07/06/2026
⚾ I RACCONTI DEI PIEDI NERI
📖 Episodio 24 – Vienna, baseball e tamburi
Nel 1985, per un gruppo di ragazzi della bassa bolognese che fino a pochi anni prima si arrangiava su campi improvvisati, andare all’estero per giocare a baseball aveva il sapore di una vera avventura. Destinazione: Vienna.
L’Unione Europea non esisteva ancora, niente Erasmus, niente voli low cost: anche il semplice viaggio verso un paese vicino sembrava quasi una spedizione oltreoceano.
Affrontammo una selezione austriaca che, nella nostra fantasia, finimmo quasi per considerare una sorta di “Nazionale Austriaca”. Ci sentivamo ambasciatori del baseball italico in terra straniera. E forse era proprio questo il bello.
Alla fine vincemmo 18 a 11, ma il risultato fu quasi la cosa meno importante.
Di quella giornata sono rimasti soprattutto i ricordi:
un mio improbabile “fuoricampo” nella parte corta del campo, una spettacolare presa al volo di Guanda sr e soprattutto quell’atmosfera surreale di baseball giocato in un terreno ricavato dentro un campo da calcio, davanti ad uno sparuto pubblico incuriosito.
I tifosi più calorosi erano alcuni musicisti centroamericani che accompagnarono tutta la partita battendo il ritmo su un tamburo e ribattezzando alcuni di noi con improbabili soprannomi caraibici: “brazo flaco”, “mano blanca” e chissà quanti altri.
La fotografia che accompagna questo racconto ci ritrae sorridenti per le vie di Vienna. Ogni volta che la riguardo mi colpisce soprattutto una cosa: l’aria spensierata di quel gruppo di ragazzi che, senza rendersene conto, stava vivendo qualcosa che avrebbe ricordato per tutta la vita.
Perché, a volte, il baseball riesce davvero a portarti molto più lontano di quanto avresti mai immaginato. ⚾
https://drive.google.com/file/d/1ZZsvu2IwQflqLN8vJmhZE0VZN9GAYnoV/view?usp=sharing