13/10/2023
È vero, avevamo un impegno in sospeso con tante persone ed eccoci qui, dopo un anno esatto dalla chiusura del Centro di Aggregazione Sociale ex Casa Soro. Prima o poi avrei scritto, ma ho scelto di prendermi tempo, due tempi anzi: uno certamente per smaltire l' inevitabile dispiacere, e uno per rincontrare quelle stesse persone, parlare con loro, e rendermi conto di quale sia stato l'effetto di risonanza scaturito dopo la chiusura di quel luogo. In un anno ci siamo accorti che quella Casa è appartenuta davvero a tantissima gente, lasciando ricordi vividi e piacevoli, e che la chiusura dei suoi cancelli ha procurato davvero tanta desolazione. Ricordo che fin dal primo giorno in cui vi misi piede ( in seguito all'aggiudicazione di un bando di gara) per quanto spaventata per l'ambizioso impegno preso, ebbi la certezza che quel luogo sarebbe stato un contenitore di belle cose. Ne ho riconosciuto il potenziale come Centro di Aggregazione Sociale (chiuso da anni prima di allora) perché nessun'altra destinazione d'uso immaginavo più degna: uno spazio di incontro per Tutti.
Dopo quasi 10 anni, Il 13 ottobre dell anno scorso, per motivi non riconducibili al nostro volere, la casa ha chiuso i battenti, lasciando fuori Tutti. Riconsegnare le chiavi è stato come leggere l'ultima pagina di una bellissima e lunga storia.
È stata una grande sfida inizialmente, rivelatasi nel tempo un'esperienza arricchente che mai dimenticherò; un vero onore lavorare come coordinatrice e operatore multimansione in una struttura così tanto esigente, per cui era richiesta, da contratto, manutenzione ordinaria e straordinaria. Ogni giorno vedeva contemporaneamente la presenza di una 50ina di persone tra bambini dai 3 anni in su, adulti e anziani. L' esordio come gestori di una "Casa" di quella portata, non è stato facile ma poi, di anno in anno, la struttura vedeva sempre più iscritti, e assistevamo, stupiti, al florido sbocciare di questo servizio per la cittadinanza. Ho sempre sostenuto che Il luogo incantevole in mezzo al verde, lontano dal traffico, in sicurezza, circondato da servizi sportivi, il parco, le scuole, l'abbiano reso un posto più che mai adatto a una sana crescita del bambino e allo sviluppo delle sue autonomie; richiesta più che mai urgente, oggi. Quello spazio ha visto eventi di ogni tipo, dai convegni sulla prevenzione oncologica alle degustazioni di vino con la FiS, 3 corsi di teatro che hanno avvicinato più di 40 ragazzi, di cui la maggior parte adolescenti, laboratori di pane e dolci sardi, di musica, mostre, spettacoli ecc... Un crocevia di incontri e collaborazioni che si riflettevano su tutto il tessuto cittadino.
I bambini, tutti, l' hanno riempita delle più svariate storie: divertenti, assurde, persino complicate... era diventata una casa a tutti gli effetti.
Sono certa che coi suoi spazi, colori, profumi, suoni, lascerà ancora per tanto tempo un bel ricordo nel cuore di chi lì ha solo varcato la soglia del cancello attratto dai bambini in festa , chi l'ha frequentata quotidianamente e chi l'ha solo vista da fuori mentre passeggiava per la via Lubich. Inoltre, Casa Soro ha rappresentato un' opportunità in ogni caso e per Tutti: per chi muoveva i primi passi lavorativi in servizi per l'infanzia, e per chi l'esperienza l'aveva già e l'ha solo perfezionata, per chi l'ha frequentata come utente e per chi l'ha curata; ha rappresentato, inoltre, una bella palestra per crescere operatori resilienti; indiscutibile questo!
Ci ha fatto capire il duro lavoro; aveva bisogno di tante cure per auto-sostenersi (nessun fondo era previsto per quel C.A.S.) facendoci capire che chi si ferma è davvero perduto e che colui che fa un lavoro con passione, tutto può. Ci ha messo alla prova, come professionisti, ma più di tutto come persone. È stato un luogo in cui abbiamo costruito tanti rapporti, uno spazio di incontri e ri-incontri.
Ci ha fatto affaticare, ma più di tutto entusiasmare.
Non è mai troppo tardi per ringraziare tutti coloro che hanno dato un contributo alla struttura e al nostro operato: dai genitori che si sono offerti per dare una mano al momento del bisogno, ai nonni dei bimbi che si erano resi disponibili per aggiustare i nostri peluches quando si scuccivano, alle cooperative, associazioni sportive, culturali con cui abbiamo instaurato collaborazioni importanti e stretto amicizie.
Ringrazio prima di tutto le componenti dell ATI di cui anche noi "Lachete" facevamo parte: La cooperativa "Non è mai troppo tardi" e l associazione "Prisma" che nei primi anni hanno messo a disposizione la loro esperienza e conoscenza e ci hanno guidato con pazienza e professionalità per una buona gestione di un CAS. la coop. Soc. "Il brutto anatroccolo", validi compagni di viaggio per ben tre stagioni di campo estivo. La compagnia teatrale "Animus Teatro" per cui Casa Soro è stata per anni sede di studio di copioni teatrali, "Studio Fitness H&W", degni e discreti ospiti del giardino di Casa Soro nel periodo post lockdown, le insegnanti di Yoga Kundalini, l'ass culturale "Lorenzo Perosi", fedeli compagni di cose belle, tra cui gli eventi Halloween che richiamavano spettatori da tutta la Sardegna, Massimiliano V***a e Andrea Lai che periodicamente riempivano la casa di arte e cultura, il mago Harry (Luca Palmieri) coi suoi spettacoli di magia per bambini e poi ancora,: via Mentana Teatro con i suoi laboratori di lettura espressiva e esiti scenici, I medici del Businco di Cagliari e della casa di cura di Decimomannu che più volte hanno messo a disposizione il loro tempo il sabato pomeriggio per fare prevenzione, l'associazione "Mai più sole contro il tumore", il liceo scientifico "Pitagora" con cui abbiamo collaborato per l alternanza scuola lavoro (attuale PCTO) ecc ecc... Quanta bellezza e ricchezza in tutto questo viavai. E poi, la nostra squadra operativa, la stessa che ha operato nella struttura fino all' ultimo con massima dedizione, sforzo fisico oltre che mentale. Ringrazio tutti gli educatori, psicologi, pedagogisti, segretari, istruttori sportivi, tecnici del teatro, della musica, volontari, il nostro saggio e infaticabile giardiniere, animatori sociali, tirocinanti che ogni giorno, in questi anni, si sono susseguiti, dando il loro contributo umano e professionale per far pulsare il cuore di quella struttura.
Ringrazio anche gli assistenti sociali e i tecnici del comune di Selargius con cui eravamo in costante e obbligato contatto e con cui abbiamo sempre voluto avere un rapporto di dialogo costruttivo.
Ringrazio anche l'ex sindaco Gianfranco Cappai che, dieci anni fa, aveva creduto in questo progetto e indetto il bando.
A novembre 2022, alla fine di tutto, quando già le luci di Casa Soro erano spente da poco più di un mese, forte di questa grande esperienza e poiché ho sempre creduto in quel che ho fatto, ho voluto coronare la fine della storia di questo bel libro aggiungendone un capitolo: la mia tesi di Laurea Magistrale in Psicologia dello sviluppo e dinamico relazionale dal titolo "La devianza in adolescenza da un punto di vista di psicologia di comunità". Indagine autoetnografica sul lavoro di rete tra famiglia, scuola e servizi sociali presso il Comune di Selargius.
Così, con orgoglio, ho portato davanti alla commissione di laurea dell' Università di Cagliari l'importanza e l'efficacia del lavoro di rete comunitaria tra scuola, famiglia e servizi sociali per porre in essere progetti empowerizzanti per la crescita degli adolescenti. In particolare, l'ultimo capitolo era dedicato interamente alla mia esperienza presso il C.A.S. ex Casa Soro, pietra miliare, a parer mio, per contrastare e/o prevenire il disagio sociale e la devianza adolescenziale nel nostro Comune.
Ora, dopo un anno dalla sua chiusura, il mio augurio, come cittadina, è che Casa Soro possa presto continuare a contribuire alla crescita dei bambini e allietare gli adulti.
In un'epoca in cui sono sempre meno gli spazi sicuri dove poter costruire sane relazioni, Casa Soro si pone in modo strategico come Centro Educativo e di Socializzazione. Vorrei tanto, ma senza presunzione alcuna, che l'amministrazione facesse tesoro di questa esperienza di quasi 10 anni per dare a Casa Soro, in un futuro quanto più imminente, una valida destinazione d'uso per la comunità selargina e non solo.
Nell attesa che quel cancello venga riaperto e quelle luci riaccese, tutti continueremo a godere del suo bel ricordo.
Con amore
Elisa