03/12/2023
CONNETTERSI
Nel corso della millenaria tradizione medica e marziale della Cina si è sempre ritenuta fondamentale la “connessione”. Ma chi e che cosa si deve connettere?
Secondo il taoismo occorre fluire con gli eventi, entrare in connessione con la natura e con gli altri esseri viventi; legare in un dissolubile “unicum energetico” la mente, il corpo, le emozioni.
Anche nelle arti marziali è fondamentale connettersi, entrando in sintonia con l’avversario, fluendo con i suoi movimenti pur aggressivi e potenzialmente letali. Trovare la giusta connessione richiede presenza mentale, consapevolezza corporea e persino “empatia”. Il rilassamento profondo, l’ascolto muscolare e la regolazione del respiro, possono poi aiutarci a connetterci sia ‘dentro’ (corpo/mente/spirito ) sia ‘fuori’ (terra/uomo/cielo).
Il movimento lento e consapevole e l’accurato ascolto del corpo nelle posizioni fisse promuovono questo genere di connessione.
Tutti dovrebbero, prima o poi, poterle sperimentare. Sarebbe sufficiente praticare abitualmente il “palo eretto" (in cinese: ‘Zhan Zhuang’).
In Cina si suol dire che questo esercizio valga da solo più di cento altri esercizi. Infatti, esso viene praticato dappertutto: a casa, nei parchi pubblici, nelle scuole, nelle caserme e persino negli ospedali, dove svolge la funzione di “sostegno” o, se vogliamo di "booster", capace cioè di incrementare la risposta immunitaria, aumentando l'efficacia dei trattamenti terapeutici convenzionali.
La modalità più consueta per eseguirlo prevede la postura in piedi; ma esistono molte varianti, alcune delle quali permettono l’esecuzione da seduti (vedi foto) e, in caso di seri problemi di salute, persino da sdraiati.
Secondo i Cinesi, questo esercizio di connessione – interna ed esterna – costituisce inoltre il fondamento imprescindibile per costruire la “Forza unificata”, che è alla base dell'espressione più elevata di tutte le discipline marziali.