21/06/2022
💬 | Quattro chiacchiere con Giulio De Lutiis, ospite lunedì nel nostro centro sportivo
𝗖𝗶𝗮𝗼 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗼! 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 è 𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗲𝗹?
"Ciao! Ho 17 anni e frequento il Liceo Scientifico. Ho giocato tanto tempo a tennis, ho praticato questo sport per 12 anni abbondanti.
Poi ho iniziato a fare le prime partite di padel e mi sono subito appassionato. Lo trovo molto più divertente e abbordabile all’inizio. Avendo una solida tecnica del tennis è stato abbastanza facile. Praticandolo sempre di più mi sono avvicinato ulteriormente, ho accantonato gli allenamenti di tennis per iniziare quelli del padel"
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘁𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗻𝗻𝗶𝘀?
"Ho deciso di lasciare il tennis per dare maggiore spazio al padel. Questo perché mi diverte di più, lo vedo anche più proseguibile come andamento sportivo, essendo anche un movimento in crescita in Italia e in Europa più in generale"
𝗧𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗲𝗹?
"Sinceramente non ho mai pensato ad un’esplosione cosi importante di questo sport. Cinque o sei anni fa sono andato al Foro Italico a vedere gli Internazionali BNL d'Italia e ricordo di aver visto uno stand del padel. Ho provato a giocarci, è stato bello ma al tempo stesso mi è sembrato strano. Domenica scorsa sono andato a Roma a vedere un torneo molto importante di padel e ho subito pensato alla crescita: dal piccolo stand fino ad avere tutto il Foro Italico. Un qualcosa di inaspettato.
Però capisco le motivazioni: è più semplice e divertente. Se devi fare una partita a tennis e non ti alleni da tanto tempo non penso che tu riesca a divertirti. Nel padel, non avendo anche una tecnica di base, penso che dal primo secondo che entri in campo puoi divertirti”
𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗲𝗹?
“Penso ai colpi più potenti. Le persone che iniziano a giocare a padel fanno fatica a generare potenza con i colpi. Chi viene dal tennis è abituato ad ogni colpo tirato e ad un certo spessore di energia. Magari lo smash o la vibora, parlo quindi dei colpi offensivi.
𝗜𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗶?
"Dal tennis mi sono portato le aperture molto ampie, i movimenti quasi goffi poiché nel padel è tutto più rapido e di agilità. Cambia molto anche la decisione nei colpi. Nel tennis cerchi di mettere in difficoltà l’avversario con tanto effetto, potenza e direzione. Nel padel ci sono molte più varianti che puoi fare: un pallonetto, una palla sulla doppia parete, una palla centrale o sposti l’avversario. Ci sono molte più opzioni da considerare”
𝗨𝗻 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼?
“Alejandro Galán Romo. E’ il mio atleta ideale: forte fisicamente e mentalmente, sempre presente e scelte giuste. Come personalità stimo Paquito Navarro”
𝗦𝗮𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗲𝗹?
“Sicuramente. Proseguire nella carriera sportiva è una bellissima idea. E’ il sogno nel cassetto di chiunque si approccia ad uno sport. Poi parliamo di un movimento in crescita e sarebbe una bellissima cosa”