22/12/2017
UN FARMACO POTENTE E… GRATUITO
(Come praticare l’esercizio del “palo eretto”)
Sebbene l’esercizio del “palo eretto” sia focalizzato primariamente sulla POSTURA, esso richiede, come tutti gli esercizi di Qi Gong, il rispetto di altri principi:
- il giusto grado di ATTENZIONE,
- un attento controllo del TONO muscolare
- la consapevolezza della RESPIRAZIONE
- una quieta ma ferma predisposizione al RILASSAMENTO.
PREREQUISITI
Ancor prima di cercare il corretto atteggiamento posturale, occorre liberare la mente da ogni pensiero, riempiendola esclusivamente con la sensazione della nostra “presenza fisica”. Attraverso l'ottimizzazione dell'appoggio osseo riusciremo quindi a rilassare tutti i muscoli.
In questo modo faremo compiere alla nostra struttura scheletrica il dovuto lavoro di sostegno e, perfettamente allineati alla forza di gravità, permetteremo ai nostri muscoli di evitare ogni contrazione “parassitaria”.
Grazie a una respirazione profonda, sottile e diaframmatica (respirando, cioè, “con la pancia”) riusciremo infine a irradiare all’interno del nostro corpo l'ondulazione ritmica che il respiro trasmette, come un piacevole massaggio, ai nostri organi, tessuti e fluidi organici.
Il primo obiettivo del lavoro è comunque diventare “padroni della propria attenzione”. Inizialmente, infatti, ci accorgeremo di non essere in grado di prestare attenzione alla nostra postura per più di un minuto, senza essere disturbati da “pensieri molesti “.
Ricordiamo che la pratica del “palo eretto” è innanzi tutto un esercizio meditativo, che richiede pazienza per raggiungere lo stato di “quiete”, occorre quindi rimanere calmi e perseverare nella pratica.
ACCORGIMENTI POSTURALI
- Distendiamo (come se ci volessimo espandere) e poi rilasciamo tutte le giunture del corpo, lasciando che il peso del corpo scorra in basso e, attraverso gli arti inferiori, fluisca nei piedi per poi "scaricarsi" a terra (cerchiamo di coltivare la sensazione di "radicamento").
- I piedi vanno tenuti paralleli, alla stessa larghezza delle anche (è comunque possibile esercitarsi in posizioni più ampie e più basse).
- Le caviglie saranno flesse quanto basta per permettere al peso del corpo di distribuirsi su tutta la superficie plantare.
- Il peso del corpo nel suo insieme è bilanciato sui due piedi e le dita dei piedi “afferrano” delicatamente il terreno.
- Risalendo verso l’alto, le ginocchia vanno tenute “morbide”, leggermente flesse.
- Tra le ginocchia occorre tenere un immaginario pallone, che va trattenuto senza sforzo; le ginocchia devono essere allineate perpendicolarmente con gli alluci.
- Le anche sono rilassate e leggermente “affondate” mentre l’estremità del coccige è rivolta in basso e leggermente in avanti (come se volessimo sederci su un alto sgabello); è infatti fondamentale imparare a rilassare l’area inguinale, l’articolazione coxo-femorale e la zona lombo-sacrale.
- Il tronco va tenuto eretto con le vertebre perfettamente allineate una sull’altra, lungo un asse ideale che unisce il sincipite (la sommità del capo) con il centro del perineo (pavimento pelvico), passando per il centro di gravità del corpo (situato sotto l’ombelico e davanti alla terza vertebra sacrale).
- Il petto va rilassato e rientrato leggermente a livello dello sterno, in modo da consentire alle spalle di arrotondarsi e alle scapole di abbassarsi.
- La testa punta verso l’alto, come se fosse tirata da un filo immaginario che collega idealmente il vertice del capo con il cielo, il mento è pertanto leggermente piegato verso il basso.
- Le braccia formano un cerchio davanti al petto, come se abbracciassero un albero o sorreggessero una grossa palla, le dita delle due mani si fronteggiano, senza toccarsi.
Questi sono i “principali” accorgimenti della pratica del "Zhan Zhuang". Ovviamente il controllo di un insegnante o di un praticante “di lungo corso” potrebbe essere opportuno per evitare degli errori nell’assetto posturale, perché, per quanto possa sembrare strano, generalmente abbiamo una percezione molto “approssimativa” del nostro schema corporeo.
Tanta roba, eh? Però, se avrete la pazienza di esercitarvi ogni giorno per 10/15 minuti (per poi arrivare fino a mezz’ora), probabilmente il vostro farmacista… si dimenticherà di voi o, quanto meno, vi vedrà molto meno spesso.