02/08/2021
Volete proprio parlare di dittatura?
Benissimo. Parliamo di dittatura.
Krystsina Tsimanouskaya, atleta bielorussa di 24 anni, ha "osato" negli ultimi giorni criticare il comportamento dei propri allenatori, per averla iscritta alla staffetta 4x400 senza il proprio consenso. Attraverso un post sul proprio profilo Instagram, Krystsina ha infatti menzionato il fatto che "I nostri capi decidono sempre per noi, ma ognuno si prepara per la propria specialità e mette tutti i propri sforzi nella preparazione per la propria gara...".
Una ragazza che condivide un pensiero.
Nulla di più, nulla di meno che un pensiero.
Risultato?
Il comitato bielorusso l'ha immediatamente ritirata da tutte le gare in corso, prelevata in piena notte dalla sua stanza e portata in aeroporto contro la sua volontà, con l'obiettivo di riportarla forzatamente in Bielorussia. Krystsina è però riuscita a sfuggire all'imbarco, invocando l'aiuto della polizia giapponese e del Comitato Olimpico, chiedendo asilo politico all'Unione Europea. La sua condizione è ancora incerta, così come il suo futuro. Lontana dalla pista di atletica, costretta a nascondersi per aver detto qualcosa di "scomodo".
Una ragazza di 24 anni, atleta di livello mondiale, figlia di una nazione in cui è in atto una repressione senza pietà, dove le ultime elezioni si sono concluse in un bagno di brogli e sangue, dove ogni voce fuori dal coro, minima protesta o obiezione legittima diventano un attacco al governo totalitario, sfociando in una feroce persecuzione personale. Nel corso degli ultimi anni tanti, tantissimi sono stati e sono i giovani bielorussi già vittime di repressione, deportazione forzata, violenza fisica e psicologica. Accomunati da un'unica, vergognosa e ingiusta colpa:
quella di non essere d'accordo.
Forse vi è un po' più chiaro, adesso,
il significato della parola "dittatura"?
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