jamu San Mango. Verso un unico obbiettivo

jamu San Mango. Verso un unico obbiettivo nei libri di storia

FINO ALLA FINEAlla luce delle continue sollecitazione diventa doveroso precisare che questa pagina è gestita da un tifos...
05/02/2025

FINO ALLA FINE

Alla luce delle continue sollecitazione diventa doveroso precisare che questa pagina è gestita da un tifoso dell' fc San Mango il quale non è legato a nessun interesse se non quello della sua passione e di conseguenza si comporta come meglio crede. È un momento difficile per la squadra, per i calciatori e per noi tifosi, lo sappiamo tutti e siccome questo profilo non risponde ad alcun editore chi lo gestisce ha preferito non infierire, non contribuire a destabilizzare ancora di più un ambiente che nell'ultimo periodo ha subito diversi scossoni; dall'esonero del mister Peppe Neri, alle diverse cessioni dei cartellini di calciatori fondamentali nella rosa , fino ai malumori attorno alla squadra ed alla società.

È stato quindi proprio per amore di questi colori che si è deciso di non scrivere in questo periodo , essendo tifosi per l'appunto e non giornalisti. E nessun tifoso può mai digerire l'idea di scendere placidamente di categoria arrendendosi al fato per farsi, se così si può dire, retrocedere non opponendo resistenza al corso degli eventi, non certo per demerito sul campo ma per una gestione discutibile della squadra. Questi sono discorsi che non possono essere considerati accettabili per chi tifa fc non solo a San Mango, ma anche per chi ne segue le vicende a distanza di migliaia di chilometri o dall'altra parte dell'oceano.

Preferiamo non puntare il dito contro nessuno ma è sotto gli occhi di tutti che la squadra dell'inizio, costruita più che dignitosamente per questo campionato, adesso non c'è più e tra cessioni (tante) ed acquisti (pochi) è diventata un'altra roba. Non vogliamo entrare nel merito delle questioni societarie che non ci competono, ci limitiamo piuttosto al campo che a nostro avviso racconta sempre la verità. E, ad essere sinceri, non abbiamo ancora compreso le regioni ed i motivi dell'esonero del mister Neri e del suo vice Lucia. Ci sfuggono perché, seppure la classifica non era esaltante, la squadra sembrava solida e compatta nel proseguire un percorso che ha visto con Neri nelle ultime due stagioni ottenere una promozione, una coppa Calabria vinta, ed una salvezza tranquilla risalendo dall'ultima posizione nel primo anno della nostra storia in prima categoria. Detto questo ne prendiamo atto ed ovviamente diamo il nostro massimo sostegno e supporto al nuovo mister Ferrari ed al vice Trunzo, grande bomber del passato che rappresenta un vero e proprio pezzo di storia del calcio sammanghese.

La sconfitta con la Silana, seconda in classifica , dopo una serie di brutti risultati, probabilmente contro le più forti del girone, non è stata affatto un risultato negativo. Sembra un ossimoro ma nel calcio non lo è per nulla, perché abbiamo assistito ad una reazione d'orgoglio e di rabbia, ad un'ottima prestazione, con i calciatori che hanno dato tutto credendoci fino all'ultimo, rischiando persino di pareggiare con un palo ed un incrocio clamoroso, oltre ad avere sciupato un'occasione colossale ad inizio partita. Un 2 a 1 in casa per una sconfitta che ci ha fatto vedere anche sprazzi di bel calcio contro una squadra nettamente più forte e più attrezzata, come dimostrava in maniera eloquente la sua panchina lunghissima a dispetto della nostra ridotta ai minimi termini. Del resto i nostri problemi sono sempre gli stessi. Dopo la cessione di Pinuccio e l'assenza di Rizzo per infortunio in avanti ne Rubino e ne Terenzio sono riusciti a colmare quel vuoto che da troppo tempo sopportiamo. A loro discolpa va comunque sottolineato che la difesa della Silana è certo la più scarsa del campionato e che non era evidentemente una partita semplice da affrontare . Insomma non è stato per niente facile e non possiamo certo aspettarci i miracoli da questi due ragazzi. A centrocampo i Gigliotti e' ormai diventato più che fondamentale, probabilmente essenziale per la squadra, così come la difesa che ha tenuto botta impattando contro una vera e propria corazzata del campionato.
Una sconfitta che è stata paradossalmente un'iniezione di fiducia in quanto ha dimostrato che la salvezza è più che possibile, nonostante tutte le vicissitudini che ci sono state in questa stagione sicuramente non trionfale. Ma ci siamo, siamo ancora vivi ed i ragazzi in campo hanno mostrato di volerlo, di desiderarlo, di crederci, di comba***re contrasto su contrasto, pallone su pallone.

Siamo penultimi a solo 12 punti ma la classifica resta corta, anzi cortissima nella parte bassa con ben 7 squadre racchiuse in 5 punti soltanto. Il prossimo turno vede uno scontro diretto cruciale per noi con la Garibaldina in trasferta a Soveria e ben altri due scontri diretti tra le nostre dirette avversarie. Il Cus contro la Stella Azzurra e l'Audace a San Fili, mentre il Cutro affronta una proibitiva trasferta a San Giovanni in Fiore contro la Silana. Dopo una serie terrificante di partite difficilissime in cui abbiamo affrontato quasi tutte le prime della classe, adesso il calendario sembra iniziare sorriderci.

A noi tutti non resta che sostenere questa squadra soprattutto nei momenti difficili come questo, quando i risultati non arrivano, quando ogni cosa non sembra girare per il verso giusto, quando la magia e l'entusiasmo sembrano essere svaniti. Sì, è proprio adesso che i tifosi possono fare la differenza, perché glielo dobbiamo per tanti motivi, perché rappresenta il nostro piccolo paese, perché in questi anni ci ha reso orgogliosi e fieri, perché fino a ieri ci ha regalato tante emozioni, gioie e soddisfazioni facendoci più di ogni altra cosa riscoprire il senso di comunità, perché possiamo farcela, perché lo meritiamo e lo meritano i calciatori, e perché da lassù qualcuno ci guarda sempre.

Cuore bianco azzurro .. Fino alla fine. 🤍🩵

Tutti a Soveria!

"La gloria non consiste nel non cadere mai, ma nel rialzarsi ogni volta che cadiamo." – Confucio

Presidente sempre presente

La Red

14/12/2024
CRISI FC SAN MANGO. IL FILMÈ crisi FC San Mango? La domanda  era più che lecita fino ad una settimana fa. Se dopo 10 par...
14/12/2024

CRISI FC SAN MANGO. IL FILM

È crisi FC San Mango? La domanda era più che lecita fino ad una settimana fa. Se dopo 10 partite il computo dei risultati segnava soltanto 2 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte di cui alcune dolorosissime con delle dirette concorrenti per la salvezza, appariva chiaro che c'era qualcosa che non andava.
Seppure alcune immeritate e parecchie di misura, restavano pur sempre troppe le battute di arresto in questo avvio di stagione.

Così i tifosi si ritrovano con molti dubbi sotto il vento e la grandine come dei guerrieri spartani senza ombrello per sostenere la nostra squadra nel momento più difficile. Uno scontro diretto in casa contro l'ultima della classe. Una partita che non ammette un risultato diverso dalla vittoria.

In questa prima parte di campionato sono venuti a galla dei limiti caratteriali, troppe espulsioni addirittura parecchie nei primi minuti al punto che ormai è diventato raro vedere la squadra finire la partita in 11 e ben poche reazioni nella prestazione in grado di ribaltare il risultato. Oltre ai limiti tattici e tecnici su cui il mister Neri doveva trovare al più presto una soluzione in quanto creavamo poco e segnavamo con il conta gocce il più delle volte su p***e inattive, a tal proposito la cessione ormai ufficiale di uno specialista dei calci piazzati come Perri a campionato in corso e ad una diretta concorrente per la salvezza, l'Audace Decollatura, non ci sembra che vada esattamente nella direzione del miglioramento di una fase rializzativa anemica. Unica nota positiva, anche se al netto di qualche sbavatura, è la fase difensiva perché effettivamente subiamo pochi goal, solo 10.

Fino a questo punto il campionato si è rivelato molto equilibrato. Non ci sono schiacciasassi ed alcune nostre prestazioni, le due vittorie in casa con Garibaldina e San Fili, ma soprattutto i due pareggi in trasferta a Ciro' ed in casa contro il Marca, la seconda in classifica, hanno dimostrato che in questa categoria possiamo starci a testa alta e che dovremmo avere una classifica ben diversa per i valori espressi in campo. Siamo quindi solo noi gli artefici del nostro destino, come sempre del resto.

Ed è un destino bizzarro questo che impone una vittoria contro il San Mauro Marchesato mentre infuria la bufera sul Manfredi, stadio fantastico per la categoria ma senza tribune coperte e situato in una zona ventosa che si presta ai turbini gelidi ed impetuosi dell'inverno . La vittoria arriva netta con facilità e scioltezza nel secondo tempo ed i ragazzi in campo dimostrano di tenere alla maglia, di essere motivati facendo una prestazione sontuosa nella ripresa . Bisogna dire, per amore di verità, che l'avversario non sembrava proprio irresistibile ma la nostra squadra ci ha abituato negli anni a non farci dare mai nulla per scontato, soprattutto in questa prima parte di stagione.

La classifica quindi migliora, si accorcia, noi prendiamo fiato e risaliamo posizioni raggiungendo un gruppone fermo ad 11 punti ed addirittura per differenza reti al momento siamo al momento fuori dalla zona playout. Sapevamo di non essere mai stata una squadra bella e spettacolare da vedere. Piuttosto abbiamo sempre dimostrato di essere concreti, cinici e determinati nei momenti topici dei campionati che abbiamo disputato. Del resto l'identità che Mister Neri ha dato alla squadra è stata quella di un calcio concreto e speculare che faceva del suo meglio per valorizzare le caratteristiche dei propri calciatori. D'altra parte siamo pur sempre in prima categoria e non certo in champios league.

Tutto risolto quindi, con una vittoria necessaria come l'aria che lascia intravvedere il sereno dopo una violenta tempesta, come dimostra l'arcobaleno sorto proprio dietro la porta bianco azzurra mentre un pallido sole cerca di farsi spazio nel cielo plumbeo. Per molti dei presenti si è trattato di un presaggio.

Ma evidentemente era un segno che voleva dire qualcosa di diverso da quello che tanti hanno immaginato. Così si arriva a alla giornata di mercoledì con la pubblicazione di un post da parte del profilo ufficiale della società che è tutt'altro di un arcobaleno ma assume i connotati di un fulmine ciel sereno precedendo il tuono di un esonero inaspettato a campionato in corso. Non sappiamo quali siano stati i motivi che hanno portato la società a prendere questa decisione e tanto meno non ne conosciamo i piani. Noi redazione di questa pagina social, seppure non abbiamo mai lesinato critiche a nessuno, riteniamo sia un rischio eccessivo un cambio di guida in corsa anche perché la squadra aveva dato significativi segnali di reazione. Per questo nel nostro piccolo con condividiamo questa scelta della società, credendo che sia un errore, ma ne prendiamo comunque atto e da tifosi la accettiamo di buon grado .

Al mister Neri auguriamo ogni bene e lo ringraziamo davvero per la salvezza dell'anno scorso e per la promozione dalla seconda alla prima categoria , in quanto si tratta risultati che resteranno per sempre scolpiti nella storia calcistica del nostro piccolo paese. Certe emozioni non si possono dimenticare.

Al nuovo mister, Andrea Ferrari che conosciamo bene, non passiamo che fare i nostri più grossi in bocca al lupo con tutto il cuore e l'amore che abbiamo per questi colori . A lui adesso spetta un compito difficilissimo, quello di mentenere saldo il timone della nave nel mare burrascoso di questo campionato. Con la speranza che i nostri timori possano essere presto smentiti... Forza sempre FC San Mango.

Presidente sempre presente

Cuore bianco azzurro 🤍🩵

La red....

SCUSATE IL RITARDO MA SIAMO TORNATI Nel frattempo abbiamo osservato l'inizio di stagione di una squadra che si è indubbi...
29/10/2024

SCUSATE IL RITARDO MA SIAMO TORNATI

Nel frattempo abbiamo osservato l'inizio di stagione di una squadra che si è indubbiamente rafforzata ed in merito a questo dobbiamo riconoscere gli sforzi significativi della società. Sostenere una prima categoria dignitosa e, perché no, pure con un pizzico di ambizione, non è facile in un paesino di 1500 anime scarse dove quei pochi giovani in circolazione sono molto più propensi a partire per andarsene piuttosto che restare . Del resto le strade sammanghesi non pullulano certo di talenti grezzi come in un barrio argentino, in una banliaeu francese o in una favelas brasiliana...
Quindi teniamolo sempre bene presente. Non c'è nulla di scontato, non c'è nulla di dovuto, anzi, è tutto frutto dell'impegno e della volontà dell' indimenticabile presidente Aldo e dei soci attuali...

A tal proposito la partita in casa contro la Garibaldina, con una netta vittoria per 3 a 0 ha confermato gli enormi margini di miglioramento della squadra che sicuramente sta trovando la quadra davanti. L' arrivo del centravanti Panuccio sembra dare peso e sostanza all'attacco bianco azzurro, uno dei punti dolenti della scorsa stagione. Ma è soprattutto a centrocampo che ci sono le novità più interessanti con l'innesto di Decio, Curcio e Guzzo.

Certo l' esordio al Manfredi in questa stagione non è stato proprio esaltante con una sconfitta per 3 a 1 senza appello in casa, ma c'è da dire che è avvenuta contro la prima della classe, il Rocca di Neto che guida già la classifica in solitudine a punteggio pieno e con un una partita in meno. Probabilmente una delle candidate più serie per la vittoria del campionato.

Poi però troppi i rimpianti, come contro la Silana dove in trasferta l' FC, che ha fornito un'ottima prestazione davanti ad un avversario di tutto rispetto, non è stata premiata dal risultato finale, 1 a 0 per i Silani. O contro lo Scandale, sempre fuori casa, dove perdendo 2 a 1 nel computo finale è risultato determinante un rigore platealmente regalato agli avversari da un nostro difensore, il quale fraintendendo un fischio arrivato dagli spalti ha raccolto il pallone tra le mani nella sua area di rigore a gioco in corso.

Del resto come l'anno scorso, rimpianti e rammarichi costellano gli inizi dei nostri campionati. Ormai siamo abituati alle false partenze.

Questa volta, però, la partita di domenica scorsa in casa contro il San Fili ha confermato quanto di buono si è visto in queste prime battute di campionato, non solo nella vittoria contro La Garibaldina ma anche nelle prestazioni in trasferta.

Con il San Fili la partita è stata letteralmente dominata. Già chiusa nel primo tempo con un parziale di 3 a 0. Poco altro da aggiungere, se non che alla fine dei 90 minuti il San Mango arrotonda il risultato finendo 4 a 0. Gli ospiti, dal canto loro, hanno provato a reagire ma la differenza tra le due squadre si è vista in modo notevole. Questo almeno ha detto il campo che è alla fine l'unico giudice inappellabile.

Possiamo quindi affermare che i presupposti per questa stagione sono positivi. Al netto dei punti che già mancano e che probabilmente potevamo avere, ci siamo indubbiamente rafforzati intervenendo la dove avevamo mostrato i nostri punti deboli l'anno scorso. Forse è prematuro ed anche un poco esagerato, ma credo possa essere lecito coltivare l'ambizione di qualcosa in più della salvezza serena. Vedremo, ma sta sopratutto a noi tifosi crederci, perché senza la spinta del pubblico, senza la passione della gente, in queste categorie, come in serie a, non si fanno le imprese.

Non è affatto un peccato sognare... Crediamoci!
Cuore bianco azzurro,,, per l' albiceleste 🤍🩵

"desiderio legittimo di migliorare la propria posizione o di essere valutato secondo i propri meriti"

Definizione di ambizione su Wikipedia

La red

SAVE TO DATE.  19 MAGGIO 2024. SIAMO ROBA DI PRIMA CATEGORIA....SALVI . OBBIETTIVO RAGGIUNTO...🤍💙👏💪Domenica 19 Maggio, s...
22/05/2024

SAVE TO DATE. 19 MAGGIO 2024. SIAMO ROBA DI PRIMA CATEGORIA....SALVI . OBBIETTIVO RAGGIUNTO...🤍💙👏💪

Domenica 19 Maggio, stadio Manfredi San Mango d'Aquino, la matricola FC San Mango mantiene la prima categoria salvandosi meritatamente sul campo. Partiamo da qui' per capire la portata dell' impresa sportiva. San Mango d'Aquino è un piccolo borgo calabrese adagiato in cima ad una collina che affaccia sull'autostrada mediterranea. A San Mango ci sono panorami stupendi e si vede bene anche il mare che è vicino. Poi però poco altro. Per l' anagrafe ci sono 1500 anime ma secondo chi ci vive molti meno in realtà, in quanto come tante altre piccole comunità è vittima di un inesorabile fenomeno di spopolamento. La squadra di calcio, il rito laico della domenica, la possibilità di potere vedere i propri ragazzi fare sport nascendo calcisticamente con la maglia del proprio paese addosso, vederli crescere nel vivaio, seguire la squadra in trasferta, sostenerla, amarla, criticarla, discuterla, tifarla, facendo amicizia con altri tifosi, riempiendo le chiacchiere dei bar e creando un indotto non solo economico ma soprattutto emotivo attorno ad essa, per un paesino come il nostro assume un' importanza fondamentale.

Significa infatti contribuire alla realizzazione ed allo sviluppo della comunità , alla formazione di un' identità sammanghese in cui riconoscersi per vivere meglio, rendendoci più uniti e più forti insieme... Soltanto che tre anni fa tutto questo non c' era. Fino a quando il grande presidente Grandinetti, per tutti Aldino, letteralmente dalle macerie non riprese il sogno del calcio a San Mango d'Aquino dopo che per quasi un decennio nessuno era riuscito o aveva voluto neppure provare ad iscrivere la squadra in terza categoria. Il movimento calcistico sammanghese non esisteva più. Praticamente dal nulla, piano, piano, rimettendo in piedi le strutture sportive abbandonate, con tanti sacrifici e tanta passione, Aldo, il pres, è riuscito a costruire una squadra nutrita più di ogni altra cosa da bellissime ambizioni... Faremo la storia diceva spesso con quel suo sorriso sornione, fingendo di scherzare perché lui invece faceva sul serio..Così in soli tre anni dalla terza categoria l' FC San Mango passa alla seconda e poi alla prima, dove non eravamo mai stati nella nostra storia e dove rimarremo meritamente ancora per almeno un' altra stagione.

Un'ascesa folgorante , prepotente e vertiginosa, una scalata gloriosa, costruita su basi e desideri talmente forti da renderla in grado di resistere e di proseguire persino dopo la tragica e dolorosa dipartita proprio di colui che ne è stato l'artefice. Anzi probabilmente continuare per onorarne la memoria nel suo ricordo ha reso questo sogno, questo desiderio, ancora più potente e radicato nella nostra piccola comunità.

Questa premessa è necessaria per ricordare a tutti dove eravamo e cosa eravamo solamente tre anni fa, per rendere onore al merito di questa salvezza raggiunta grazie al lavoro, al sudore, ai sacrifici ed alla passione di calciatori e società. Perché non c'era davvero nulla di scontato, tutt'altro. Con un esonero in corso d'opera, una squadra non costruita proprio bene, con tanti difetti, non bella e con una certa fragilità psicologica più volte dimostrata, la fine del girone d'andata è stata chiara ed eloquente, restituendoci un' immagine per nulla incoraggiante ed una classifica abbastanza inquietante.

Poi rimettendo qualcosa apposto, lentamente, prendendo il passo e la continuità di risultati e di prestazioni, il gruppo si è piano piano ritrovato nel percorso.

Ma anche questo play out non è stato per nulla semplice. Siamo entrati in campo tesi, contratti, mentre il Casabona è venuto per giocarsi il tutto per tutto senza nulla da perdere. Sugli spalti anche i tifosi ospiti si sono fatti sentire. Così è arrivato il goal del Casabona per un' incertezza difensiva. La partita per il resto nella prima parte è stata noiosa, nervosa, con pochi guizzi se non un grande tiro al volo di Fuda da fuori area parato in tuffo dal portiere. Si è andati quindi al riposo sotto di un goal mentre l' incubo di dovere affrontare un altro play out si materializzava all' orizzonte esattamente come il cielo plumbeo sopra il Manfredi che pareva ve**re giù da un momento all'altro.

Nel secondo tempo però qualcosa cambia, alcune fonti parlano di una veemente sfuriata di mister Neri dentro gli spogliatoi. Infatti la risolve proprio lui perché cambia tutto e passa dalla difesa a 3 del suo classico e prudente 3-5-2, alla difesa a 4, liberando le ali da compiti difensivi con un più audace 4-4-2 che maschera in realtà un offensivo 4-3-3, in quanto Fuda è per sua natura un attaccante esterno, certamente non un terzino. Ma soprattutto mette in campo Perri che quest'anno ha dimostrato più volte di avere uno dei piedi sinistri più caldi di tutto il campionato. Di conseguenza se il primo tempo siamo stati quasi inoffensivi, nella ripresa cominciamo a pungere sempre di più, diventando pericolosi. Rizzo si batte su ogni pallone e Fuda inizia a puntare il terzino avversario saltandolo puntualmente. Certo, il Casabona a centrocampo non è esattamente Bayern Leverkusen di Xavi Alonso e nemmeno l'Atalanta di Gasperini, ma adesso siamo messi meglio in campo e Gigliotti comincia ad avere più alternative nel dare inizio all' azione.

Del resto è risaputo che in queste partite con poco tempo a disposizione per recuperare lo svantaggio, quando la posta in gioco è alta, si può pure dominare la gara ma se la palla non entra c'è ben poco da fare. Dunque i minuti trascorrono veloci ed il nervosismo in campo ed anche sugli spalti cresce. L' orologio sembra una tortura cinese ogni qualvolta lo si guarda. Fa sempre più male osservare il trascorrere impietoso dei minuti. Non c'è mai stato davvero nulla di scontato..

Siamo già alla mezz'ora del secondo tempo, manca pochissimo anche perché gli avversari non hanno più intenzione di giocare a calcio e cominciano a gettarsi per terra doloranti come se qualche cecchino li avesse gambizzati con un fucile di precisione dalla tribuna. Cadono senza una ragione se non quella di perdere tempo spezzettando il più possibile il ritmo della partita . Ci troviamo ancora sotto di un goal e la situazione sta diventando estremamente complicata. C'è una banale punizione da centrocampo che non sembra per nulla pericolosa. Probabilmente la giocheranno corta per fare iniziare un'azione da lì, oppure proveranno il solito campanile in area, ma Perri chiama il pallone a se, allo stesso modo di un rigore decisivo. Fa allontanare tutti, quella punizione è solo roba sua. Si fa persino misurare la distanza dall' arbitro che gli conta i metri con i passi. Prende poca ricorsa ma guarda fisso la porta e di interno collo scaglia un tiro velenosissimo dalla traiettoria strana che dopo un perfido rimbalzo va dritto sotto l' incrocio destro dei pali con il portiere avversario in colpevole ritardo, non avendo avuto modo di vedere partire il pallone per la selva di giocatori che gli copriva la visuale. È un goal di liberazione, un lungo e dolce sospiro di sollievo che sa di primavera e non a caso un pallido sole comincia a farsi largo tra i nuvoloni neri del primo tempo. Sugli spalti è festa grande e la tensione di scioglie in un'allegria collettiva e contagiosa. Se prima assolutamente nessuno, adesso proprio tutti sorridono. Il calcio popolare dilettantistico a queste latitudini restituisce un' autenticita', una verità nel senso di comunità che crea, sempre più difficile da ritrovare altrove.

Il secondo goal è ancora di Perri dopo pochi minuti con un tiro da fuori area dove però trova complice una papera davvero colossale del portiere avversario, adesso senza più alcuna scusante. Ma ormai l' FC fa quello che vuole, è padrona del campo e taglia a fette la difesa di un Casabona in disarmo. Addirittura Fuda segna la terza rete dopo una bella azione personale di Rizzo, prima che l' arbitro l' annulli per fuorigioco.

MA È FINITA!! È FINITA!! È FINITA!! Urlano dalla gradinata est all' arbitro; una ragazza che ha diretto con piglio una partita difficile in cui è stata brava nel domare due risse in campo le quali ,se non sapute gestire ,avrebbero pututo compromettere il resto della gara, ma che allo stesso tempo non ha visto due enormi rigori per il San Mango su due falli di mano dei difensori del Casabona nel primo e nel secondo tempo . COMUNQUE SIA È FINITAAA!!!! È FINITAAA!!! ARBITROO È FINITAAAA!!! Continuano ad urlare dagli spalti e dopo quasi dieci minuti di recupero finalmente arriva il triplice fischio finale. Tranquilli sta per finire anche questo lungo post.

Alla fine oltre il goal e qualcosina subita nel primo tempo, il San Mango ha ampiamente meritato la vittoria nella ripresa mostrandosi nettamente superiore. Così come ha meritato la salvezza sul campo da testa di serie dei play out con un girone di ritorno straordinario in cui ha fatto ben 18 dei 23 punti complessivi. Non proprio qualcosa di scontato per una piccola matricola come la nostra... Anzi, non c'è mai stato nulla di scontato...

Gazie a tutti davvero di cuore per questo grande risultato. Ai calciatori prima degli altri, perché solo chi ha giocato a calcio sa quanto fanno male i pestoni, i calci negli stinchi, le botte degli avversari da restituire con gli interessi, le caviglie, le ginocchia, solo chi ha giocato sa quanto in campo bruci il sole e geli il freddo , la pioggia, il fango, la fatica, la sete, il nervosismo, il fiato, il tempo per gli allenamenti. Non c'è mai stato nulla di scontato nemmeno in questo. Grazie alla società che ha investito in questo progetto credendoci sempre e non demordendo mai, neanche nei momenti più difficili. Anche qui' non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie ai tifosi, ai sostenitori, gli ultras della gradinata est, che con maturità non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla squadra, sapendo soffrire pure quando tutto pareva perduto. E non era affatto scontato manco questo. Grazie ad Aldino, indimenticabile presidente sempre presente, per avere reso possibile tutto ciò. Grazie al capitano Gianluigi Pasqua, vera e storica bandiera bianco azzurra, combattente, guerriero dell' FC che ha annunciato il suo ritiro per il quale tutti, compreso chi vi scrive, spera in un ripensamento. Grazie per tutto.

Questa pagina forse tornerà nella prossima stagione, o forse no, chi lo può sapere. Quello che conta è piuttosto non dimenticare quanto in realtà nulla di tutto questo sia stato facile e scontato.

Il 19 maggio del 2024 allo stadio Manfredi di San Mango d'Aquino alle ore 17.25 circa, si è scritta in maniera indelebile un' altra gloriosa pagina di storia del calcio sanmanghese...E che vi piaccia o meno, noi siamo ancora qua', e già...Salvi fino ad oggi, Save to date...

"Se mi trovassi ad un matrimonio, vestito di bianco e arrivasse un pallone pieno di fango, non esiterei a stopparlo di petto" - Diego Armando Maradona

La Red ... cuore bianco azzurro 🤍💙

22/05/2024

SAVE TO DATE. 19 MAGGIO 2024. SIAMO ROBA DI PRIMA CATEGORIA....SALVI . OBBIETTIVO RAGGIUNTO.

Domenica 19 Maggio, stadio Manfredi San Mango d'Aquino, la matricola FC San Mango mantiene la prima categoria salvandosi meritatamente sul campo. Partiamo da qui' per capire la portata dell' impresa sportiva. San Mango d'Aquino è un piccolo borgo calabrese adagiato in cima ad una collina che affaccia sull'autostrada mediterranea. A San Mango ci sono panorami stupendi e si vede bene anche il mare che è vicino. Poi però poco altro. Per l' anagrafe ci sono 1500 anime ma secondo chi ci vive molti meno in realtà, in quanto come tante altre piccole comunità è vittima di un inesorabile spopolamento. La squadra di calcio, il rito laico della domenica, la possibilità di potere vedere i propri ragazzi fare sport nascendo calcisticamente con la maglia del proprio paese addosso, vederli crescere nel vivaio, seguire la squadra in trasferta, sostenerla, amarla, criticarla, discuterla, tifarla, facendo amicizia con altri tifosi, riempiendo le chiacchiere dei bar e creando un indotto non solo economico ma soprattutto emotivo attorno ad essa, per un paesino come il nostro assume un' importanza fondamentale.

Significa infatti contribuire alla realizzazione ed allo sviluppo della comunità , alla formazione di un' identità sammanghese in cui riconoscersi per vivere meglio, rendendoci più uniti e più forti insieme... Soltanto che però tre anni fa tutto questo non esisteva più da tempo. Fino a quando il grande presidente Grandinetti, per tutti Aldino, letteralmente dalle macerie riprese il sogno del calcio a San Mango dopo che per quasi un decennio nessuno era riuscito o aveva voluto neppure iscrivere una squadra in terza categoria. Praticamente dal nulla, piano, piano, rimettendo in piedi le strutture sportive abbandonate, con tanti sacrifici e tanta passione, Aldo, il pres, è riuscito a costruire una squadra nutrita più di ogni altra cosa vidi bellissime ambizioni... Faremo la storia diceva spesso con quel suo sorriso sornione, facendo soltanto finta di scherzare...Così in soli tre anni dalla terza categoria l' FC San Mango passa alla seconda e poi alla prima, dove non eravamo mai stati nella nostra storia e dove rimarremo meritamente ancora per almeno un' altra stagione.

Un'ascesa folgorante , prepotente e vertiginosa, una scalata gloriosa, costruita su basi e desideri talmente forti da renderla in grado di resistere e di proseguire persino dopo la tragica dipartita proprio di colui che ne è stato l'artefice. Anzi probabilmente continuare per onorarne la memoria nel suo ricordo ha reso questo sogno, questo desiderio, ancora più potente e radicato nella nostra piccola comunità.

Questa premessa è necessaria per ricordare a tutti dove eravamo e cosa eravamo soltanto tre anni fa, per rendere onore al merito di questa salvezza raggiunta grazie al lavoro, al sudore, ai sacrifici ed alla passione di calciatori e società. Perché non c'era davvero nulla di scontato, tutt'altro. Con un esonero in corso d'opera, una squadra non costruita proprio bene, con tanti difetti, non bella e con una certa fragilità psicologica più volte dimostrata, la fine del girone d'andata è stata chiara ed eloquente, restituendoci un' immagine per nulla incoraggiante ed una classifica abbastanza inquietante.

Poi rimettendo qualcosa apposto, lentamente, trovato il passo e la continuità di risultati, di prestazioni, il gruppo si è piano piano ritrovato nel percorso.

Ma anche questo play out non è stato per nulla semplice. Siamo entrati in campo tesi, contratti, mentre il Casabona è venuto per giocarsi il tutto per tutto senza nulla da perdere. Sugli spalti anche i tifosi ospiti si fanno sentire. Così arriva il goal del Casabona per un' incertezza difensiva. La partita per il resto è noiosa, nervosa, con pochi guizzi se non un grande tiro al volo di Fuda da fuori area parato in tuffo dal portiere. Si va al riposo sotto di un goal e l' incubo di dovere affrontare un altro play out si materializza all' orizzonte esattamente come il cielo plumbeo sopra il Manfredi che pare ve**re giù da un momento all'altro.

Nel secondo tempo però qualcosa cambia, alcune fonti parlano di una veemente sfuriata di mister Neri negli spogliatoi. Infatti la risolve proprio lui perché cambia tutto e passa dalla difesa a 3 del suo classico e prudente 3-5-2, alla difesa a 4, liberando le ali da compiti difensivi con un più audace 4-4-2 che maschera in realtà un offensivo 4-3-3 perché Fuda è per sua natura un attaccante esterno, certamente non un terzino. Ma soprattutto mette in campo Perri che quest'anno ha dimostrato più volte di avere uno dei piedi sinistri più caldi di tutto il campionato. Di conseguenza se il primo tempo siamo stati quasi inoffensivi, nella ripresa cominciano a pungere sempre di più, diventando sempre più pericolosi. Rizzo si batte su ogni pallone e Fuda inizia a puntare il terzino avversario saltandolo puntualmente. Certo, il Casabona a centrocampo non è esattamente Bayern Leverkusen di Xavi Alonso e nemmeno l'Atalanta di Gasperini, ma adesso siamo messi meglio in campo e Gigliotti comincia ad avere più alternative nel dare inizio all' azione.

Del resto è risaputo che in queste partite con poco tempo a disposizione per recuperare lo svantaggio, quando la posta in gioco è alta, si può pure dominare la gara ma se la palla non entra c'è ben poco da fare. Dunque i minuti trascorrono veloci ed il nervosismo in campo ed anche sugli spalti cresce. L' orologio sembra una tortura cinese ogni qualvolta lo si guarda fa sempre più male. Non c'è mai stato davvero nulla di scontato..

Siamo già alla mezz'ora del secondo tempo, manca pochissimo anche perché gli avversari non hanno più intenzione di giocare e cominciano a buttarsi a terra doloranti senza una ragione, se non quella di perdere tempo spezzettando il più possibile il ritmo della partita . Ci troviamo ancora sotto di un goal e la situazione sta diventando estremamente complicata. Una banale punizione da centrocampo che non sembra per nulla pericolosa. Probabilmente la giocheranno corta per fare iniziare un'azione da lì, oppure proveranno il solito campanile in area, ma Perri chiama il pallone a se, come se dovesse ba***re un rigore. Fa allontanare tutti, quella punizione è solo roba sua. Si fa persino misurare la distanza dall' arbitro che gli conta i metri con i passi. Prende poca ricorsa ma guarda fisso la porta e di interno scaglia un tiro velenosissimo dalla traiettoria strana che dopo un perfido rimbalzo va dritto sotto l' incrocio destro dei pali con il portiere avversario in colpevole ritardo, non avendo avuto modo di vedere partire il pallone per la selva di giocatori che gli copriva la visuale. È un goal di liberazione, un lungo e dolce sospiro di sollievo che sa di primavera e non a caso un pallido sole comincia a farsi largo tra i nuvoloni neri del primo tempo. Sugli spalti è festa grande e la tensione di scioglie in un'allegria collettiva e contagiosa. Se prima assolutamente nessuno, adesso proprio tutti sorridono. Il calcio popolare dilettantistico a queste latitudini restituisce un' autenticita', una verità nei rapporti diretti, nel senso di comunità che crea, sempre più difficile da trovare altrove.

Il secondo goal ancora di Perri da fuori area è però davvero una papera colossale del portiere senza alcuna scusante, come invece è stato nel caso del primo. Ma ormai l' FC fa quello che vuole, taglia a fette la difesa di un Casabona in disarmo. Addirittura Fuda segna la terza rete dopo una bella azione personale di Rizzo, prima che l' arbitro l' annulli per fuorigioco.

MA È FINITA!! È FINITA!! È FINITA!! Urlano dalla gradinata est all' arbitro; una ragazza che ha diretto con piglio una partita difficile in cui è stata brava nel domare due risse in campo le quali ,se non sapute gestire ,avrebbero pututo compromettere il resto della gara, ma che allo stesso momento non ha visto due rigori per il San Mango grandi quanto una casa, su due falli di mano dei difensori del Casabona nel primo e nel secondo tempo . COMUNQUE SIA È FINITAAA!!!! È FINITAAA!!! ARBITROO È FINITAAAA!!! Continuano ad urlare dagli spalti e dopo quasi dieci minuti di recupero finalmente arriva il triplice fischio finale. Tranquilli sta per finire anche questo lungo post.

Alla fine a parte il goal e qualcosina subita nel primo tempo, il San Mango ha ampiamente meritato la vittoria nella ripresa mostrandosi nettamente superiore. Così come ha meritato la salvezza sul campo da testa di serie dei play out con un girone di ritorno straordinario in cui ha fatto ben 18 dei 23 punti complessivi. Non proprio qualcosa di scontato per una piccola matricola come la nostra... Anzi, non c'è mai stato nulla di scontato...

Gazie a tutti davvero di cuore per questo grande risultato. Ai calciatori prima degli altri, perché solo chi ha giocato a calcio sa quanto fanno male i pestoni, i calci sugli stinchi, le botte degli avversari da restituire con gli interessi, solo chi ha giocato sa quanto in campo bruci il sole e geli il freddo , la fatica, la sete, il nervosismo, il fiato, il tempo per gli allenamenti. Non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie alla società che ha investito in questo progetto credendoci sempre e non demorderndo mai, neppure nei momenti più difficili. Non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie ai tifosi, ai sostenitori, gli ultras della gradinata est, che con maturità non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla squadra, sapendo soffrire pure quando tutto pareva perduto. Non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie ad Aldino, indimenticabile presidente sempre presente, per avere reso possibile tutto questo. Non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie al capitano Gianluigi Pasqua, vera bandiera bianco azzurra, combattente, guerriero dell' fc che ha annunciato il suo ritiro per il quale tutti, compreso chi vi scrive, spera in un suo ripensamento.

Non c'è mai stato nulla di scontato. Grazie a tutti di cuore, questa pagina forse tornerà nella prossima stagione, o forse no, chi lo può sape. re. Quello che conta è piuttosto non dimenticare quanto in realtà nulla di tutto questo sia stato scontato.

Il 19 maggio del 2024 allo stadio Manfredi di San Mango d'Aquino alle ore 17.25 circa si è scritta in maniera indelebile un' altra gloriosa pagina di storia del calcio Sanmanghese...E che vi piaccia o meno, noi siamo ancora qua', e già...Salvi fino ad oggi, Save to date...

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