PlayHard&Fun - Personal Workout

PlayHard&Fun - Personal Workout Dott. Maurizio Fasano - Personal Trainer - Istruttore Allenamento Funzionale SODDISFATTI E RINFORZATI!!!

Istruttore Personal Trainer con esperienza decennale nel settore del fitness, specializzato in:

- analisi e valutazione antropometrica e funzionale
- preparazione atletica
- body building
- allenamento funzionale
- alimentazione ed integrazione sportiva
- calcolo della capacità/potenza aerobica-anaerobica
(riconosciuto FIEFS - CONI - AICS - MIUR)

Il servizio è rivolto a tutti coloro i quali abbi

ano necessità di perseguire i seguenti obiettivi:

- Perdita di peso in termini di tessuto adiposo
- Aumento della massa corporea
- Miglioramento della coordinazione extra-intramuscolare
- Miglioramento delle proprie performance
- Miglioramento dell'attività metabolica
- Miglioramento di eventuali stati ipertensivi
- Miglioramento del proprio stile di vita

Affidarsi ad un personal trainer significa poter raggiungere i massimi risultati dalla pratica sportiva, che siate professionisti o semplici appassionati, nel momento in cui vi rendete conto che i risultati raggiunti non sono paragonabili all'impegno profuso, grazie a programmi di allenamento personalizzati sarà possibile ottimizzare in breve tempo e nel migliore dei modi il lavoro da svolgere con assoluta e totale sicurezza.

Push down ai caviDescrizione dell'esercizio:Dalla stazione eretta, con le piante dei piedi leggermente divaricate e le g...
21/02/2016

Push down ai cavi
Descrizione dell'esercizio:
Dalla stazione eretta, con le piante dei piedi leggermente divaricate e le gambe semiflesse al fine di scaricare e bilanciare meglio il carico isolando la schiena da eventuali iperlordosi causate dai famoso colpi di schiena, impugnare l'apposita barra estendendo l'avambraccio verso il basso, per poi tornare alla posizione inziale.
Nella fase eccentrica l'impugnatura raggiunge l'altezza della parte alta dello sterno.
Durante l'esecuzione dell'esercizio i gomiti resteranno immobili evitando l'iperestensione del braccio.
Respirazione:
L'espirazione avviene nella fase concentrica, durante l'estensione dell'avambraccio.
L'inspirazione nella fase di eccentrica di ritorno verso l'alto.
Note:
La corretta posizione del corpo prevede che le braccia siano pressochè aderenti al corpo, pertanto il carico sul capo lungo del tricipite tende ad essere ridotto, sarà invece esaltato l'intervento del capo laterale.
Agendo sul passo dell'impugnatura si potrà ulteriormente variare l'attivazione muscolare: con la classica impugnatura stretta sarà ulteriormente chiamato in causa il capo laterale, un passo più largo determinerà invece un maggior lavoro sul capo lungo. Infine sono note anche le varianti con la v-bar per una maggiore stimolazione del capo stretto e quella con corda per l'attivazione delle fibre muscolari di avambraccia e mani a causa di una migliore presa.

Effetto della musica sulla perfromance sportivaL’effetto positivo della musica nello svolgimento di attività impegnative...
16/02/2016

Effetto della musica sulla perfromance sportiva
L’effetto positivo della musica nello svolgimento di attività impegnative è dimostrato anche nelle sale operatorie dove spesso anestesisti e chirurghi accendono la musica con lo scopo di favorire la concentrazione e ridurre l’ansia durante l’intervento. Insomma il potere della musica è innegabile, ed uno studio condotto recentemente da Thomas Hans Fritz dell'Università belga del Ghent ha scoperto che produrre suoni e musica durante lo svolgimento di un compito gravoso ha benefiche implicazioni sul piano fisico ed emotivo.
Lo studio, illustrato sulle pagine dell’autorevole rivista Pnas, ha mostrato che se con il proprio movimento si produce della musica si determina un feedback emotivo che consente un migliore controllo muscolare. Questo perché, da un lato, produrre musica distrae dall’esecuzione dell’esercizio fisico e dalla fatica, ha un effetto rilassante e riduce la tensione muscolare, favorendo un maggiore afflusso di sangue; dall’altro la musica fornisce un feedback al movimento che aiuta ad avere maggiore controllo sul movimento stesso.
Anche senza dover prendere in mano dati scientifici, basta far tornare alla mente le immagini dei detenuti destinati ai lavori forzati, dei marines che si preparano nelle caserme o dei lavoratori impegnati nella costruzione di strutture complesse o nel trasporto manuale di pesanti pietre: il canto corale, l’accompagnamento dei movimenti e degli sforzi con suoni vocali sono presenti ovunque.
Per dimostrare quali effetti benefici il suono abbia nelle performances fisiche il ricercatore belga ha arruolato 61 volontari che hanno dovuto impegnarsi in faticose sedute con attrezzi da palestra.
I ricercatori hanno testato parametri fisici come la quantità di ossigeno consumata durante l’allenamento e la forza muscolare impiegata comparandoli con l’ascolto passivo della musica e con la produzione di suoni e musica durante l’esercizio.
Il risultato ha mostrato che la musica che veniva prodotta durante i movimenti riduceva la percezione della fatica e favoriva l’esecuzione di attività fisiche intense. Inoltre è emerso che se la musica veniva prodotta dall’atleta, a parità di forza, la quantità di ossigeno consumata era inferiore rispetto a quando la musica veniva solo ascoltata.
La musica ha visto incrementare il proprio utilizzo in molte forme di attività fisica, dalla corsa in solitario, all'ormai comune uso nelle palestre durante i corsi tenuti nelle sale di fitness.
Nel mondo del nuoto, data la ovvia difficoltà e la poca praticità nell'utilizzare lettori mp3 subacquei, gli studi disponibili riguardo l'utilizzo della musica nell'ambiente acquatico sono pochi, e comunque soprattutto indirizzati a nuotatori d'elite.
Recenti studi invece hanno preso in analisi cosa accade ad un solo nuotatore, non professionista nè agonista, ma amatoriale, come la maggior parte degli utenti degli impianti natatori.
Per tale scopo, il soggetto ha nuotato due volte in giorni diversi, 7x100 m in progressione prima senza e poi con musica di suo gradimento permettendo così di abbassare la percezione dello sforzi ed intervenire anche nell'accumulo del lattato, oltre al rendere più piacevole il tempo trascorso in acqua.
Diversi studi hanno anche provato ad identificare la relazione tra ritmo musicale, definito con i bpm (battiti per minuto), e frequenza cardiaca durante l'esercizio.
Un primo studio di Karageorghis er al. ha rilevato che:
- 80bpm = 40% della massima FC di riserva
- 120bpm = 60% della massima FC di riserva
- 140bpm = 75% della massima Fc di riserva
Infine, alcune ricerche hanno dimostrato che musica scelta dai soggetti esaminati ha un'influenza migliore sulla prestazione rispetto a musica selezionata da altri (Angela R.Tate 2012).
In seguito, un altro studio eseguito su soggetti sani di 21 anni ha rilevato un range di preferenza dei bpm musicali di brani ascoltati durante esecizi con un incorementale aumento di intensità(Karageorghis 2012).

L'importanza della colazione:Un'alimentazione sana è la chiave per avere un corpo sano. L’importanza della prima colazio...
30/01/2016

L'importanza della colazione:
Un'alimentazione sana è la chiave per avere un corpo sano.
L’importanza della prima colazione è spesso sottovalutata,
poichè si tratta di un pasto a tutti gli effetti,
forse il più importante e non bisogna assolutamente rinunciarvi.
Spesso per la fretta o semplicemente per abitudine, si tende
ad iniziare la giornata a digiuno o con un caffè.
Entrambe le soluzioni sono scorrette dal punto di vista nutrizionale e metabolico, soprattutto se lo si fa credendo che non mangiare significhi dimagrire.
Quando si parla di processo metabolico, ci si riferisce a una complessa macchina che coinvolge ormoni ed enzimi che trasformano il cibo in carburante. Il processo metabolico determina anche con quanta efficienza quel carburante viene bruciato, cioè quanto velocemente prendiamo peso e quanto, altrettanto facilmente, lo perdiamo. Il fatto è che non tutti bruciano le calorie nello stesso modo, perché a influenzare il diverso funzionamento contribuiscono più fattori: l’età, innanzitutto, perché compiuti i 40 anni il metabolismo si abbassa del 5% ogni 10 anni;il sesso, infatti gli uomini bruciano, a riposo, più calorie delle donne; la massa corporea, perché più massa magra (cioè più muscoli) si ha, più il metabolismo sarà efficiente. E allora, come fare a perdere peso? Basta con i conteggi calorici, con la bilancia e i sacrifici.
In ogni pasto della tua giornata (colazione, pranzo, cena e due spuntini) consuma un alimento proteico (carni bianche, pesce, uova, legumi, tofu, seitan, latte, yogurt, ricotta) scegliendo quello più adatto al pasto. Per esempio, uova, yogurt e ricotta sono i più adatti per la colazione, ma anche per gli spuntini; assumi alimenti di alto valore nutritivo (in termini di vitamine, minerali, fibra ecc. come possono essere i cereali e i loro derivati integrali, ma anche la verdura e la frutta fresche e di stagione); distribuisci i pasti durante la giornata in modo da favorire il lavoro del metabolismo (colazione abbondante, perché la mattina è più attivo; cena moderata perché la sera è più lento); praticare attività fisica regolare in modo da rendere più facile l'eliminazione del grasso in eccesso.
Diciamo basta al conto delle calorie nel tentativo di ridurle ancora di più: ognuno di noi ha un peso limite, al di sotto del quale è difficile scendere. L’organismo identifica un valore come suo e fa di tutto perché venga mantenuto. Quando si raggiunge questa soglia, diminuire l’apporto energetico può essere addirittura controproducente: per difendersi, infatti, il corpo abbassa il metabolismo. Meglio mantenere invariato il menu e cominciare il percorso che ti porterà a bruciare di più con una colazione abbondante e facendo più attività fisica.
Inoltre, la convinzione nel sottovalutare l'importanza della colazione viene smentita da recenti ricerche scientifiche, che hanno dimostrato ai coloro che saltano la prima
colazione una maggiore tendenza a diventare obeso. Questo perché l’apporto nutritivo e calorico non viene distribuito adeguatamente nel corso della giornata.
Con la prima colazione si risponde infatti ad un'esigenza dell'organismo e lo si fa arrivare senza
cedimenti all'ora di pranzo: in questo modo ai pasti si ha appetito e non fame; questo è importante
perché l'appetito è selettivo, permettendoci di scegliere razionalmente ciò che è opportuno mangiare.
Iniziate la giornata con una colazione di proteine e povera di carboidrati, in quanto le sostanze proteiche consolidano i muscoli adatti per lo smaltimento delle calorie.
Fare colazione entro un ora dal risveglio, è un ottimo trucco per inviare all’organismo un messaggio preciso, avvertendo così l'arrivo dei nutrienti ed il bisogno di attivarsi al più presto per bruciare zuccheri e grassi. Più tempo si aspetta, invece, più il corpo mantiene i consumi ridotti al minimo, come se stesse ancora dormendo. E ricorda che, attivando bene il metabolismo al mattino, bruci di più durante tutto il giorno.
La prima colazione deve fornire almeno "un quarto delle calorie" di tutta la giornata ed è preferibile che sia
consumata con calma, almeno in 10 minuti e non appena svegli. Prima di tutto bisogna ricordare due aspetti
di solito sconosciuti: con la colazione si devono introdurre nell’apparato digerente cibi liquidi e solidi.
I primi mettono in funzione l’attività gastrica; i secondi hanno il compito di svuotare la cistifellea dalla bile.
Quest’ultima funzione ha due finalità: quella di permettere una digestione migliore nel
corso della giornata e fare in modo di non accumulare troppa bile nella colecisti, situazione che potrebbe portare alla formazione di calcoli in futuro.
Evitate alimenti con alto valore di glicemia, per es. zucchero, pasta, riso bianco e farina bianca.
Il valore di glicemia indica il tempo che i diversi alimenti impiegano nel sangue a trasformarsi
in glucosio (una forma di zucchero). La scelta di alimenti con un basso valore di glicemia aiutano
a tenere in bada l'appetito, a controllare il proprio peso, al controllare il valore del colesterolo a mantenere un cuore sano ed a sostenere dei sani valori di zuccheri.
La colazione ideale è quella a base di latte, caffè, cereali, frutta fresca, biscotti o fette biscottate e marmellata.
Durante l’inverno possiamo aggiungere anche un bicchiere di spremuta d’arancia.
Si possono operare sostituzioni senza incidere nel complesso: tè al posto del caffè, pane tostato
invece delle fette, miele in luogo della marmellata, yogurt per la frutta fresca oppure, in alternativa al pane e alla marmellata si può mangiare anche una fetta di torta casalinga.
Nel complesso si tratta di alimenti facilmente digeribili, che danno la giusta energia senza appesantire troppo l’organismo.
Ben diversa è invece la colazione americana o all’inglese, in cui uova fritte, brioches salate e carni grasse hanno la meglio.
Il risultato è uno shock calorico, una bomba terribile di grassi saturi, assunti al mattino, in un momento della giornata assai delicato: dopo, cioè, che l’apparato digerente ha lavorato tutta la notte per smaltire le “scorie” di una cena abbondante. Con la colazione tipica anglosassone, ricca di grassi, la cistifellea si ricarica di bile nel giro di un’ora.
Ricapitolando, pasti regolari danno al corpo la sensazione di essere ben nutrito. Questo porta il corpo a bruciare le calorie. Quando saltate dei pranzi, il Vostro corpo pensa di dover fare la fame e reagisce diminuendo la funzione del metabolismo, che a suo tempo complica la perdita di peso, ragion per cui mangiate almeno tre sani pasti al giorno, integrando a metà mattina e pomeriggio con uno yogurt magro(125g) 0,1% e un frutto o un vegetale, per esempio un pomodoro, anche frullati. In alternativa allo yogurt, accompagna il frutto con 3 noci o 5 mandorle, mentre per i più sportivi insaccati magri, tonno ed naturale ed albume associandone però anche un opportuno aumento del consumo di acqua, indispensabile per l'eleminazione degli scarti di sintesi.

PlayHard&Fun Non ci stanchiamo mai!!!Don't stop until your proud!!!
12/12/2015

PlayHard&Fun
Non ci stanchiamo mai!!!
Don't stop until your proud!!!

Confronto sull'aumento di forza e potenza tra esercizi con kettlebell e bilanciereLo studio preso in esame: "Effects of ...
02/12/2015

Confronto sull'aumento di forza e potenza tra esercizi con kettlebell e bilanciere
Lo studio preso in esame: "Effects of weightlifting vs. kettlebell training on vertical jump, strenght, and body composition" di Otto e Al. pubblicato nel 2012.
In questo caso ciò che si vuole confrontare sono gli effetti di un programma di allenamento si esercizi di pesistica con il bilanciere, rispetto ad esercizi svolti con l'utilizzo di kettlebell.
I valori che vengono esaminati sono i risultati ottenuti sul test quali il salto verticale, power clean e lo squat, parametri utilizzati per misurare capacità quali potenza e forza, oltre all'aver permesso di compiere indagini sulla composizione corporea.
Entrando nel dettaglio, lo studio in questione ha confrontato gli effetti di 6 settimane di allenamento con esercizi tradizionali della pesistica svolti con bilanciere, rispetto ad un lavoro di natura simile, ma svolto con i kettlebell.
Trascorso questo periodo si è andati a valutare quindi parametri quali forza, potenza e misure antropometriche, come già anticipato.
La ricerca ha coinvolto 30 uomini assegnati in modo causale ad uno dei 2 gruppi: (a) bilanciere o (b) kettlebell.
Entrambi hanno eseguito due allenamenti a settimana per sei settimane, svolgendo 3 esercizi ciascuno.
I risultati di questo studio hanno indicato che sia gli esercizi tradizionali che il kettlebell sono stati efficaci per aumentare forza e potenza nei test utilizzati.
Tuttavia, il guadagno in forza con i movimenti del sollevamento pesi è stato superiore a quello dell'allenamento kettlebell, in quanto il goblet squat non consente di utilizzare carichi appropriati per il massimo allenamento in termini di squat, come invece accade eseguendone la versione in back, svolto nel protocollo con bilanciere.
Nessuno dei due metodi di lavoro ha portato a cambiamenti significativi in merito alle misure antropometriche, è logico pensare che i parametri di controllare per ottenere risultati in tal senso non siano stati monitorati in modo appropriato (esempio alimentazione e livello di attività durante il resto della giornata).
In conclusione lo studio ha dimostrato che 6 settimane di pesistica hanno prodotto miglioramenti significativamente maggiori in forza rispetto al kettlebell, mentre in termini di incremento di potenza i due lavori sono stati simili.

Le vitamine nell'uomoLe vitamine sono prodotti organici a struttura variabile, fondamentalmente costituite da carbonio, ...
20/11/2015

Le vitamine nell'uomo
Le vitamine sono prodotti organici a struttura variabile, fondamentalmente costituite
da carbonio, idrogeno e ossigeno, raggruppate in relazione
alle funzioni espletate e classificabili in virtù dei mezzi nei quali veicolano.
Assieme ai sali minerali sono definite oligoelementi.
E'necessario soddisfare il fabbisogno giornaliero mediante la loro introduzione con l'alimentazione dato che l'organismo sintetizza poche tipologie di vitamine e, in ogni caso, in misura insufficiente a coprirne l'effettivo fabbisogno.
Le vitamine non hanno potere calorico e, un'alimentazione ricca e variata, è normalmente in grado di soddisfare le normali richieste fisiologiche.
Nonostante sia consuetudine integrare abbondantemente vitamine e sali minerali mediante bevande (per altro ricche di zuccheri) anche fra gli atleti di basso rango, tale operazione è,
il più delle volte, priva di significato.
Come per altri elementi, l'integrazione andrebbe somministrata solo nei casi di reale necessità, e non come fenomeno di costume.
Più volte è stata espressa l'inutilità di introdurre integratori vitaminici anche in atleti di alto livello, poichè non è dimostrato che vi sia un deficit vitaminico che consegue la prestazione atletica.
Non mancano naturalmente le eccezioni.
Le vitamine del gruppo B, in quanto coenzimi nel processo di formazione degli eritrociti, e in quanto implicate nel metabolismo lipidico e glucidico, sono spesso usate come ergogenici.
La vitamina E è ritenuta capace, secondo alcuni autori,
di migliorare la capacità aerobica. Ma, anche in questo caso,
le prove a suffragio, sono veramente poche.
Come accennato le vitamine possono essere veicolate
in ambienti differenti, in base alla loro solubilità sono pertanto classificate in liposolubili (A,D,E,K), ed idrosolubili (gruppo B e vitamina C).
Le vitamine liposolubili sono immagazzinate nel grasso corporeo, pertanto l'organismo è in grado di fronteggiare eventuali carenze dovute alla non assunzione, mobilizzando le scorte accumulate.
Allo stesso tempo però, la capacità di accumulo di vitamine, può divenire tossica per le aree di deposito (es.: nel fegato).
Le vitamine idrosolubili non possono essere immagazzinate
nel corpo.
La quantità necessaria dev'essere perciò fornita quotidianamente da un'adeguata alimentazione.
Il principale ruolo rivestito dalle vitamine idrosolubili è quello
di coenzimi.
Il rischio di ipervitaminosi cagionato da queste vitamine è assai remoto, proprio per l'incapacità di essere trattenute.
In entrambi i gruppi di vitamine, liposolubili e idrosolubili, è possibile reperire importanti antiossidanti.

Tira fuori il meglio di te!!!    &
16/11/2015

Tira fuori il meglio di te!!!
&


Shoulder Press con manubri per allenare i deltoidiDescrizione:Dalla posizione seduta, con la schiena ben aderente allo s...
14/11/2015

Shoulder Press con manubri per allenare i deltoidi
Descrizione:
Dalla posizione seduta, con la schiena ben aderente allo schienale della panca, impugnare i manubri in posizione di abduzione a circa 45° con un'apertura adeguatamente maggiore alla larghezza delle spalle e palmi delle mani rivolti in avanti.
Sollevare il carico portando i manubri verso l'alto sino ad una completa distensione delle braccia e successivamente ritornare lentamente nella posizine di partenza.

Respirazione:
Espirare durante la distensione, inspirare durante
la fase passiva di avvicinamento dei manubri alle spalle.

Note:
Si realizza con un'abduzione associata ad un'estensione dell'avambraccio sul braccio.
Il seguente esercizio stimolerà particolarmente i fasci anteriori e laterali, la sua variante shoulder back press con manubri, i fasci posteriori.
Per rendere meno difficoltosa e rischiosa l'esecuzione a persone neofite, sarà possibile eseguire l'esercizio portando l'inclinazione dello schienale da 90° a 75°.
Eseguibile su tre piani di lavoro mediante una traiettoria di esecuzione a "presa" larga, stretta ed intermedia, con la prima si percorre il piano frontale coinvolgendo maggiormente i deltoidi laterali, prevedendo quindi l'abduzione del braccio durante il movimento, la seconda percorre il piano sagittale con una flessione del braccio impegnando maggiormente il deltoide anteriore ed il fascio calvicolare (superiore) del grande pettorale, mentre la terza ed ultima percorre quello scapolare, ovvero una via di mezzo tra piano frontale e saggitale.
Inoltre, si riscontra l'intervento del gran pettorale a supporto dell'esecuzione, permetto così di sollevare carichi superiori.
Infine, può essere svolto anche unilateralmente, sia con presa neutrale che inversa, in posizione eretta o seduta con e senza appoggio della schiena.

Potenziale contrattile e distribuzione muscolo-tendineaA seconda dello stimolo trasmesso al proprio corpo durante l'alle...
11/11/2015

Potenziale contrattile e distribuzione muscolo-tendinea
A seconda dello stimolo trasmesso al proprio corpo durante l'allenamento è quindi possibile controllare l'evoluzione morfologica di tendini e muscoli.
Nel corso della stimolazione muscolare si opera con contrazioni e stiramenti completi per tutta l'ampiezza, la parte contrattile del muscolo aumenta e, conseguentemente, aumenta anche l'ampiezza del movimento. A riposo la lunghezza totale del muscolo è immutata.
In caso di contrazione completa e stiramento incompleto, si favorisce l'accorciamento del ventre muscolare, le strutture tendinee restano invariate e, il muscolo a riposo, risulta più corto.
In caso di contrazione incompleta e stiramento completo si favorisce l'accorciamento del ventre ma, al contempo, è favorito l'allungamento tendineo in misura maggiore rispetto all'accorciamento della parte contrattile. Questo determina, come risultato, una maggiore lunghezza totale del muscolo a riposo.
Infine, nel caso di contrazione e stiramento incompleti il muscolo tenderà ad accorciare notevolmente il suo ventre, con un non proporzionale allungamento tendineo, quindi la lunghezza tendinea verterà alla diminuzione.
Partendo da queste considerazioni sarà possibile sfruttare un allenamento finalizzandolo alle singole aspettative.
Ad esempio, per la correzione di atteggiamenti cifotici, sarà il caso di allenare il dorso in contrazione completa ed allungamento incompleto, l'accorciamento del muscolo tenderà ad "aprire" la curvatura dorsale.

L'ipertrofia ed i suoi beneficiL'accrescimento della massa muscolare è dipendente dalla composizione muscolare del singo...
07/08/2015

L'ipertrofia ed i suoi benefici
L'accrescimento della massa muscolare è dipendente dalla composizione muscolare del singolo individuo, quindi da fattori strutturali, dalle unità motorie utilizzate e da fattori nervosi che determinano la potenza della contrazione.
Le fibre muscolari ipertrofiche risultano avere un maggior numero di miofibrille (miosina ed actina); un maggior numero di enzimi mitocondriali e di mitocondri stessi che, soprattutto nelle fibre rosse, aumentano oltre che di numero anche di dimensioni; un maggior contenuto di elementi del metabolismo energetico; una maggiore vascolarizzazione che consente un migliorato trasporto dei metaboliti e rimozione dei cataboliti; un aumento delle riserve di glicogeno; un aumento dei trigliceridi di riserva e delle capacità di utilizzarli; una maggiore concentrazione di mioglobina, che può quasi raddoppiare, quindi maggiori quantità di ossigeno reversibilmente fissato ad essa.
Tali modificazioni consentono di ottimizzare l'utilizzo dei substrati energetici, migliorando l'efficenza generale del sistema metabolico ossidativo, e del consumo massimo di ossigeno.
Pertanto hanno anche la diretta conseguenza di aumentare il normale fabbisogno energetico, sia a riposo che durante l'attività sportiva.
Una considerazione importante è da effettuarsi circa alcuni limiti nelle risposte adattative a sistemi di stimolazione muscolare che bypassano la volontà dell'individuo, e ne stimolano la contrazione con l'ausilio di elettrodi.
Quindi, l'idea di riuscire a costruire grosse e forti masse muscolari con il loro esclusivo utilizzo è, quantomeno, fuorviante, anche se con questo non si vuole affermare che l'uso degli elettrostimolatori sia una pratica dannosa o addirittura inutile.

Effetti dell'allenamento sui muscoli e sulla prestazione muscolareEssendo i muscoli il distretto anatomico di diretto in...
03/08/2015

Effetti dell'allenamento sui muscoli e sulla prestazione muscolare
Essendo i muscoli il distretto anatomico di diretto interesse nella pratica sportiva, a loro carico è possibile assistere agli adattamenti in maniera più facilmente rilevabile, anche con un'analisi superficiale.
Le dimensioni fisiologiche dei muscoli sono influenzate da fattori geneticoereditari e dalla produzione di testosterone da parte dell'individuo.
Sottoposti a stimoli allenanti, vanno incontro a situazioni di ipertrofia, ossia all'aumento della loro sezione trasversa (meccanismo noto tra gli sportivi con il termine "aumento della massa") anche del 60% per effetto dell'aumentato diametro delle fibre muscolari indotto dall'aumento numerico dei filamenti di actina e miosina.
All'incremento del volume muscolare concorre anche l'iperplasia, ovvero il processo che determina un aumento numerico delle strutture, dovuto alla nascita di nuove fibre muscolari che originano per scissione longitudinale di fibre fortemente ingrossate.
La forza che un muscolo è in grado di esercitare è direttamente imputabile, oltre che al controllo nervoso, alla sua sezione trasversa.
Nel dettaglio, ciascun cm2 di superficie, è in grado di esprimere una forza pari a 3-4 Kg.
Questa quantità di forza può subire un incremento di circa il 40% nelle fasi eccentriche di un movimento divenendo, in individui estremamente muscolosi (es. pesisti e body builder di elevato livello), potenzialmente traumatica per le articolazioni, costantemente sottoposte a deleterie forze pressorie.
La potenza muscolare è il prodotto della forza, per l'ampiezza del movimento, per il numero di contrazioni al minuto.
Espressa al massimo livello, è sostenibile da un atleta solo per pochi secondi, poi inizia drasticamente a calare.
E' tipica degli sport di breve durata (es. centometristi) o di discipline che richiedono ripetute prestazioni ma di breve durata.
Il miglioramento del parametro forza avrà come conseguenza anche l'aumento della potenza esprimibile.
La resistenza rappresenta il tempo per il quale è possibile protrarre una prestazione.
Il miglioramento della resistenza è in massima parte dovuto all'idoneo accumulo dei substrati energetici (particolarmente glicogeno) ed al miglioramento dei sistemi di liberazione energetica per via aerobica.
Tutti parametri che (vedi anche la supercompensazione) sono ottimizzati a seguito dell'allenamento.
A tal proposito le scorte di glicogeno muscolare in un soggetto allenato, possono raddoppiare rispetto a quelle accumulabili in un individuo sedentario, con un'enorme ripercussione nel miglioramento della resistenza.
In termini quantitativi dai 250-300 gr di glicogeno muscolare presente in un soggetto, si può giungere agli oltre 500 gr di un atleta.
Anche le scorte epatiche (a livello osseo), che normalemente non superano i 100 gr, possono raddoppiare nei soggetti ben allenati.

Indirizzo

San Mango

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