19/08/2026
Cara Manila,
Oggi ho scoperto che una trave di ginnastica artistica è larga circa dieci centimetri.
Dieci centimetri. È un filo sottile su cui poggiano anni di sacrifici.
È meno del palmo una mano aperta.
Uno spazio angusto per volare.
Se ci metti sopra un piede e sbagli l’appoggio di un solo millimetro, voli di sotto e ti spacchi i denti.
Tu invece ci atterri sopra dopo aver girato due volte su te stessa nel vuoto.
Come volano le nuvole.
Come svettano le aquile.
Leggera ma infallibile.
Poetica ma spietata.
Come le nuvole, come le aquile.
Cosa avrai pensato quando, dopo aver vinto un oro e due argenti, hai preso in mano lo smartphone, che è largo quasi quanto quei dieci centimetri di legno, e ci hai trovato dentro la solita fogna di questo malandato paese?
I periti del divano.
I geometri del corpo altrui.
Gente frustrata che vive con le dita unte sullo schermo e si mette a fare le pulci ai tuoi fianchi, alle tue cosce, al tuo bacino.
"È troppo formosa", "è ingrassata", "non ha le linee esili della ginnasta".
Che c***o ne sanno, Manila, di cosa serve per volare?
Che c***o ne sanno di quanta carne, di quanta bellezza, di quanta muscolatura, di quanta poesia serva per restare lì in cielo?
Perché questi Italiani vivono di stereotipi morti da decenni.
Perché in questo paese il corpo di una donna appartiene sempre a tutti tranne che a sé stessa.
A quella mediocrità tu non hai risposto insultando.
Non hai fatto sermoni, non hai recitato la parte della vittima.
Gli hai semplicemente sbattuto in faccia il tuo corpo.
Un corpo potente, vivo, denso.
Un corpo che suda sui paracalli, che sanguina, che salta tre metri sopra il pavimento e trionfa sventolando il tricolore.
Un corpo libero, che non deve chiedere scusa a nessuno per la propria forza.
Perché quei dieci centimetri di legno non perdonano le bugie.
Su quei dieci centimetri non rimani in piedi grazie ai canoni estetici o ai pollici alzati sui social.
Ci rimani in piedi soltanto se sei una gigante.
E tu, Manila, non hai soltanto vinto delle medaglie.
Hai ricordato a ogni ragazza che si sente "sbagliata" davanti a uno specchio che la bellezza non è la misura che piace ai frustrati.
È l'altezza vertiginosa a cui riesci a far volare la tua libertà.