08/08/2026
Ci sono cose che puoi spiegare per ore.
E poi ci sono cose che basta fermarsi a guardare.
In questi giorni, durante Sarzana Experience Map, mi è capitato spesso di osservare Elena lavorare in acqua con Berenice e Pinolo.
E mi sono ritrovata a pensare a cosa significhi davvero essere un’unità cinofila.
Berenice è incredibile. Seria, concentrata, quasi austera nel suo modo di lavorare. Non perde mai di vista quello che succede, controlla la situazione, sembra sapere sempre esattamente dove deve essere e cosa deve fare.
Pinolo è completamente diverso. È vivace, entusiasta, ha un altro modo di stare dentro le cose. Ma è sempre lì, con Elena. Pronto all’ascolto, attento a ogni sua indicazione.
Due cani diversi. Due personalità diverse.
E la stessa profonda fiducia nella persona che hanno accanto.
A guardarli sembra tutto facile. Ma non lo è affatto.
E forse proprio perché so quanto lavoro c’è dietro, mi emoziona ancora di più vedere quella naturalezza.
Perché quel lavoro non è servito a “piegare” due cani alla volontà di una persona che ha deciso che dovessero diventare cani da soccorso.
È servito a conoscersi per diventare "unità", a capire fin dove chiedere e quando invece ascoltare. A riconoscere le attitudini, rispettare le differenze, accettare anche i limiti. A costruire, giorno dopo giorno, quella fiducia per cui a un certo punto non hai più davanti un cane che esegue qualcosa perché gli è stato insegnato.
Hai davanti un compagno che sceglie di esserci con te.
Ed è questo che continuo a pensare quando vedo alcune modalità di intendere la cinofilia operativa: a cosa serve obbligare un cane a fare qualcosa che non gli appartiene? A chi serve veramente?
Certamente non al cane. E, nel momento in cui dovesse essere necessario operare davvero, probabilmente neppure al soccorso.
Un brevetto può certificare che un binomio ha superato delle prove.
Ma non può creare una relazione.
Quella richiede tempo. Costanza. Rispetto. Capacità di mettersi in discussione. E soprattutto la disponibilità ad accettare che il cane che abbiamo davanti non è quello che vorremmo che fosse, ma quello che è.
Guardando Elena con Berenice e Pinolo ho visto proprio questo.
Non performance. Non dimostrare una prestazione.
Qualcosa di molto più bello.
Ho visto tre individui profondamente diversi che hanno imparato a conoscersi, a fidarsi e a lavorare insieme senza perdere la propria individualità.
E quando una relazione arriva a questo punto, da fuori sembra tutto semplice.
Quasi una magia.
Ringrazio pubblicamente Elena e Andrea per avermi dato, ancora una volta, la possibilità di vedere in azione quella che per me è la vera essenza di un’unità cinofila: la magia di una relazione costruita sulla fiducia, sul rispetto e sul piacere di fare insieme.
Il presidente FICSS, Luisella V.