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Quale miglior regalo? Fat bike e mtb a pedalata assistita....offerte bomba!!!
17/11/2020

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07/09/2018

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Per prenotazione rivolgersi alla biglietteria del castello

22/03/2017

COMPONENTI : Il verdetto della bilancia

Dura-Ace RED 22 Super Record
Guarnitura 620 g 53/39) 520 g(50/34) 620 g(52/36)
Pacco pignoni 200 g (11-28) 160 g(11-28) 200 g(11-27)
Deragliatore 70 g 80 g 80 g
Cambio 160 g 150 g 160 g
Catena 270 g 260 g 250 g
Freni 300 g 260 g 270 g
Leve 370 g 290 g 350 g
TOTALE 1.990 g 1.720 g 1.930 g

22/03/2017

Shimano, Campagnolo e Sram sono compatibili?
Spesso ci viene chiesto se sia possibile “mescolare” componenti di case ciclistiche differenti. Di solito quest’esigenza di compatibilità nasce da motivi di budget o di logistica (si ha già in casa il componente di un’altra marca, per esempio). In questo articolo andremo a vedere come e in che modo sono compatibili i componenti prodotti dalle tre più importanti aziende del settore bici.
L’ossessione della compatibilità
Con il termine “compatibilità”, si va a indicare due componenti che, seppur progettati con metodologie e criteri differenti, possono “lavorare” insieme senza grandi problemi. Da questa affermazione nasce un ragionamento: compatibile non significa sempre idoneo. Una catena, una cassetta o un comando cambio dato come compatibile potrà funzionare se montato su un gruppo diverso o di una marca differente, ma di certo non lo farà mai come l’originale. Questo perché la fase di progettazione e di realizzazione è stata diversa. Certo, tolleranze dimensionali e standard costruttivi sono stati rispettati, ma ciò non vuol dire che si siano seguite le stesse logiche. Per cui la compatibilità è spesso un’ossessione, perché a volte mescolare componenti Shimano, Sram e Campagnolo non fa altro che portare al ribasso le prestazioni del gruppo e della bicicletta, poiché delle specifiche tecnologie vengono meno. Ma prima di capire come e quali componenti di queste tre aziende leader del settore ciclo siano compatibili, cerchiamo di comprenderne meglio le filosofie.

Filosofie aziendali
Ogni azienda ha una propria mission, una filosofia aziendale che cerca di perseguire. E questa “identità” si rispecchia nei prodotti che crea e propone sul mercato. A diverse filosofie corrispondono differenti approcci al medesimo problema, per cui la compatibilità perfetta non potrà mai esistere, poiché è l’essenza stessa delle aziende a cambiare. Tra le tre grandi case produttrici di componenti distinguiamo:
• Shimano: giapponese, applica una filosofia di alte prestazioni e ridotte manutenzioni. Propone componenti per qualsiasi disciplina e tipologia di bicicletta (dalla city bike alla specialissima). È contraria all’uso indiscriminato della fibra di carbonio e attua una politica di elevata manutenibilità dei suoi componenti. Per un meccanico infatti, i prodotti Shimano sono i più facili su cui lavorare;
• Campagnolo: italiana (di Vicenza) è un’azienda forte di un heritage indiscutibile. Il fondatore Tullio è l’uomo che ha creato lo sgancio rapido, che ha perfezionato il deragliatore posteriore, inventato il deragliatore anteriore e che nel 1949 ha proposto il primo gruppo della storia, il Cambio Sport. I prodotti del marchio sono contraddistinti da elevata precisione di lavorazione e un lungo know-how nell’industria. Propone solo prodotti per bici da corsa;
• Sram: statunitense, è la più giovane delle tre case. Nata come produttrice di componenti per mtb, ha attuato una politica aggressiva, proponendo sempre nuove tecnologie e prodotti. È stata tra le prime a lanciare il monocorona su mtb, aspetto che ha rilanciato ultimamente con l’introduzione dell’1×12;

Guida alla compatibilità
Vediamo nel dettaglio quali sono i componenti e i prodotti che possono essere compatibili:
• Movimento centrale: le tre case propongono tre diverse tecnologie di movimento centrale. Shimano è proprietaria dell’Hollowtech II, Campagnolo del sistema Ultra Torque e Sram della tecnologia GXP. Il sistema Campagnolo non è compatibile con nessun altro standard, poiché i cuscinetti sono fissati sul perno della pedivella e non nelle calotte del movimento. Shimano usa un perno da 24mm di diametro mentre Sram da 30mm, per cui è possibile renderli compatibili sono tramite adattatori;

• Movimento centrale press-fit: il sistema press-fit di Shimano è il BB-86/92, che richiede una scatola larga 86mm (nel caso della bdc) o 92 (mtb). Il perno rimane sempre da 24mm di diametro. Sram predilige il sistema PF30, con una scatola larga 68mm. È possibile installare una guarnitura Shimano su un sistema PF30 ma si dovranno utilizzare specifici adattatori che portino la larghezza a 86/92mm e che consentano di alloggiare perni da 24mm. Il sistema OS Fit di Campagnolo è pensato per alloggiare solo guarniture del marchio;

• Catena: la catena è uno dei pochi componenti della bici a possedere regole di costruzione definite. Il passo di una catena è infatti ½” ed è identico per tutti. Questo fa sì che le catene dei tre marchi siano compatibili. Rimane il fatto che ogni casa abbia una specifica tecnologia. Sram e Campagnolo adottano la falsamaglia mentre Shimano consente di mo***re le proprie catene solo con il perno svasato;

• Corpetto ruota libera: i corpetti ruota libera di Campagnolo hanno un diametro e un disegno della scanalatura completamente diverso e non è possibile mo***re prodotti Shimano o Sram. Queste due ultime case invece propongono scanalature e profili identici, per cui è possibile installare una cassetta Sram su un mozzo Shimano e viceversa;

• Cassetta: le cassette Shimano e Sram sono compatibili, a parità di pignoni. In questo caso la compatibilità però abbatte le prestazioni. Infatti le cassette Shimano hanno un profilo di denti particolare (detto Dyna-sis), che rendono più fluida la cambiata e lo spostamento della catena da un pignone all’altro. Usando una cassetta Sram si perde completamente questo vantaggio. Le cassette Campagnolo si possono installare solo su corpetti del marchio;

• Deragliatori: i deragliatori anteriori e posteriori dei tre marchi sono compatibili anche se non apporta alcun vantaggio mo***re un deragliatore di una marca su un gruppo di un’altra;

• Comandi cambio: i comandi cambio non sono assolutamente compatibili. Infatti hanno tiraggi differenti. Per tiraggio s’intende lo spostamento del deragliatore in proporzione allo spostamento della leva. Shimano adotta un tiraggio di 1:2, ovvero per ogni mm di corsa della leva, il deragliatore si sposta di 2mm. Sram e Campagnolo usano invece un tiraggio di 1:1, cioè per ogni millimetro di corsa della leva, il deragliatore si sposta di un millimetro. I sistemi quindi non possono lavorare e non è possibile installare una leva cambio Shimano su un deragliatore Sram. Inoltre Campagnolo permette di scalare tre pignoni con un solo gesto, mentre le altre due case arrivano a due;

• Freni a disco: i freni a disco Shimano e Sram non sono assolutamente compatibili. È possibile mo***re un impianto freni Shimano su una bici con un gruppo Sram ma gli impianti devono essere mantenuti staccati. Non si può installare una pinza idraulica Shimano su un pompante Avid/Guide (di proprietà Sram). Cambiano i sistemi di attacco del tubo e gli olii utilizzati. Shimano usa un olio minerale, mentre Sram un olio DOT. Non è possibile (ed è pericoloso) usare olio Dot su un impianto Shimano o olio minerale su un impianto Sram. E’ una procedura pericolosa che comporta la rottura del sistema;

• Rotori: Shimano propone un proprio sistema di fissaggio, detto Centerlock, mentre Sram usa il sistema tradiziona le 6H. E’ possibile installare un rotore Centerlock su un mozzo 6H grazie a degli adattatori. Un rotore Shimano è compatibile con un impianto freno a disco Avid/Guide e viceversa, poiché i diametri sono unificati;

Gestire la compatibilità
Quando ha senso usare prodotti di marche diverse? Se è vero che Sram e Shimano sono compatibili in qualche prodotto (che comporta però un abbassamento delle prestazioni), Campagnolo è meno flessibile. I prodotti Campagnolo lavorano bene solo con prodotti del marchio vicentino ed è difficile montarli su altri gruppi. Il nostro consiglio è: la compatibilità ha senso solo quando vi è un’estrema necessità. Ad esempio se si è incappati in un problema meccanico (si è aperta la catena) e l’unico ricambio a disposizione è quello di un’altra casa ciclistica. Altrimenti è sempre meglio optare per i prodotti originali della casa. A volte è ancor meglio installare prodotti dello stesso livello e gruppo presenti, per mantenere al meglio le prestazioni. Installare infatti una cassetta 105 su un gruppo Dura Ace non farà lavorare meglio la catena, bensì tenderà ad abbattere la fluidità di cambiata generale, per via del peso diverso e del tipo di tolleranza meccanica utilizzata. Così come installare una catena XTR su un gruppo Deore non migliorerà di molto l’efficienza di cambiata.
Concludendo
Abbiamo visto come e quali componenti delle tre maggiori case ciclistiche siano compatibili. Questo non significa che possano essere “mischiati” a piacimento. E’ sempre meglio usare prodotti del marchio già montato sulla bici e installare quelli compatibili solo in caso di emergenza o di impossibilità di trovare quelli originali.

10/11/2016

IL SIGNIFICATO DEI TPI NEI COPERTONI DA BICI
Cosa indica il TPI nei pneumatici per biciclette? TPI indica i fili per pollice presenti nella carcassa; è l’unità di misura della flessibilità delle gomme. Più è basso il valore e più la gomma risulta rigida (ideale per utilizzi FR – DH), se la trama è più f***a (numero di TPI più alto) la gomma sarà più flessibile e dunque adatta ad utilizzi XC -strada. TPI, significa: Tread (filo) Per (per) Inch (pollice = 2.54 cm); Contando il numero di fili che presenti su una lunghezza pari ad 1 pollice si ha il numero di fili per pollice, ovvero TPI. Maggiore è il numero di TPI, minore sarà la quantità di gomma presente (a parità di superficie di carcassa). Cosa significa tutto ciò?
Minore Peso
Maggiore Flessibilità e Comfort
Maggiore Scorrevolezza
Quanti più fili vengono integrati all’interno della gomma della carcassa, tanto minore risulta la quantità di gomma necessaria per riempire gli spazi tra i fili stessi. Di conseguenza risulta che:
Maggiore è il numero di fili presente in 1 pollice di lunghezza, tanto più sottili e flessibili risultano i fili stessi. L’energia viene infatti dissipata in prevalenza durante la deformazione della gomma ed essendoci meno gomma, l’energia che verrebbe assorbita dal pneumatico durante il rotolamento viene invece impiegata nel movimento; ne risulta un notevole aumento della scorrevolezza.
tpi
Più TPI = Maggior Scorrevolezza è un concetto applicabile quando ci troviamo in condizioni di parità di gomma applicata; in altre parole acquistando un pneumatico bici appartenente alla fascia Entry Level, solitamente caratterizzato da 60 TPI ,avremo un pneumatico caratterizzato da:

Maggiore Peso
Basso rischio di foratura
Elevata durata (maggiore quantità di gomma posta sopra il pneumatico, rispetto ad un prodotto di alta gamma)
La gomma viene inoltre posizionata tra i fili; ne consegue che con una quantità minore di fili, serve una quantità maggiore di gomma per colmare gli spazi tra filo e filo. Inoltre la gomma è un materiale inerte che presenta caratteristiche di rendimento diverso in base alle carcasse, ai quantitativi ed all’abbinamento con i differenti tipi di carcassa.
In breve possiamo riassume in questo modo:
Carcassa ad alto TPI
Più fili per unità di lunghezza
Meno gomma per riempire gli spazi tra i fili
Minore spessore dello strato
Peso inferiore
Più flessibilità
Minore resistenza al rotolamento = Maggiore scorrevolezza
Comfort maggiore
Migliore contatto con la strada
Carcassa a basso TPI
Meno fili per unità di lunghezza
Maggior quantità di gomma necessaria per riempire gli spazi tra i fili quindi più resistenza contro le forature
Maggiore spessore dello strato
Peso superiore
Minore flessibilità
Più alta resistenza al rotolamento
Comfort minore

Biomeccanico per appuntamento
10/10/2016

Biomeccanico per appuntamento

16/09/2016

GRUPPO SRAM EX1 (specifico per EBIKE BOSCH E BROSE)

Prima dello sviluppo dello Sram EX1, le e-bike erano considerate semplicemente come una bicicletta servoassistita da una trasmissione elettrica. Anche se questa definizione non è strettamente corretta, il tutto, in questo caso, è significativamente maggiore rispetto alla somma delle sue parti. L’esperienza fornita dalle e-bike ai bikers e i requisiti nei confronti di ogni singolo componente di tutto il sistema sono incredibilmente diversi rispetto alle mountain bike tradizionali con trasmissioni non-elettriche. Per questo motivo, la progettazione deve essere completamente diversa.
Basandosi sulle informazioni fornite dai produttori dei motori e sull’interpretazione personale dei problemi connessi all’impiego delle normali trasmissioni da mountain bike sulle e-bike, il team addetto allo sviluppo dello Sram EX1 ha sfruttato metodi avanzati d’acquisizione dati per il collaudo sul campo in abbinamento a test di laboratorio tradizionali per creare una soluzione di trasmissione da e-bike perfetta.
Il cuore e l’anima del sistema Sram EX1 sono rappresentati dalla cassetta E-BLOCK™ progettata per fornire la gamma di rapporti ottimale per le e-bike, ma anche un’autonomia della batteria superiore e una maggiore resistenza all’usura dei componenti. Il pacco pignoni 11-48 a 8 velocità consente una gamma di rapporti del 436%.
In base ai test, Sram ritiene che si tratti della gamma di rapporti ideale per le e-bike.

La progettazione a 8 velocità prevede una distanza considerevole (30% in media) tra i rapporti. La spaziatura dei rapporti e la cambiata unica di EX1 riducono la tendenza a dover utilizzare cambiate doppie. La progettazione per corona singola favorisce in modo significativo le prestazioni della batteria e l’usura dei componenti.
Il pacco pignoni al CNC in acciaio temprato è più stretto di quelli a 10 e 11 velocità ed è spostato verso l’esterno permettendo una linea catena più dritta su tutta la gamma dei rapporti. I progettisti sono riusciti ad abbinare la cassetta ad un catena leggermente più larga e solida per rinforzare la trasmissione. Questo aspetto è fondamentale per le e-bike in cui i cambi di marcia sono normalmente eseguiti sotto una coppia molto elevata (il motore spinge forte in salita) e ad una cadenza di pedalata bassa rispetto alle MTB tradizionali, sulle quali si verifica l’opposto.

La cassetta E-BLOCK™ sfrutta un corpo ruota libera standard (non-XD).
La corona anteriore di maggiore dentatura elimina la necessità di un pignone posteriore da 10 denti in modo da poter ottimizzare la rapportatura della cassetta E-BLOCK™ sui pignoni più grandi, quelli “da salita”.
Abbinando i rapporti da salita appropriati all’output del motore, si ottimizza la potenza della batteria e si offre una maggior durata a parità di condizioni.

Le prestazioni e la sensibilità del cambio sono garantite dal marchio Sram. Come precedentemente specificato, il comando cambio è stato progettato per eseguire cambiate singole (sia a salire che a scendere) e non multiple, con un funzionamento molto preciso. Il deragliatore EX1 sfrutta il design X-HORIZON™ sviluppato sui gruppi XX1 e X01 con una frizione riprogettata, e una gabbia ed una puleggia realizzate in modo specifico per la corona a 48 denti.
Le pedivelle
Leggere, resistenti, rigide e progettate in modo specifico per funzionare con i motori Bosch e Brose, le pedivelle EX1 sono realizzate in modo mirato per le e-bike.

Caratteristiche e specifiche
– Collaudate tecnologie Sram adattate alle esigenze delle e-bike a motore centrale
– Compatibilità con le interfacce del movimento centrale Bosch, Brose e Yamaha
– Compatibilità movimento centrale: ISIS
– Lunghezza pedivella: 170 mm, 175 mm
– Colore: nero
– Materiale: alluminio
– Prezzo: 55€

Le corone Sram X-SYNC
Realizzate tenendo presenti le esigenze delle e-bike e con la stessa tecnologia per la gestione della catena X-SYNC™ presente in tutte le trasmissioni 1x™ Sram, l’EX1 offre i pignoni da 14, 16 e 18 denti per i motori Bosch.

Caratteristiche e specifiche
– Collaudate tecnologie Sram adattate alle esigenze delle e-bike a motore centrale
– Giro bulloni: montaggio diretto
– Denti: 14, 16, 18
– Colore: nero
– Materiale: acciaio
– Prezzo: 20€

Il pacco pignoni E-BLOCK™ XG-899
La tecnologia E-BLOCK™ rappresenta un’ulteriore evoluzione dei sistemi di trasmissione per MTB. Con la cassetta E-BLOCK™ la catena dispone di una posizione delle maglie predefinita su tutti i pignoni.

L’architettura dei pignoni è stata progettata per funzionare con le maglie interne ed esterne della catena consentendo cambiate estremamente precise in entrambe le direzioni.

Di conseguenza le prestazioni del cambio sono precise e stabili in tutte le situazioni anche con il pieno supporto di tutta la potenza del motore.
Caratteristiche e specifiche
– Pacco pignoni 11-48 a 8 velocità lavorato al CNC in acciaio temprato
– Gamma di rapporti ideale per motore centrale
– Innesto migliorato della catena con i pignoni più grandi
– Geometria simmetrica per cambiare marcia in modo veloce e preciso
– Prestazioni ottimali per il cambio delle marce in entrambe le direzioni
– I grandi salti tra i pignoni rappresentano una tecnologia completamente innovativa progettata in modo specifico per le esigenze delle e-bike.
– Compatibilità con corpo ruota libera non XD™
– 8 velocità
– Finitura denti: nero
– Tecnologia: Sram XG
– Scala pignoni: 11, 13, 15, 18, 24, 32, 40, 48
– Denti su corpo principale: 5
– Prezzo: 450€

Il cambio Sram Ex1
Il deragliatore EX1 trae beneficio dalla struttura solida e dalla precisione di cambiata del design X-HORIZON™ per creare il primo deragliatore al mondo realizzato in modo specifico per le e-bike.

Progettato per gestire alti valori di coppia e le cambiate a cadenza ridotta nella cassetta E-BLOCK™ a 11-48 denti, il deragliatore EX1 offre agli utenti delle e-bike cambiate nette per potersi dedicare completamente al piacere della guida.
Caratteristiche e specifiche
– Collaudata progettazione X-HORIZON™ Sram che riduce la forza di cambiata, le cambiate indesiderate e la caduta della catena
– Pulegge X-SYNC™ a 12 denti
– Il deragliatore EX1 è progettato in modo mirato per le e-bike.
– Marce – 8
– Rapporto di trazione cavo – 1:1
– Denti max. – 48
– Colore – Nero
– Materiale cuscinetti puleggia – Acciaio
– Materiale gabbia – Alluminio
– Peso – 289g
– Prezzo: 165€
Il comando cambio
Il comando dello Sram Ex1 è dotato della tecnologia dei comandi cambio di Sram, ma è stato progettato per cambiate una marcia alla volta in modo preciso e netto, evitando doppie cambiate o cambiate eccessive che aumentano il rischio di rotture della catena.

Inoltre, singoli cambi di marcia aumentano la durata della batteria e di ridurre l’usura dei componenti.
Caratteristiche e specifiche
– X-ACTUATION™ per prestazioni affidabili e di precisione
– Cambi singoli per ridurre il numero di cambiate ed aumentare le prestazioni della batteria
– Velocità: 8
– Compatibilità: solo con cambio posteriore a 8 velocità
– Colore: nero
– Lunghezza cavo: 2200 mm
– Compatibilità Matchmaker: sì
– Peso: 122 g
– Prezzo: 55€

La catena
Gli elevati carichi di coppia delle e-bike richiedono componenti resistenti. La linea della catena più diritta dell’EX1 consente di utilizzare una catena più ampia e robusta rispetto a quelle disponibili nelle trasmissioni non progettate in modo specifico per le e-bike. La catena EX1 a 8 marce è stata progettata per scorrere in modo silenzioso con tutta la gamma di rapporti e trasferire più potenza alla ruota posteriore.

Caratteristiche e specifiche
– La catena EX1 è più ampia ed è progettata per l’impiego gravoso caratterizzato da coppie elevate delle e-bike.
– Compatibilità: 8 velocità
– Colore: grigio
– Connettore catena: PowerLock®
– Trattamento: perni rinforzati e cromati
– Prezzo: 30€
Ma non finisce qui: Sram, insieme alla trasmissione ha lanciato anche i freni Sram Guide Re, specifici per le e-bike caratterizzate da velocità medie superiori, uscite più intense e masse più elevate.
SRAM GUIDE RE
Il freno Sram Guide Re combina la leva Guide R con una potente pinza a 4 pistoni basata sui freni gravity Code con pasticche freno sinterizzate.

Il Guide RE offre un controllo totale e adatto a ogni percorso: la potenza e la modulazione ottimali dimostrano che è possibile regolare la velocità su tutti i terreni e in tutte le condizioni, in salita ed in discesa.
Caratteristiche e specifiche
– Compatibilità con MatchMaker™ X
– Montaggio ambidestro delle leve
– Regolazione del reach senza utensili
– Peso: 415 g (attacco diretto, tubo da 800 mm, disco CL da 160 mm)
– Materiale leva: alluminio pressofuso
– Materiale corpo leva: alluminio lavorato
– Struttura pinza: 2 pezzi
– Materiale pinza: alluminio lavorato
– Finitura: nero lucido
– Tipo pastiglie: metallo sinterizzato con supporto in acciaio
– Olio freni: DOT 5.1
– Reach adjust: senza attrezzi
– Angolo tubo: raccordo orientabile
– Tipo freno: modello idraulico
– Perno leva: boccola
– Viteria pinza: acciaio
– Pistoni: 4
– Materiale pistone: plastica fenolica
– Prezzo: 145€
Segnaliamo che il gruppo Sram Ex1 è previsto nei negozi a partire da agosto prossimo, mentre i freni Sram Guide Re a partire da giugno.
Inoltre, abbiamo chiesto ai tecnici Sram se esisterà anche una versione per motore Brose specifica per Specialized. La risposta è stata lapidaria: “Non dipende da noi” ma hanno anche aggiunto che in Specialized ci stanno pensando.
Per il momento, però, possiamo dirvi che con il motore Bosch Performance Cx Line funziona davvero bene.

E mo basta!!!!
06/04/2016

E mo basta!!!!

As you know SRAM recently released the formidable 12 speed Eagle drive train, abolishing the front mech and setting themselves as the forward thinker in the transmission world.

29/03/2016
09/12/2015

GRAVEL BIKE
Una delle novità più interessanti di questi ultimi anni sono sicuramente le gravel bike, biciclette con un’impronta da corsa pensate però per affrontare strade bianche, sentieri e sterrati, luoghi finora resi accessibili soltanto dalle mtb. Di cosa siano le gravel ne abbiamo già parlato e in questo articolo proveremo a entrare più nel dettaglio e vedere quali siano le tecnologie e le caratteristiche da ricercare in una bicicletta del genere, in modo da guidare i lettori interessati all’acquisto.

Anatomia di una gravel bike

Prima di parlare di tecnologie, componenti e allestimento, è bene focalizzarci su quello che una gravel bike dovrà fare, per cercare di capire se può essere la scelta giusta come prossima bicicletta. Alla prima occhiata una gravel può apparire come una bici da corsa pensata per andare fuori strada ma la realtà è diversa. Questo tipo di bicicletta infatti prevede un assetto più eretto e meno aerodinamico del ciclista, privilegiando la stabilità e il comfort in sella. Obiettivo di una gravel infatti è macinare parecchi chilometri al giorno, alternando tratti di asfalto, strade bianche e trail poco impegnativi.

Per riuscire a ottenere questo obiettivo i progettisti hanno studiato un telaio con geometrie più rilassate, un carro posteriore più lungo e un canotto di sella con un angolo più aperto, decisioni che hanno aumentato l’interasse tra le ruote, maggiorando quindi l’impronta a terra e donando stabilità al mezzo. Il grosso problema di pedalare su sterrati e strade bianche infatti è la carenza di stabilità e di grip dovuta al brecciolino e al fondo stradale sconnesso, che creano una sorta di effetto “rimbalzo” che affatica il ciclista e ne peggiora la progressione. Il tubo piantone è meno verticale, scelta che consente al ciclista di stare più eretto in sella ma che ha anche un effetto di smorzamento delle vibrazioni.

Infatti più il tubo piantone è eretto, quindi verticale, più gli impatti con il terreno tendono a scaricarsi direttamente sulla sella e sul bacino del ciclista. I copertoni sono più larghi, con sezioni che variano da 28mm a 36-38mm di norma, con punte di 40mm o addirittura 55mm in alcuni modelli. Il problema dell’alloggiamento di questi copertoni a sezione maggiorata ha obbligato i progettisti ha creare dei foderi posteriori ad hoc, come vedremo nel corso dell’articolo. Riassumendo si può dire dunque che le gravel bike, nonostante una “fisicità” che somigli molto alle bici da corsa, sono pensate per l’endurance, per i lunghi viaggi e per offrire comfort e stabilità, in modo da poter pedalare per molte ore di seguito senza affaticare troppo il fisico.

L’allestimento e le tecnologie da ricercare
Se volessimo acquistare una gravel bike, sia attraverso i siti online dei costruttori che rivolgendoci ai negozianti, quali sarebbero le caratteristiche tecniche, i componenti e le tecnologie cui prestare attenzione? Vediamole nel dettaglio:

• Telaio: le gravel bike vengono commercializzate soprattutto con telai in alluminio o fibra di carbonio. Nel primo caso troviamo la struttura principale, quindi il quadrilatero anteriore e il carro posteriore, realizzati in alluminio, con forcella in fibra. Nel secondo caso invece si predilige un telaio interamente in composito, focalizzandosi sulla fibra denominata HS, ovvero alta resistenza (“high strenght” in inglese). Questo tipo di composito, ottenuto partendo dalle medesime fibre e resina epossidica, ottiene una caratteristica di elevata resistenza tramite procedimenti termici. Il composito HS resiste alle forze in gioco, ha un’ottima capacità di assorbimento delle vibrazioni e una minore rigidezza generale, soprattutto rispetto alla fibra HM (alto modulo o “high modulus”), che è la principalmente utilizzata nelle bici da corsa. Le geometrie sono rilassate, quindi con tubo piantone più inclinato rispetto al terreno, angolo di sterzo più aperto e un interasse delle ruote più lungo, per prediligere la stabilità. I foderi posteriori devono permettere il montaggio di copertoni maggiorati e l’aggancio della ruota utilizza la tecnologia del perno passante, aumentando così il diametro del perno di fissaggio e quindi l’intera rigidità torsionale del sistema, poiché il problema della distanza tra i foderi posteriori è appunto la flessione durante la fase di pedalata. Infine la scatola del movimento centrale presenta un drop (ovvero la differenza in altezza rispetto all’asse del mozzo ruota) più elevato, per evitare gli impatti nei tratti più sconnessi;
Gravel_7

• Serie sterzo: la tecnologia più utilizzata sulle biciclette gravel è quella delle serie sterzo integrate, ovvero con piste di scorrimento ricavate direttamente nel canotto di sterzo, dove vengono alloggiati dei cuscinetti di tipo industriale sigillato. Per aumentare la rigidità e la resistenza agli urti, il canotto di sterzo è conico, ovvero presenta un diametro di 1-1/8” nella parte superiore e 1-¼” o addirittura 1,5” nella parte inferiore. Questa soluzione permette di aumentare la resistenza alle sollecitazioni poiché la zona di connessione tra canotto di sterzo e testa della forcella è la più stressata di tutta la bicicletta;

• Passaggio cavi interno: le gravel bike mutuano una soluzione pensata per le mtb, dove i cavi del cambio e dei freni vengono fatti passare all’interno del telaio. Questa tecnologia offre un vantaggio estetico (il telaio risulta “più pulito”) ma allo stesso tempo evita il problema dei cavi che possono essere strappati da rocce o rami e diminuisce l’accumulo di polvere e sporcizia all’interno delle guaine, che inficia la scorrevolezza del cavo;

• Freni a disco: le biciclette da gravel nascono con i freni a disco, solitamente con rotori da ø160mm. I freni a disco offrono un’elevata potenza frenante, accompagnata però da una modularità della leva e da performance stabili anche in situazioni di fango e pioggia. Sulle gravel si possono trovare sia freni a disco meccanici che idraulici e qui la scelta dipende dalle esigenze e dalle caratteristiche personali;

• Trasmissione: su una gravel troviamo una trasmissione non molto dissimile a quella in dotazione a una bici da corsa, con una doppia davanti e un pacco pignoni da 10 o 11 velocità al posteriore. La differenza la fanno sicuramente il numero di denti, poiché le corone anteriori di una gravel si attestano in media su un 50/39 o 53/39, per consentire una pedalata più fluida e una frequenza più elevata e anche la scanalatura dei pignoni viene di conseguenza, di solito un 11-32. I comandi freno e cambio sono del tipo STI integrato. Alcune case ciclistiche propongono, sui modelli di maggior pregio, trasmissioni elettromeccaniche come lo Shimano Di2, soprattutto del gruppo Ultegra;

• Movimento centrale: la maggior parte della case ciclistiche propone gravel bike con movimenti centrali del tipo press-fit (soprattutto BB86, di derivazione mtb). Questa tecnologia ha consentito di eliminare le filettature, di riportare i cuscinetti all’interno del telaio e di maggiorare il diametro della scatola del movimento centrale (le cosiddette “oversize”), aumentando così la rigidezza del sistema;

• Ruote: sempre per una questione di resistenza, nelle gravel troviamo cerchi da 700c a basso profilo. I raggi sono del tipo sfinato o piatto e, rispetto alle bici da corsa, il numero è più elevato (32 contro i 28) e la raggiatura è in seconda, mentre nel mondo su strada troviamo sempre più spesso raggiature radiali all’anteriore, ovvero con i raggi che non s’incrociano;

• Coperture: le gravel bike colpiscono immediatamente per la generosità delle sezioni dei copertoni installati. Si passa dai 28mm che troviamo anche sulle bici da corsa fino ai canonici 36-38mm, raggiungendo punte di 44-50mm su alcuni modelli. Una sezione maggiorata offre maggior grip, una stabilità migliore e un elevato assorbimento delle vibrazioni. Infatti numerosi studi condotti dalle case produttrici hanno dimostrato come le vibrazioni del terreno si scaricano in maniera più diretta su copertoni di sezione più piccola, poiché tendono a diventare una sorta di “tirante” indeformabile che trasmette ogni colpo alla ruota, mentre aumentando la sezione migliora la deformabilità e l’ammortizzamento. Riguardo alla tassellatura e al disegno dei copertoni, qui entrano in gioco scelte personali e le esigenze dettate dall’uso che si farà della bici. Si possono mo***re pneumatici da strada, da commuting oppure coperture con tassellature più decise, come per il ciclocross. Alcune case hanno messo in produzione pneumatici pensati e progettati per un uso gravel, come il Gravel King della Panaracer, lo Speed Ride della Continental o lo Strada Bianca della Challenge. Sia che acquistiate delle coperture dedicate o no, l’importante è controllarne la resistenza alle forature che deve essere molto alta;

• Manubrio: il raggiungimento dei comandi integrati deve risultare più facile rispetto a una bici da corsa, poiché il ciclista non deve “sdraiarsi” sull’orizzontale per toccare le leve del freno. I manubri variano leggermente come forma costruttiva, poiché sono maggiormente ergonomici (progettati dopo numerosi studi biomeccanici) e consentono una presa più salta per aumentare la stabilità sui fondi sconnessi;
Sella: anche qui entrano in gioco gusti e scelte soggettive ma di norma una sella per gravel è meno leggera e aerodinamica rispetto a una da corsa e offre un sostegno più importante delle tuberosità ischiatiche, dovuto a un’imbottitura maggiore, sempre per aumentare l’assorbimento delle vibrazioni;
Pedali: di norma si utilizzano gli SPD, come nel mondo mtb;

Bici da corsa o gravel bike?

Molti lettori immagino si saranno posti la domanda: ma che differenza c’è tra una bici da corsa e una gravel, a parte la maggior sezione dei copertoni? In realtà, per chi fosse dubbioso sull’acquisto di una o dell’altra categoria, partiamo dicendo che lo scopo per cui sono progettate le due biciclette è completamente diverso. Se nelle gravel si predilige la stabilità e il comfort per lunghe pedalate su sconnesso, le bici da corsa sono ciò di più reattivo e pensato per andare veloce mai progettato. Il movimento centrale è più basso, il carro posteriore è più corto, gli angoli del piantone e del canotto di sterzo sono più accentuati e la luce per l’installazione degli pneumatici di solito non supera i 28mm. Inoltre i telai in fibra di carbonio hanno un modulo elevato, per migliorare la rigidezza e diminuire la deformazione. Infatti quando noi imprimiamo la forza sul pedale, questa si trasmette al telaio ancor prima di raggiungere la ruota. Dato che un momento meccanico è la risultante della forza impressa moltiplicata per la lunghezza, va da sé che usando foderi più corti se ne ridurrà la flessione e quindi la quantità di forza assorbita dal telaio. Un telaio più rigido si deforma meno e quindi diffonde meglio l’energia ma allo stesso tempo è meno flessibile, ovvero trasmette senza assorbirle tutte le vibrazioni del terreno. Per questo usare una bici da corsa su un fondo che non sia asfalto risulta molto scomodo e stancante, oltre alla poca stabilità data da un telaio così compatto e da copertoni più stretti. Inoltre la posizione di guida è molto aerodinamica e aggressiva ed è faticoso mantenerla a lungo.
Per comprendere meglio le differenze abbiamo stilato una tabella, confrontando le misure del telaio di una bici da corsa e di una gravel bike taglia 53 (misure in millimetri):



Salsa Colossal (corsa) Salsa Wardbird (gravel)
Interasse ruote 986.8 1014
Lunghezza tubo orizzontale 535 535
Inclinazione piantone 74° 73.5°
Lunghezza carro posteriore 415 430
Drop movimento centrale 70
70


Bici da ciclocross o gravel bike?

Alcuni lettori ci hanno scritto chiedendoci se le gravel bike non fossero delle bici da ciclocross spacciate con un nome più “figo”. In realtà anche in questo caso le differenze sono notevoli. Le bici da ciclocross sono pensate per essere usate per un breve lasso di tempo (le 2-3 ore di una gara), al massimo della potenza, poiché durante una gara di ciclocross il ciclista lavora perennemente fuori soglia, ovvero oltre la propria soglia aerobica e quindi producendo una notevole quantità di acido lattico ed esaurendo le energie in breve tempo. Le bici da ciclocross sono reattive, nervose e molto compatte, praticamente delle bici da strada portate in mezzo al fango. Infatti l’aspetto più rilassato e confortevole di una bici da gravel la rende allo stesso tempo più “pigra” nei tratti tecnici, come una veloce discesa tra roccette o radici, dove una bici da ciclocross si dimostrebbe più reattiva. Anche qui vale il discorso fatto prima, ovvero una bici da ciclocross presuppone una guida più aggressiva e stancante, poco adatta alle lunghe percorrenze. Mettiamo a confronto la stessa bici gravel di prima con la bicicletta da ciclocross più vincente degli ultimi anni, la Colnago Prestige:



Colnago Prestige (ciclocross) Salsa Wardbird (gravel)
Interasse ruote 1012 1014
Lunghezza tubo orizzontale 527 535
Inclinazione piantone 75,5° 73.5°
Lunghezza carro posteriore 420 430
Drop movimento centrale nn 70

Perché comprare una gravel bike?

Bene, abbiamo capito cos’è una gravel bike, quali caratteristiche ricercare e in cosa si differenzia rispetto a una bici da strada e una da ciclocross. Ora trasportiamo il tutto nel mondo reale e cerchiamo di rispondere alla domanda: perché dovrei comprare una gravel bike? A quali categorie di ciclisti può interessare? Vediamo di rispondere:

• Granfondisti: le gravel bike sono biciclette pensate per l’endurance, per stare in sella parecchie ore senza mai staccare e possono rivelarsi delle buone bici da granfondo, grazie anche alla loro versatilità e alla presenza dei freni a disco;
• Cicloviaggiatori e randonneures: per i cicloturisti che amano viaggiando in modalità leggera, quindi parecchi chilometri al giorno a velocità sostenuta, con un’impostazione bikepacking e che vogliono una bici affidabile, comoda e che sappia affrontare qualunque tipo di terreno e garantire stabilità e frenata anche in condizioni di pioggia o polvere, la gravel si attesta come una soluzione tout-court;
• Commuter: le strade delle nostre città sono sempre più un colabrodo, con buche, pavé, sampietrini, che possono mettere a dura prova le biciclette. Una gravel bike può essere una buona soluzione per un bike to work su lunghe percorrenze e a velocità di pedalata considerevoli. Cambiando il tipo di coperture, montandone una coppia da strada o da commuting, e installando dei parafanghi (la luce a disposizione sul telaio lo permette) si può trasformare una gravel bike in un’ottima bicicletta per il bike to work;
• Ciclisti su strada: le gravel bike stanno ottenendo sempre più consensi come biciclette per l’allenamento invernale, dove pioggia, brecciolino, umidità e freddo mettono a dura prova la tenuta di strada delle bici da corsa.

Concludendo

Le gravel bike si stanno attestando come una tra le più innovative tecnologie del mondo del ciclismo, con l’idea di libertà e di bicicletta “all-terrain” che portano con sé. Prima di considerarle come il classico esperimento di marketing pensato per vendere più biciclette, permettetemi una considerazione. Tutte le innovazioni tecnologiche di solito vengono pensate e progettate per l’agonismo, fornite ai corridori professionisti e testate in gara. Una volta ottenuto un feedback, la tecnologia viene migliorata e progressivamente resa disponibile “a pioggia” alle altre categorie di ciclisti. Nel caso delle gravel bike invece si tratta al contrario di una bicicletta nata dal basso, per affrontare il problema delle “B-road” non asfaltate. Le prime bici da gravel infatti venivano realizzate nelle officine dei telaisti, che adattavano telai da corsa per renderli più stabili e confortevoli. Quindi il marketing in sostanza non c’entra, quanto il fatto di creare una bici che potesse affrontare un determinato tipo di tracciato. C’è stata un’altra tipologia di bici che è nata in questo modo, a opera di ragazzi che volevano buttarsi giù a rotta di collo da una discesa sterrata: si chiama mountain bike e ora sembra impossibile pensare al ciclismo senza di essa. Sarà così anche per le gravel?

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