22/05/2026
Al Passatore non saranno solo 100 km da correre.
Sarà fondamentale gestire energia, idratazione e lucidità per tante ore consecutive.
Rispetto a un ultra trail, i ritmi saranno più alti e continui, quindi anche il consumo energetico al chilometro sarà maggiore.
La prima parte sarà probabilmente la più delicata: caldo, salita, sudorazione elevata e tanta gente che partirà troppo forte.
Poi arriverà la notte, la lunga discesa, la pianura verso Faenza e lì entreranno in gioco stanchezza, gestione mentale e capacità di continuare a nutrirsi anche quando il corpo inizierà a rallentare tutto.
Per questo ho deciso di gestire l’integrazione in modo abbastanza preciso.
Ai ristori utilizzerò soprattutto acqua e carboidrati solidi: pasta, pane, qualcosa di secco e facilmente gestibile.
Come integrazione principale userò Neversecond con due strategie differenti.
Nei primi 50 km userò il CH3 30:
due misurini in 500 ml d’acqua, così da avere una quota più alta di sodio utile nella parte più calda della gara, dove la perdita di liquidi e sali sarà importante.
Nella seconda parte invece passerò al C90, dove avrò bisogno di continuare a introdurre energia ma con temperature più basse e una sudorazione probabilmente meno aggressiva.
Come “ciambella di salvataggio” porterò anche qualche gel liquido CH3 30 con caffeina, soprattutto per i momenti più critici della notte o quando servirà riattivare testa e gambe.
In più:
* banane
* datteri
* zenzero
* qualcosa di semplice e reale da mangiare
Perché dopo tante ore il corpo spesso accetta meglio cibo vero che solo prodotti tecnici.
La parte acqua sarà fondamentale.
L’obiettivo non è solo bere tanto in gara, ma arrivare alla partenza già veramente idratato.
In gare così lunghe non fanno la differenza solo i chilometri nelle gambe.
Fa la differenza anche quanto riesci a mangiare, bere e continuare a gestirti quando tutto diventa più difficile.
In bocca al lupo a tutti i passatori.
Ci vediamo a Faenza.