18/05/2026
Caro Gianca,
È già passata una settimana dalle tue dimissioni e ancora non sappiamo bene quali parole usare per salutarti.
Sei entrato nella società viola 8 anni fa, raccogliendo ciò che rimaneva dalla gestione passata e, passo dopo passo, hai contribuito in modo fondamentale a trasformare una semplice associazione sportiva in una vera e propria famiglia.
Con il tuo fare deciso e autoritario, smorzato dalla tua ironia pungente, ricoprivi il ruolo del padre di famiglia: rispettato e seguito da tutti, eri colui che indicava la via da seguire per migliorarsi anno dopo anno.
Sei stato tra i primi a credere in una comunicazione al passo con i tempi, stimolando la creazione di pagine social per rendere la piazza più appetibile dai giovani, sui quali hai sempre puntato.
Ti sei sempre mosso con il pensiero di far bene alla squadrina, andando in giro per la zona a cercare collaborazioni.
Non hai mai smesso un secondo di documentarti per programmare con anticipo le stagioni successive a quella che stavamo vivendo.
Sei stato un faro per i giocatori, un portavoce esemplare tra società e tesserati.
Hai preso per mano la squadrina che arrancava in “seconda” e l’hai fatta diventare una squadrona capace di dominare la categoria per anni, fino alla gioia incredibile di vincere il campionato nell’anno del centenario.
Insieme agli altri hai creduto in due come noi, tutt’altro che giornalisti, per la realizzazione del libro presentato il 30 di agosto. Non ci siamo scordati che eri in prima fila, accanto al Ciarpa, a tifare per noi anche in quell’occasione.
Sei un uomo di calcio e non riusciamo ad immaginarti lontano dal rettangolo verde. Nonostante le dimissioni dal ruolo di Direttore Sportivo (o Direttore Generale, come dicevi sempre) ci auguriamo vivamente che tu possa quantomeno decidere di rimanere nella società per aiutarci a portare avanti la famiglia che tu stesso hai contribuito a creare.
Per te le nostre porte non si sono chiuse e, anzi, saranno sempre aperte.
Grazie e, speriamo, a presto.
La tua famiglia viola