29/05/2026
Dopo la retrocessione dalla serie C/2 nel 1982, il Seregno cambiò proprietà: Paolo Barzaghi cedette infatti il testimone a Giulio Sala, giovane imprenditore residente in città, molto appassionato, ricordato con affetto dalla tifoseria dell’epoca.
La risalita sembrò cosa fatta nella stagione 1983-’84, quando gli azzurri a lungo comandarono il loro girone, ma ebbero poi il torto di farsi raggiungere dalla Virescit Boccaleone, squadra di un quartiere di Bergamo. Le due duellanti chiusero a pari merito a quota quarantacinque punti, rendendo inevitabile lo spareggio, per il quale la federazione scelse come sede la Dossenina di Lodi.
Una domenica di maggio, così, dalla Brianza arrivarono sostenitori in massa, per cercare di spingere i loro beniamini a coronare il sogno. Nel contesto di una partita spigolosa, contro un avversario forte, l’impresa parve concretizzarsi a 3’ dal termine del secondo tempo, quando Graziano Brambilla realizzò in mischia la marcatura del vantaggio. La rete fu però annullata tra la sorpresa generale dell’arbitro Salvatore Monni, sardo dell’isola della Maddalena, appartenente alla sezione di Sassari: una decisione che, ancora oggi, chi ha vissuto quel pomeriggio, in campo, in panchina o sugli spalti, fatica a digerire.
Nei tempi supplementari, a rompere il ghiaccio per gli orobici fu così Fulvio Simonini, con un gran diagonale dal limite, prima del raddoppio in contropiede, a giochi ormai fatti, di Alessandro Roccatagliata. Per ironia della sorte, il Seregno si classificò secondo anche l’anno dopo, alle spalle del Leffe, forte dell’apporto di un giovane attaccante di belle speranze, che poi sarebbe arrivato in nazionale. L’astro nascente era Giuseppe Signori.
Anche di questo si parlerà nella mostra storica che sarà presentata sabato 30 maggio, alle 16, nella sala Gandini di via 24 maggio.