18/05/2026
tre21
Persone, non solo tecnica.
Emilio, 20 anni.
Prima volta in assoluto sull’Haven.
Ha lo sguardo un po’ spaesato di chi è alla sua prima esperienza da solo. Si prepara con meticolosità, chiede informazioni, ascolta con attenzione ogni fase della preparazione. In acqua, però, mostra subito tranquillità e padronanza di sé.
Dai ragazzi di oggi ho imparato una cosa: raramente mostrano apertamente quello che provano. Devi osservarli bene. Leggerli nei dettagli.
Mi è bastato guardare Emilio negli occhi a fine immersione.
C’era quella luce impossibile da fingere. Meraviglia pura. Incontenibile.
Quella che solo il primo incontro con la Regina del Mediterraneo sa regalare.
Vedere la sua gioia è il motivo per cui faccio l’istruttore.
Perché tutta la subacquea, alla fine, è racchiusa in questi sguardi.
Poi sono arrivati loro.
Wilhelm: baffetti a manubrio, fisico importante, appesantito dall’età ma ancora solido, vivace. Non so perché, ma nella mia testa aveva già l’uniforme da generale prussiano.
Insieme al suo buddy, dal nome che ho deliberatamente rinunciato a comprendere.
Li ho soprannominati "I Prussiani".
Rebreather, un sistema di aggancio bombole e moschettoni agli erogatori che non avevo ancora visto, macchine fotografiche importanti. Roba seria.
Meticolosi. Precisi. Silenziosi.
Due ore d’immersione. E al ritorno un sorriso largo così.
Prima di andarsene, Wilhelm mi ferma.
Tira fuori lo smartphone e ci fotografa insieme.
Un gesto semplice.
Ma certi sorrisi e certa gratitudine valgono tutta la fatica spesa.
E così si conclude la giornata.