Possiamo dire che il tennis a subbiano è nato a fine anni 60′ dall’idea dei fratelli Piantini, due liberi professionisti di Arezzo che arrivando in paese hanno trovato un campo da tennis inutilizzato, inizialmente di “terra grigia”
ed hanno chiesto al comune la possibilità di utilizzarlo e gestirlo, tutto a loro spese. Dopo circa 2 anni ,tra lo stupore dei subbianesi che non capivano cosa facesse
ro queste persone con quelle racchette in mano , si sono visti purtroppo costretti a lasciare causa gli alti costi di gestione e la bassissima presenza di giocatori coinvolti (4 tennisti). Dopo qualche mese di abbandono, fino al 1970 circa, il maestro Beppe Rossi e il prof. Umberto Cincinelli ( a cui va un grande ringraziamento) decisero di chiedere la gestione della struttura al comune di Subbiano e di provare a creare un circolo organizzato di Tennis. Le prime cose che si resero necessarie furono quelle di rifare due o tre volte il campo fino ad arrivare alla migliore soluzione non senza pochi problemi:
venne preparato uno scavo di circa 50/60cm e riempito con un primo strato di fascine di legno dove sopra fu gettato del bitume granulato ed infine ricoperto con la classica terra rossa. In seguito vennero poi fatte svariate prove di drenaggio fino al raggiungimento di quella che per i tempi era la soluzione più vicina possibile alla perfezione. Altra conquista fu dotare la struttura dell’illuminazione, siamo verso la fine degli anni 70′ e subito di seguito la costruzione di una bellissima tribuna, resasi ormai indispensabile vista la sempre maggiore presenza di pubblico e persone che si stavano avvicinando a questo meraviglioso gioco. C’è’ grande euforia per questo sport ed è verso la fine degli anni 70′ che iniziarono i primi corsi di tennis per principianti, molto ma molto partecipati, corre l’obbligo di ricordare alcuni fra i maestri di allora, non ce ne vogliano gli altri che non citiamo, mi riferisco al maestro Checcacci di Bibbiena, al maestro Lucci di Poppi ed al maestro Vasca di Arezzo.Foto 2
Sono anni d’oro per il tennis subbianese, da Arezzo vengono molti giocatori di categorie importanti a prendere parte a tornei ed incontri amichevoli, tra cui i vari Formelli e Agnolozzi, due personaggi di spicco del tennis aretino, per non contare poi la partecipazione a partite di esibizioni dell’Avv. Roberto Verdelli due tra i massimi esponenti del tennis toscano. Per far capire l’interesse che questi giocatori suscitavano basta pensare che i loro incontri sono sempre stati contornati da grandissime presenze di pubblico fino alle ore più impensabili, fanno storia le molte sfide finite anche alle 3:00/4:00 della notte. Una grande novità fu quella di istituire i famosissimi tornei gialli (gare solo di doppio) dove i giocatori si iscrivevano e successivamente venivano poi sorteggiate le formazioni che si sarebbero affrontate. Come ognuno può immaginare questo dette vita alla nascita di coppie le più variegate possibili tra le quali ne ricordiamo una estremamente folcloristica, composta da Cecco Chiecche e Ezio Lanini, dove il primo stava a rete e non ne prendeva una e il Lanini dietro che si puliva in continuazione gli occhiali da vista andando a colpire quando la pallina era già passata. Una delle sfide più emblematiche era quella tra ‘esuberante “Chenno”e il carismatico Alfredo “farmacista”, che si presentavano agli incontri con delle vere e proprie parate piene di striscioni megafoni e cori da stadio con un grandissimo coinvolgimento emozionale da parte di tutta le gente che li seguiva. Passarono in quei tempi tanti e poi tanti nomi vuoi locali che della provincia e per noi è d’obbligo ricordare almeno la partecipazione ed il grande accanimento del compianto Valerio Mazzoni, gli innumerevoli lanci di racchetta dell’amico Nedo Magrini e gli elaborati commenti su ogni tiro da parte di Rolando Tanti, e poi come dimenticare gli arbitraggi impeccabili stile Wimbledon di Giancarlo Calbi, gli innumerevoli custodi che si sono succeduti lasciando tutti un caro ricordo. Parlando dei bravi giocatori di allora, quelli che hanno fatto grande il tennis a Subbiano, ci piace ricordare oltre alla loro impareggiabile voglia di giocare, oltre all’attaccamento viscerale all’associazione ed al campo anche alcuni aspetti tecnici rilevanti tipo:
– chi potrà mai dimenticare il rovescio fluido e potente del Giuntini Alessandro accompagnato da un evizione micidiale?
– la velocità di riflessi a rete di Ivano Cini unita alla potenza tranciante dei suoi tiri?
– la tenacia intelligente e volitiva del Carraro che con quel mancino ti prendeva sempre in contropiede?
– l’estro dei colpi spiazzanti ed imprevedibili del Bonamico?
– l’incrollabile resistenza del Necci che con colpi precisi ed infiniti avrebbe sfiancato anche il più coriaceo avversario?
– il diritto dirompente simile e delle usciate del Cincinelli, che però batteva la seconda palla da sotto, caso più Nico che raro nel panorama tennistico anche di allora.
– i fratelli Cavallini che in breve tempo raggiunsero livelli molto alti tanto che Fabrizio raggiunse la classifica di c2, che allora era una gran categoria, di tutto rispetto!
– fu poi verso la fine degli anni 80′ che cominciò a brillare la stella di un altro giocatore encomiabile in tutto e per tutto, sia dentro che fuori dal campo, giocava e gioca tuttora un bel tennis armonioso, ma concreto ed efficace: si tratta di Marco Cherubini Celli che da quando ha iniziato a vincere non ha quasi più smesso ed è ancor l’uomo da ba***re al circolo tennis di Subbiano nonostante l’arrivo di nuove forze molto interessanti per gli anni a ve**re! E ancora… Qualche nota caratteristica del tennis subbianese agli albori quando giocavano giocatori del calibro di Floriano Cerofolini, Michele Gambacorta, Fabrizio Radicchi ed il sottoscritto. Lo diciamo con piacere perché da qui ebbe inizio la partecipazione del pubblico e lo sviluppo del gioco. Gli ultimi anni 80′ furono segnati, se così si può dire, dall’agonismo sfrenato fra due coppie che andavano per la maggiore e cioè: Cherubini/Cincinelli contro Necci/Carraro, una sfida infinita e divertente che tuttora ricordiamo con nostalgia. Fanno sicuramente parte della storia le numerosissime Coppe Torri disputate, dove per notti intere si discuteva animatamente per decidere la formazione che avrebbe dovuto giocare proprio perché ognuno voleva dare il suo contributo alla squadra. Questa la composizione della squadra che vinse la prima Coppa Torri nella finale di Cortona Umberto Cincinelli, Amedeo Necci, Bonamico Andrea e Carraro Gianni.foto (3)
Storie di altri tempi, è vero, però qualcuno calca ancora i campi da tennis e con discreta disinvoltura, ciò sta’ a significare che questo sport aiuta anche a vivere una vita di qualità, di sana competizione, di puro agonismo, di controllata educazione comportamentale sia dentro che fuori dai campi da giuoco. Non sono forse queste le qualità che ogni genitore vorrebbe per i propri figli? Quindi iscrivetevi, giocate, partecipate, qui non ci sono scalmanati in curva o risse varie, ed anche quei giovani che non riusciranno a raggiungere alti livelli tennistici avranno sicuramente un buon equilibrio interiore e la capacità di sapersi confrontare civilmente con le altre persone. Dati storici del circolo tennis Subbiano:
Il primo presidente del circolo tennis di Subbiano fu Massimo Innocenti il quale stette in carica per 2 anni. Subentrò Umberto Cincinelli (persona capace di donare al circolo quel prestigio e quel senso di rispetto che merita un gioco così “alto” quale è il tennis)dal 74′ fino ai primi anni 90′, coadiuvato dal 78′ fino all’ 80′ dal maestro Beppe Rossi.