30/10/2025
12.000 ANNI FA: GLI TSUNAMI CHE SOMMERSERO LA SARDEGNA E FECERO SPARIRE NEL GIRO DI UN GIORNO E UNA NOTTE L'ANTICA CIVILTÀ SARDA.
Partendo dal presupposto che il mar Mediterraneo sia un bacino geologicamente attivo da milioni di anni e quindi soggetto non solo ad attività sismiche e vulcaniche, ma anche a delle collisioni tra la placca africana e quella eurasiatica, nonché soggetto infine a delle frane sottomarine e ad abbassamenti tettonici, non ci sarebbe nulla di assurdo dunque nell'affermare che la Sardegna, la quale si trova nel bel mezzo del Mediterraneo, in tempi antichi venne sommersa più di una volta da dei tremendi tsunami. Eppure anche su questo argomento, del quale oltre alle prove visibili abbiamo anche quelle così dette scientifiche, i bifolchi ciarlatani della fantarcheologia di regime applicano la solita censura o addirittura fanno il solito violento negazionismo. Ma le prove del fatto appunto che la Sardegna anticamente, a partire ad almeno 12.000 anni fa, venne quasi completamente sommersa e inghiottita dalle acque del mare, sono numerose e facilmente reperibili. In primis le possiamo trovare laddove ci siano ancora oggi delle strutture antiche sommerse in parte o completamente dalla terra. Gli esempi a tal proposito non si contano nemmeno, talmente sono tanti. Si pensi a tutti i Nuraghi sparsi da nord a sud della Sardegna che ancora oggi risultano completamente o in parte sommersi dalla terra. Esempi: Nuraghe Massenti a Barumini; Nuraghe Arigau a Sardara; Nuraghe Bruncu Piccoi a Tuili; Nuraghe Nureci a Villamar; un Nuraghe a Villacidro, in località Nuraxi, Ecc. Oppure si pensi alle strutture completamente sommerse come le Piramidi, o di altra tipologia che possiamo trovare ovunque in Sardegna. Le prove in tal senso sono tantissime e disarmanti. Ma oltre a queste prove abbiamo anche altri elementi che provano appunto il fatto che la Sardegna abbia subìto inondazioni dovute a degli tsunami. Si pensi a tal proposito ai numerosi fossili di conchiglie che si possono trovare in tutta la Sardegna, anche nell'entroterra della stessa. Un esempio a tal proposito lo abbiamo tra le campagne di Pauli Arbarei, dove si possono trovare diverse conchiglie fossilizzate attaccate a delle pietre o rocce. Ma si pensi anche alle antiche città costiere della civiltà Sarda come Nora, Sulqi, Tharros fino ad arrivare a Mont'e Prama, nelle quali città ci sono dei segni evidenti che gran parte di esse proseguino oltre la terra, nel mare appunto.
Tuttavia oltre a queste numerosissime prove in merito, abbiamo anche dei dati scientifici, così, giusto per tappare la bocca ai bifolchi della fantarcheologia di regime.
Ci riferiamo al fatto che il Mediterraneo venne attraversato da dei mostruosi tsunami, avvenuti tra 14.600 e 11.500 anni fa, che vennero originati da un riscaldamento climatico molto rapido chiamato col termine di Youner Devas - Holocene transition, il quale causò uno scioglimento massiccio dei ghiacciai nordamericani e scandinavi. Scioglimento che quindi causò un rapido innalzamento del livello del mare e che interessò non solo le zone costiere della Sardegna ma anche quelle interne.
Questo evento che, ripetiamo, è scientificamente provato, è noto col termine di Meltwater Pulse 1A.
Dunque ci sono tutti gli elementi a nostra disposizione per fare delle perentorie affermazioni: la prima è che la Sardegna sia stata sommersa più di una volta dalle acque marine, a proposito di Atlantide, la seconda invece è che i fantarcheologi sono una massa di ciarlatani menzogneri.
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