02/09/2026
Probabilmente chi gioca a pallavolo o beach volley lo dà per scontato, ma in quanti sanno davvero perché si dice "bagher"?
Il bagher è uno dei fondamentali più importanti e riconosciuti della pallavolo, utilizzato principalmente per la ricezione del servizio avversario e per la difesa su attacchi potenti. Tecnicamente consiste nel respingere la palla unendo le mani e impattandola con la parte interna degli avambracci, creando così una superficie d'impatto piatta e stabile che permette di controllare la traiettoria del pallone e indirizzarlo con precisione verso il palleggiatore.
Per eseguire un bagher corretto occorre curare con attenzione la postura del corp: le gambe devono essere piegate e leggermente divaricate per garantire equilibrio e spinta, mentre il busto va sbilanciato in avanti. Le braccia devono essere ben distese e rigide, piatte e parallele tra loro, con le mani sovrapposte e i pollici affiancati rivolti verso il basso. Un errore comune è quello di piegare i gomiti o colpire la palla spingendo solo con le braccia; in realtà, la forza e il controllo del colpo derivano dall'estensione delle gambe e dal movimento armonico di tutto il corpo verso la direzione desiderata.
La storia e l'origine del termine sono particolarmente curiose.
La parola bagher deriva infatti dal termine tedesco Bagger, che indica il classico escavatore o la ruspa usata nei cantieri edili: la metafora nasce dalla somiglianza visiva tra la benna dell'escavatore che raccoglie la terra dal basso verso l'alto e il movimento del pallavolista che raccoglie la palla vicino al suolo piegando le gambe e distendendo le braccia.
Il colpo è stato introdotto nella pallavolo moderna attorno agli anni Cinquanta e Sessanta, rivoluzionando lo stile di gioco. Prima della sua diffusione, i giocatori cercavano di difendere o ricevere utilizzando principalmente le mani aperte in palleggio, una tecnica che rendeva difficile gestire i palloni calciati o schiacciati con grande potenza. L'invenzione del bagher ha permesso di aumentare la spettacolarità e la velocità degli scambi, diventando un pilastro difensivo insostituibile.
E voi? Sapevate da dove prende origine tale termine?