengano prodotti concorrenziali, ben vengano costi più bassi, ben venga ogni novità che abbassi il prezzo e lo renda accessibile a tutti, non il contrario.
E se qualcuno dovesse dirmi un giorno che sto sbagliando, che tutto si evolve tecnologicamente ed a livello di prestazioni allora gli risponderò che il kart è cuore, è passione, è sogni e la tecnologia non ha ancora prodotto strumenti per rimpiazzarli; e che il “profumo” della miscela che brucia in pista mi basta per essere felice.
Evviva il Kart !