08/05/2025
Viviamo in un’epoca in cui guardare in basso è diventato automatico: smartphone, laptop, tablet… la sindrome da testa avanzata (Forward Head Posture, FHP) è ovunque. Ma quanto incide davvero sulla salute cervicale?
Hai mai notato persone con il mento sporgente in avanti, le spalle arrotondate e il collo teso? Magari anche tu, senza rendertene conto, assumi questa postura mentre guardi lo schermo del telefono o lavori al computer.
Testa avanti, peso moltiplicato!
Lo sapevi che la tua testa pesa circa 5 kg? E ogni centimetro in avanti aumenta il carico percepito dalla colonna:
A 15°: il carico arriva a 12 kg
A 30°: 18 kg
A 45°: 22 kg
A 60°: 27 kg
Ma come dice giustamente Angelo Torri:
“Non solo testa in avanti, ma anche di lato, inclinata, ruotata… si vedono posture scorrette ovunque.”
E infatti la postura disallineata della testa comporta sovraccarichi asimmetrici, che generano compensi cervicali e tensioni croniche, come confermato da molti professionisti.
Questo concetto si collega direttamente alle forze di taglio asimmetriche che si creano sulla colonna cervicale. Le rotazioni e inclinazioni laterali, oltre a rendere l’immagine posturale “storta”, sono clinicamente correlate a squilibri del tono muscolare cervicale e a possibili irritazioni radicolari da compressioni meccaniche o da instabilità segmentarie.
Quali sono le conseguenze della postura avanzata?
Dolore cervicale: muscoli come trapezio, SCOM e suboccipitali sono in tensione costante.
Mal di testa e vertigini: possibile compressione delle arterie vertebrali
Rigidità articolare: perdita della fisiologica lordosi cervicale.
Sovraccarico toracico, scapolare e disfunzioni respiratorie.
Come dice la specialista della postura Doris Occhipinti:
“La postura è tutto, anche se nel 2025 molti ancora la snobbano.”
Eppure, la FHP non è solo “un problema moderno”: già studi del secolo scorso collegavano le disfunzioni della colonna cervicale con alterazioni della pressione intracranica e dell’equilibrio autonomico.
Ecco una carrellata di revisioni sistematiche:
🔴. La postura della testa in avanti ( FHP) e dolore cervicale
La FHP è associata a maggiore intensità di dolore e disabilità cervicale.
La revisione ha analizzato 15 studi e ha mostrato che, nei pazienti sintomatici, l’angolo cranio-vertebrale (CVA) ridotto è un predittore significativo di dolore cronico al collo.
🔴. Esercizi terapeutici e FHP
Gli esercizi correttivi migliorano CVA e riducono dolore cervicale.
Lavorare solo sul collo… spesso non basta!
Infatti, eseguire esercizi di retrazione cervicale abbinati a training del trapezio inferiore e al controllo scapolare, si sono dimostrati efficaci.
🔴. FHP e propriocezione
Alterazioni nei limiti di stabilità e nell’equilibrio funzionale
Questo spiega perché in alcuni soggetti, soprattutto anziani o con disfunzioni vestibolari, una testa mal posizionata può contribuire a instabilità e aumentato rischio di cadute.
🔴. Esercizi per la sindrome crociata superiore
Migliorano FHP, spalle e cifosi toracica.
La rieducazione posturale deve essere combinata con stretching degli anteriori e rinforzo dei muscoli scapolari profondi.
🔴. Text Neck ( postura smartphone)
Le posture prolungate in flessione cervicale hanno effetti clinici (Scoping review)
Il termine “postura scorretta” può essere fuorviante. È più corretto parlare di “postura sostenuta nel tempo senza variazione” che, in soggetti predisposti, può contribuire all’insorgenza di dolore. La postura, insomma, non è buona o cattiva in sé… ma può diventare un problema se diventa l’unica disponibile.
E se il dolore cervicale causa anche altro?
Cosa potrebbe succedere da sdraiati se si ha questa sindrome?
In alcuni casi, la compressione o tensione a livello cervicale può alterare la propriocezione o il flusso vertebro-basilare. Sentire come un senso di mancamento.
Un’accurata valutazione clinica per escludere cause vascolari o neurologiche per impostare un piano adattato.
La “drop attack” o il senso di mancamento da posizione supina con testa iperestesa è descritto anche in letteratura come possibile segnale di insufficienza vertebrobasilare o instabilità craniocervicale. Attenzione quindi: non sempre è solo una questione muscolare.
Come intervenire quindi su questa condizione “in avanti”?
Educazione posturale
Consapevolezza corporea (biofeedback, specchi, retrazione del mento)
Esercizi mirati: rinforzo dei flessori profondi cervicali, trapezio medio/inferiore
Ergonomia personalizzata
Anche un semplice cuscino ergonomico o la regolazione dello schermo possono cambiare la giornata. E se sei un fisioterapista… dai un’occhiata anche a test come il Cranio-Cervical Flexion Test .
Prova a fare questi tre check:
1. Dove si trova il tuo mento? Sporge in avanti o è in asse con il collo?
2. Le tue spalle sono rilassate o stanno cercando di diventare orecchie?
3. Lo sguardo è dritto all’orizzonte… o puntato giù verso uno schermo?
Se hai risposto “sì” a uno di questi, è il momento perfetto per iniziare a correggere dolcemente, ma con costanza.
La postura non è tutto.
Ma è una parte importante del tutto.
Se andiamo a "scavare" in profondità potremmo scoprire inoltre, che la postura parla anche di come noi rapportiamo con gli altri e svela i punti deboli inconsci.
Lo facciamo... insieme da un po' di tempo 😉💪🏻.
Coach Lucilla 🧠 🔥 💪🏻 🤍