10/03/2026
Dicono di noi. Bello che un riconoscimento del genere arrivi dai tifosi avversari…
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La mia penultima volta allo stadio Picco risaliva a vent’anni fa esatti: Spezia 1 Monza 0, scontro diretto per la promozione in serie B. Gol lampo dei liguri, che poi in B riuscirono a salire, e partita praticamente finita.
C’ero stato altre volte, al Picco, uno stadiolo al limite del fatiscente, con un’unica, bella eccezione: la curva Ferrovia, occupata dai tifosi bianconeri.
A distanza di vent’anni, ecco un impianto completamente rinnovato: moderno, funzionale, sostenibile. Nel suo piccolo, un gioiellino. 12 mila posti a ridosso del campo, lo 𝑆𝑝𝑒𝑧𝑖𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑒 all’interno della struttura, altri servizi polifunzionali.
Insomma, uno stadio a misura di città, dove il tifo sembra doppio, triplo. Altro che U-Power Stadium, mi verrebbe da dire (e infatti lo dico), dove gli spazi si dilatano e l’effetto 'bomboniera' scompare. Colpa di un progetto "monco", mai completato, curve minuscole, distinti e tribuna sproporzionati, niente 𝑀𝑜𝑛𝑧𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑒 all’interno dello stadio dove pure lo spazio non manca… niente area-museo (che interesserebbe non solo i tifosi biancorossi).
Mi auguro che gli attuali proprietari del Monza restino a lungo: persone che parlano poco ai media, ma che fanno i fatti. Mi auguro, oltre a vedere ancora il Monza in serie A ai primi di maggio, che vogliano fare qualcosa di concreto per rendere il nostro stadio sostenibile, vivibile e a misura di città. Non sarà facile, ma l’importante non è finire, come il titolo della famosa canzone di Mina negli anni Settanta, bensì cominciare…
𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗼𝗿𝗼
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