JKA Liguria Ponente ASD

JKA Liguria Ponente ASD Palestra di Karate Tradizionale affiliata alla JKA

Domani cominciamo!!
08/09/2024

Domani cominciamo!!

Il nostro Maestro!!!
11/02/2020

Il nostro Maestro!!!

SETTE! SETTE! TORE! TORE!
(Il mio terrificante incontro con un umanissimo Maestro)
di Sergio Roedner

Mi è stato più volte chiesto di scrivere del maestro Takeshi Naito ma ho fino ad oggi declinato l’invito non solo perché mi sembrava di non avere elementi sufficienti per parlarne, ma soprattutto perché il mio primo incontro con lui è stato traumatico, anche se in modo umoristico.
Il maestro Naito arrivò in Italia nel 1977 per affiancare il maestro Shirai alla guida della Fesika e, come il suo illustre predecessore, al suo arrivo nel nostro Paese non conosceva una parola d’italiano. Un ostacolo superabilissimo, soprattutto secondo la mentalità giapponese per la quale non è importante spiegare ma far vedere, e non bisogna fare tante domande ma provare a fare finché si riesce.
Appena arrivato Naito, il maestro Shirai “chiese” (si notino le virgolette) a Gastone Bertolazzi, proprietario del mitico CSKS di via Maffei, di assegnargli un corso di cinture nere fino a quel momento seguito dal maestro Fugazza. E fu così che il sottoscritto, primo Dan da un paio di anni, fece la conoscenza dell’astro nascente della Jka, e ne rimase traumatizzato.
Durante la prima lezione fu subito chiaro che al maestro Naito non piacevano le nostre posizioni, in particolare kokutsudachi, e provò immediatamente a correggerci utilizzando le cinquanta parole di italiano che aveva appreso. Prese a ruggire a gran voce questo incomprensibile proclama: “Sette! Sette! Tore! Tore” Nessuno capiva, tutti erano spaventati, e il maestro si innervosiva sempre di più, perché non c’era nessuno che potesse tradurre il suo grido di guerra. Finalmente qualcuno capì: voleva dire “sette e tre”, indicando la percentuale di peso corporeo che dovevano sostenere le gambe della posizione kokutsudachi. A me invece il suo ruggito ricordava troppo il “Tora tora” dei film di guerra, mi faceva ridere e mi spaventava allo stesso tempo.
Quando si passò al kumite fu anche peggio. Qui la lingua non lo sosteneva proprio, e il maestro Naito diventò molto fisico. Ci, e mi, spiegò come arretrare efficacemente durante l’attacco dell’avversario bombardandomi amichevolmente con una serie di pesanti gyakuzuki negli addominali, come sicuramente era abitudine fare negli allenamenti delle università giapponesi, per insegnare ai novizi la dura legge del kumite. Ma non eravamo in un’università giapponese, e io ero un introverso e non particolarmente prestante primo Dan italo-austriaco. Non apprezzai.
Infine, i kata. Qui nulla di particolare da osservare, se non che ogni tanto il maestro Naito interrompeva l’allenamento e chiamava fuori uno o due malcapitati, facendo loro eseguire alcune tecniche davanti a tutti gli altri e criticandoli severamente. A me capitò solo un paio di volte ma avrei voluto sprofondare nella cantina della palestra.
Non fu a causa dell’arrivo del maestro Naito che me ne andai dal Csks, ma diciamo pure che il suo approccio così “giapponese” all’insegnamento mi intimidì e rafforzò la mia decisione di seguire al Dicamon il maestro Capuana, che era forse più severo di lui nelle sue aspettative, ma aveva una didattica personale ben calibrata sulle mie aspettative di “occidentale civilizzato”.
Naturalmente i miei contatti col maestro proseguirono perché Naito era nella commissione di esami e insegnava nei vari corsi e stage della Fesika e, dopo il suo infelice scioglimento, dell’Istituto Shotokan e, a partire dal 1989, della Fikta. Col tempo la mia opinione di lui cambiò di parecchio e, di pari passo col progredire della sua conoscenza dell’italiano, imparai ad apprezzare anche il suo senso dell’umorismo.
Un momento chiave della nostra conoscenza si verificò nell’ottobre del 1988. Era appena morta mia madre, il maestro Shirai lo sapeva e doveva avergliene parlato. Fatto sta che, incontrandomi in via Maffei, dove vivevano i miei suoceri e abitava anche lui, mi strinse calorosamente la mano per esprimermi le sue condoglianze e mi disse solo una parola: “esperienza”. Intendeva sicuramente dire che anche la morte di un congiunto fa parte delle inevitabili esperienze umane e aggiunge qualcosa alla maturazione di qualcuno.
Ho molto apprezzato il contributo che il maestro Naito ha dato allo studio del kumite, forgiando ottimi combattenti e mantenendo i legami con la casa madre, la Jka, con cui il maestro Shirai aveva interrotto i rapporti all’epoca dell’unificazione con la Fik. Mi è pertanto dispiaciuto quando, nel 2010, la strada del maestro Naito si è separata da quella della Fikta, una separazione che ci ha tolto il contributo periodico dei maestri della Jka e della quale mi ricordo dolorosamente ogni anno quando, al momento della riaffiliazione alla Fikta, devo impegnarmi per iscritto a non partecipare all’attività della Jka Italia, la nuova organizzazione da lui presieduta.
In questo spiacevole scisma, Yoi ha mantenuto un atteggiamento imparziale e neutrale nonostante molti suoi redattori siano tesserati Fikta, e il miglior riconoscimento della nostra imparzialità è dato da un’altra telegrafica affermazione del maestro Naito: “Yoi dice sempre la verità!” Grazie, Maestro.

Molto interessante!
29/12/2019

Molto interessante!

Coloro che praticano scherma giapponese o karate, hanno familiarità con dei principi strategici e tattici.

Grande soddisfazione di Sensei Naito.
30/10/2019

Grande soddisfazione di Sensei Naito.

Yuji Amamiya ha visitato il Mabic e il Museo Ferrari, e ha aperto il campionato italiano della Japan Karate Association

Dalla pagina del consolato Giapponese, il campionato Italiano JKA e il Maestro Naito
26/10/2019

Dalla pagina del consolato Giapponese, il campionato Italiano JKA e il Maestro Naito

Il 26 e 27 ottobre 2019 si svolgerà tra Maranello e Modena il 10° Campionato Italiano Karate Shotokan - Japan Karate Association (J.K.A.). Sotto la guida del maestro Takeshi Naito, L’evento si articola su due giorni per avere sia un momento dedicato ad approfondire l’aspetto tecnico e a condividere tra arbitri e responsabili tecnici le modalità e i criteri con cui verranno premiati i migliori atleti; sia il momento della competizione vera e propria, che l’anno scorso ha visto la partecipazione di oltre 250 atleti provenienti da tutta Italia.
La Japan Karate Association, fondata a Tokyo nel 1948, promuove e valorizza l'esperienza culturale, sociale ed educativa del Karate-do Tradizionale ed è espressione del Karate Shotokan. Oggi la Japan Karate Association svolge un’attività professionale ovvero accademica in oltre 160 paesi del mondo, diffondendo, da più di 70 anni, i principi che hanno animato il Maestro Funakoshi. Dall’anno 2012 la Japan Karate Association ha ricevuto dal Governo giapponese lo status ufficiale di “KOEKI SHADAN HOJIN” ovvero “Associazione di Pubblico Interesse” ed è l’unica organizzazione legittimata nell’ambito del Karate-do.
公益社団法人日本空手協会(J.K.A.)の主催する松濤館流空手イタリア選手権が、2019年10月26日(マラネッロ)、27日(モデナ) の2日間に渡り開催されます。昨年度はイタリア全国より250人を超える空手家が一同に集まり、技を競い合いました。
日本空手協会(J.K.A.) は、世界各国160以上の国にて70年以上に渡り、松濤館流を通じて伝統的な空手道の文化、社会、教育的価値の普及を促進しています。
開催日時及び会場:quando: sabato 26 ottobre, ore 15.00 c/o Palestra Emanuele Messineo, Maranello / domenica 27 ottobre, mattina e pomeriggio a partire dalle ore 9.00 c/o
Palamadiba, Modena.

Sensei Imura e  Sensei Naka    Tokyo 11.19.2019...il Karate Tradizionale e' mai smettere di praticare!!
17/10/2019

Sensei Imura e Sensei Naka Tokyo 11.19.2019...il Karate Tradizionale e' mai smettere di praticare!!

Sensei Oishi Takeshi, nato a Nagasaki il 19 Aprile 1941...kumite!! 78 anni e non sentirli!!
16/10/2019

Sensei Oishi Takeshi, nato a Nagasaki il 19 Aprile 1941...kumite!! 78 anni e non sentirli!!

Indirizzo

Via Bove 6
Savona
17100

Orario di apertura

Lunedì 20:00 - 21:30
Giovedì 18:30 - 20:00

Telefono

+393516149160

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