31/12/2019
✒️ UNA POESIA SUGLI SCACCHI
Il circolo l'Alfiere augura un Nuovo Anno di gioia, sulla scacchiera ma soprattutto nella vita. Ci piace lasciare il vecchio anno e iniziare il nuovo con una bella poesia sugli scacchi del nostro socio e amico Emiliano Saladino.
SHAMAT
Concentrato nel buio della notte,
quasi ad equivalere la quiete e la battaglia
e sorpreso da una sirena che sa di alfiere,
il mio pensiero volteggia leggiadro come cavalli di carta.
Immagino di trovarmi su una scacchiera, dalle variabili quasi infinite,
ma sembra che sotto le lenzuola e con un buon cuscino
io possa calcolarle tutte.
Nel gioco più antico e violento apro di pedone che si sa,
una volta spinto non tornera più vergine
e nonostante sia un megalomane resti l'anima degli scacchi.
Entro in mediogioco,
che gli Dei crearono appositamente tra l'apertura e il finale,
ma dove la tattica è regina, e con supremo fascino do un matto arabo
di cui un avo come il sultano Saladino ne fu fautore.
Immagino anche quanta gentaglia normale ci sia in un torneo standard,
che non tutti siano felicemente psicolabili,
qualcun altro illogico e irrazionale invece
ha lasciato il cervello sul comodino di casa.
Nella pignoleria dei dettagli che porta alla paranoia
traslo fatti e persone, azioni e numeri,
tutte su combinazioni che a trovarle
si fa prima a perdersi nei meandri di un labirinto rettilineo
ma che produce un'incantevole bellezza da definirsi arte.
Sissignore! Arte. Ogni scacchista a modo suo è un artista
che esprime il suo estro,caratteriale e sentimentale,
sia esso matematico o ingegnere, dottore o pompiere,
contadino o avvocato, un buonannulla o disoccupato.
Al bianco in moto e buon gioco
il corpo di un bimbo, di una donna o di un vecchio
viene posseduto da uno spirito avventuriero, benigno perdìo,
che esplorerà in un dato tempo un immenso spazio,
paradiso inferno o purgatorio che sia, non importa,
ogni volta sempre diverso,
su 64 case di emozioni avviene il raduno di 32 amanti avversari
che si sposano e si eliminano, sgambettano, minacciano
difendono intrappolano e patteggiano, a volte si arrabbiano
ma risolvono tutto con una stretta di mano
dove vince chi commette il penultimo errore.
Scacco matto! Urlai,
il re avversario custodiva il prezioso segreto, si confidò,
ed ora grazie a lui ho coscienza di saper coltivare la bellezza.
Emiliano Saladino, 10 dicembre 2019