06/09/2026
E pure io penso una cosa: il Napoli, o meglio il presidente De Laurentiis, quest’anno ha commesso lo stesso errore che fece nel post-Sarri, quando prese Ancelotti, anche lui famoso per essere un grande “gestore” di gruppi.
Il problema, però, è proprio quello: all’epoca quel Napoli non era pronto per un gestore. Quel Napoli era magico e terribile grazie all’alchimia creata con Sarri e a un’identità ben precisa. Ancelotti a Napoli fallì, concludendo la sua esperienza con un esonero e con una squadra che non vinceva da due mesi in campionato. Quel Napoli aveva bisogno di uno che bacchettasse, che tenesse tutti sulla corda. E infatti il Napoli virò su Gattuso.
Lo stesso errore, per me, è stato commesso quest’anno.
Dopo due anni intensi con Conte, uno che non lasciava nulla al caso e che lascia Napoli dopo uno Scudetto e una Supercoppa Italiana vinta, De Laurentiis commette lo stesso errore: pensa di poter affidare questo Napoli, forte delle ultime due stagioni, a un “gestore”.
Allegri, come Ancelotti, negli anni ha avuto il merito di saper gestire grandi gruppi, basti pensare a quella grande Juventus dei cinque Scudetti consecutivi sotto la sua gestione. Ma, successivamente a quell’epopea, ha sempre trovato delle difficoltà e, soprattutto, non è mai sembrato realmente quell’allenatore affamato e ossessivo che è Conte.
Ed è proprio qui che, secondo me, sta il punto.
Questa squadra, nel post-Conte, aveva bisogno di uno che le stesse addosso, che preparasse ogni minimo dettaglio, che mantenesse alta la tensione e che avesse fame di vincere.
Invece ho come l’impressione che Allegri sia troppo “yes man”: va tutto bene, si cerca sempre di mantenere equilibrio e tranquillità. Ma in campo, senza una guida forte e un vero condottiero, questa squadra sembra fare fatica.
Il Napoli, in queste prime tre gare, è stato anche pimpante in avanti. Il vero problema, però, è che sembra tutto molto più frutto delle idee e delle iniziative dei singoli calciatori che di un’identità e di idee precise dell’allenatore.
Ed è proprio per questo che, quando si faceva il nome di Italiano, ero molto contento: un allenatore che doveva ancora arrivare ai massimi livelli, con fame, determinazione e voglia di imporsi.
Spero sinceramente di sbagliarmi, perché vorrebbe dire che Allegri troverà presto la chiave per far rendere al meglio questa squadra.
Ma, ad oggi, ho la sensazione che De Laurentiis, ancora una volta, abbia preso un abbaglio.