Diving Evolution Portofino ha come sua mission la formazione di subacquei consapevoli; consapevolezza non significa soltanto preservare i fondali mediante l’acquisizione di eccellenti tecniche di assetto, comunque fondamentali, ma anche prendere coscienza delle grandi opportunità che noi subacquei abbiamo per diffondere conoscenza e rispetto per il mare. Siamo dei privilegiati, poiché non ci sono
parole o documentari che possano descrivere appieno le emozioni che si provano davanti ad una distesa di gorgonie o circondati da sciami di pesci e che solo un’area marina protetta ben gestita (Portofino ne rappresenta una delle massime espressioni) può regalarti. Purtroppo, al di fuori delle aree protette, il mare non se la sta passando bene: riscaldamento dell’acqua, acidificazione degli oceani, sovrasfruttamento da pesca eccessiva, sversamento di sostanze tossiche, quantità inaudite di plastica stanno mettendo a dura prova la stessa esistenza delle risorse marine e di conseguenza di noi umani. Ciò che purtroppo latita ancora in modo preoccupante è la presa di coscienza collettiva e la disponibilità a rinunciare a qualche piccola abitudine. Le previsioni sono pessime: nel 2025 in mare ci sarà più plastica di pesce, nel 2050 ci sarà il collasso delle risorse ittiche; nel 2050 i miei figli saranno quarantenni, come posso giustificarmi per essere complice dello scempio del loro mondo? Ok, cosa facciamo, aspettiamo di vedere se si avvereranno? Vi presento un estratto del libro del creatore di Sea Shepherd che alcuni di voi hanno già letto, avendolo postato l’anno scorso sulla pagina fb: "Nessun cambiamento sociale positivo è mai partito da un governo o da un’istituzione (…) Non pensare mai che un singolo individuo non possa essere in grado di cambiare il mondo (…) Io intendo cambiare il mondo. Io credo che ogni individuo abbia il potere di fare la differenza se lascia che la propria passione si esprima attraverso l'azione. La mia passione sono la Terra, la sua vita e il mondo degli oceani in particolare. Io sono un ambientalista, un protettore delle specie e dei sistemi ecologici, e un difensore dei diritti della natura" [tratto da Ocean Warrior di Paul Watson, Mursia ed.]. Mi rivolgo in particolare agli istruttori e ai professionisti della subacquea: il nostro ruolo più importante è quello di educare, a voce, ma soprattutto con i nostri comportamenti, sia sotto sia sopra l’acqua; acquisiamo la buona abitudine di istruire i nostri allievi fin dai corsi base, non solo al rispetto della vita acquatica in immersione, ma facendo capire che ognuno di noi ha in mano il potere di svoltare, a partire da piccoli gesti quotidiani: dal risparmio delle risorse alla riduzione degli sprechi, dagli acquisti consapevoli alla raccolta differenziata spinta, dalla scelta del pesce da mangiare alla rinuncia di altri prodotti il cui consumo è vietato o non più sostenibile. E per noi tutti è arrivato il momento di evolverci socialmente, di prendere sul serio gli inviti all’educazione e al rispetto ambientale, di seguire i messaggi che singole persone, enti o associazioni diffondono giornalmente, ognuno nella propria attività e con le proprie competenze; professionisti veri, ma soprattutto persone di valore alcune delle quali ho il privilegio di conoscere e che qui voglio personalmente ringraziare (rigorosamente in ordine alfabetico): grazie a Mariasole Bianco, Valentina Cappanera, Carlo Cerrano, Marco Colombo, Massimo Ponti, Michele Solca, Francesco Turano per tutto quello che fate e mi scusino gli altri per eventuali dimenticanze…
Se volete approfondire questi argomenti, al Diving Evolution trovate terreno fertile: dalle lezioni di biologia e naturalistica alla situazione delle barriere coralline, dai dati sulla pesca al consumo consapevole, dalla conoscenza delle specie a rischio alla possibilità di partecipare ad attività di Citizen Science. Diventiamo ambasciatori del mare, perché nessuno lo conosce come noi subacquei e perché la nostra passione esige che l’ambiente marino si mantenga il più a lungo possibile. Grazie di avermi letto fino a qui.