02/07/2023
CIAO ALBERTO 💔
Da qualche giorno siamo in lutto. E con noi sono in lutto buona parte dei milanesi e TUTTI gli amanti dell'arte contemporanea.
Badate bene, non parliamo di arte provocatoria, incomprensibile, divisiva, eventualmente offensiva: stiamo parlando di arte pubblica, universale, che parla all'uomo, alle sue emozioni e alla parte sensibile e malinconica del suo animo.
Sabato ci ha lasciati Alberto Garutti.
Questo nome potrebbe non dire molto a chi sta leggendo queste righe, ma conoscete bene le sue opere e le conoscete da anni.
Vi basta essere passati una sola volta da Bergamo ed aver letto sulla lapide posta nell'asfalto di Piazza Dante:
"I lampioni di questo luogo sono collegati con il reparto di maternità dell’ospedale di Bergamo. Ogni volta che la luce lentamente pulserà, vorrà dire che è nato un bambino. L’opera è dedicata a lui e ai nati oggi in questa città.”
A Milano Garutti ha realizzato nel 2012 un'opera dal titolo Egg, posta in Piazza G*e Aulenti. Ventitré tubi collegano quattro livelli del palazzo snodandosi attorno ad una grossa cavità: vi basta appoggiare l’orecchio sulle lucide trombe in ottone cromato per ascoltare suoni e parole provenienti dagli altri piani.
Un'opera che, come recita la scritta che l'accompagna, "è dedicata a chi passando di qui penserà alle voci e ai suoni della città".
Ci lascia un amato professore di Brera, un uomo sensibile, un artista raffinato e silenzioso.