ASD Shingitaikan Karate-do

Chiama Indicazioni

ASD Shingitaikan Karate-do Dojo Karate Shotokan
FIKTA HIROSHI SHIRAI KARATEDO
Palestra Interrata/Palazzetto Falcone-Borsellino
33038 San Daniele del Friuli (UD)
Lu/Gi 18-21,30

26/09/2026

𝐊𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞: 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 - di Pinball Wizard
Nel corso degli ultimi anni, chiunque abbia incrociato il mio blog o i miei canali social – dedicati al mondo musicale e non solo –, ha avuto modo di osservare il mio impegno nel raccontare e analizzare le sottoculture, con l’obiettivo di contrastare la disinformazione e gli stereotipi che da sempre accompagnano questi fenomeni.
La collaborazione con KarateDo Magazine mi ha offerto l’occasione di avvicinarmi a un mondo che, fino a poco tempo fa, conoscevo solo superficialmente: quello del Karate e delle sue molteplici espressioni. Da questa immersione è nata una domanda che merita attenzione: chi pratica Karate può essere considerato membro di una sottocultura?
La questione, apparentemente semplice, apre in realtà un campo di riflessione più ampio. Da un lato, il timore di essere fuori tema potrebbe scoraggiare l’analisi; dall’altro, proprio la complessità del tema rende necessario un tentativo di chiarificazione, utile sia per chi pratica l’arte marziale sia per chi si occupa di cultura e società.
Tutto è partito da questa immagine pubblicata.
Per procedere con rigore è indispensabile definire cosa intendiamo per sottocultura. In ambito sociologico, una sottocultura è un insieme di pratiche, valori, simboli, linguaggi e comportamenti condivisi da un gruppo sociale, che si distingue – per stile di vita, interessi, norme ed estetica – dal contesto culturale più ampio in cui è inserito. Le sottoculture emergono spesso in modo spontaneo, dal basso, e si collocano in una posizione di differenziazione, talvolta di opposizione, rispetto alla cultura dominante.
Alla luce di questa definizione, la risposta alla domanda iniziale è chiara: il Karate non è una sottocultura. La sua origine non è giovanile né urbana, ma radicata nella tradizione marziale di Okinawa e del Giappone. La disciplina si fonda su una struttura gerarchica, un’etica codificata, un sistema formale di trasmissione e un corpus di valori che non nasce per contestare la cultura dominante, bensì per preservare e tramandare un’arte. Il Karate non si configura come un fenomeno identitario alternativo, ma come una pratica educativa e formativa.
Tuttavia, questa conclusione non esaurisce la riflessione. Pur non essendo una sottocultura, il Karate presenta elementi culturali che possono essere analizzati con gli stessi strumenti utilizzati per studiare le sottoculture. In particolare, emergono alcuni aspetti che costruiscono un ponte concettuale interessante.
Il primo riguarda i simboli. Le cinture rappresentano il percorso del praticante, il dojo è il luogo attorno a cui ruota la vita della disciplina e l’insieme dei rituali – dal saluto alle formule di rispetto – contribuisce a definire un universo simbolico coerente.
A ciò si aggiunge il linguaggio: l’uso delle terminologie giapponesi, dei codici gestuali e delle espressioni rituali, crea un’identità linguistica che distingue chi pratica da chi osserva dall’esterno.
Un ulteriore elemento è l’estetica disciplinare. Il karategi, il modo di indossarlo, la cura della cintura, la postura e la gestualità non sono semplici dettagli tecnici, ma componenti di una forma culturale che si manifesta attraverso il corpo e la disciplina quotidiana. Questa estetica non ha la funzione di differenziare socialmente, ma di consolidare un ethos.
Fondamentale è anche il senso di comunità. Il Karate genera appartenenza, orgoglio e identità condivisa. La figura del Maestro, le linee di trasmissione, le storie fondative e la memoria collettiva del dojo costituiscono una narrativa interna che rafforza la coesione del gruppo.
Questi elementi, pur non configurando una sottocultura, delineano ciò che possiamo definire una microcultura disciplinare: un ecosistema di valori, rituali e pratiche, che produce identità e appartenenza, senza collocarsi in contrasto con la cultura dominante. Il Karate non nasce per distinguersi, ma per formare; non per opporsi, ma per trasmettere; non per creare un’alternativa sociale, ma per costruire un percorso di crescita individuale e collettiva.
In questo senso, analizzare il Karate attraverso la lente delle sottoculture non significa attribuirgli una natura che non possiede, ma riconoscere la ricchezza culturale che lo caratterizza. È un modo per comprendere come le pratiche disciplinari possano generare mondi simbolici complessi, capaci di produrre identità, narrazioni e comunità.
Dopo aver esplorato l’aspetto sociologico, mi sembrava naturale tornare al mio “campo d’azione”. Così, per dare un tocco personale all’articolo, ho messo insieme una piccola playlist che richiami, in modo leggero, i concetti di identità, comunità e ritualità di cui ho parlato finora.

• The Jam – “English Rose” (https://www.youtube.com/watch?v=zH3kj4i2yys&list=RDzH3kj4i2yys&start_radio=1&pp=ygUUZW5nbGlzaCByb3NlIHRoZSBqYW2gBwE%3D) — Intima, essenziale, quasi rituale. Evoca rispetto, dedizione e cura del gesto.
• The Specials – “Do Nothing” (https://www.youtube.com/watch?v=4T7UqnPkUt0&list=RD4T7UqnPkUt0&start_radio=1&pp=ygUXdGhlIHNwZWNpYWxzIGRvIG5vdGhpbmegBwE%3D) — Un brano che parla di quotidianità e appartenenza: perfetto per richiamare la dimensione comunitaria del dojo.
• The Style Council – “My Ever Changing Moods” (https://www.youtube.com/watch?v=rmVkOlZFF3Y&list=RDrmVkOlZFF3Y&start_radio=1&pp=ygUvVGhlIFN0eWxlIENvdW5jaWwg4oCTIOKAnE15IEV2ZXIgQ2hhbmdpbmcgTW9vZHOgBwE%3D) — Elegante e disciplinato, con un’estetica precisa. Una canzone che richiama la cura del corpo, del ritmo, del movimento.
• The Cure – “Pictures of You” (https://www.youtube.com/watch?v=UmFFTkjs-O0&list=RDUmFFTkjs-O0&start_radio=1&pp=ygUQYSBwaWN0dXJlIG9mIHlvdaAHAQ%3D%3D) — Atmosferica e introspettiva: un parallelo con la dimensione personale del percorso marziale.
• New Order – “Ceremony” (https://www.youtube.com/watch?v=kkASIx9Xk6s&list=RDkkASIx9Xk6s&start_radio=1&pp=ygUSY2VyZW1vbnkgbmV3IG9yZGVyoAcB ) — Il titolo è già un programma: ritualità, simboli, comunità. Una chiusura perfetta per la playlist e per il nostro viaggio.

🥋 IL KARATE RIPARTE!Dal 14 settembre 2026 ripartono i corsi di ASD Shingitaikan Karate-do!Un nuovo anno di allenamento, ...
04/09/2026

🥋 IL KARATE RIPARTE!

Dal 14 settembre 2026 ripartono i corsi di ASD Shingitaikan Karate-do!

Un nuovo anno di allenamento, disciplina, tecnica, amicizia e crescita attraverso il Karate-do.
Che tu sia già praticante o voglia avvicinarti per la prima volta a questa splendida disciplina, questo è il momento giusto per iniziare.

📅 Da lunedì 14 settembre 2026
🕕 A partire dalle ore 18:00
📍 Palestra seminterrata del Palazzetto dello Sport di San Daniele del Friuli

🥋 VIENI A PROVARE!
Scopri il Karate-do e entra a far parte della nostra famiglia.

ASD Shingitaikan Karate-do
Tradizione, disciplina, passione.
Un percorso che inizia sul tatami e continua nella vita.

👉 Ti aspettiamo dal 14 settembre!

08/08/2026
08/08/2026
22/07/2026

𝟏° 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐚: 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞
Tutti noi nel corso della nostra vita ci troviamo a pronunciare frasi del tipo: «Questa estate, in ferie, mi prenderò il tempo per leggere quei libri che se ne stanno sul comodino, mi prenderò cura di me facendo delle belle passeggiate e poi finalmente uscirò un po’, perché non ne posso più di questo estenuante ritmo casa-lavoro.»
Oppure: «Quando andrò in pensione mi rifarò di tutto. Mancano pochi anni e poi investirò i miei risparmi in una casetta al mare e finalmente farò quello che mi piace... »
Spesso rinviamo a un altro momento, le cose che avremmo voglia di fare oggi, le posticipiamo per mille motivi... Ma la vera domanda è: arriviamo a fare veramente queste cose? La risposta, il più delle volte, è un NO.
Le persone che dividono la vita in fasi e momenti temporali partono dal presupposto di avere pieno controllo sul tempo e sulle situazioni, ma come fanno a sapere che vivranno tanto a lungo per godersi la pensione in salute o che la vacanza trascorrerà esattamente come pianificato?
Ripensiamo ora a quante volte ci siamo detti: «Che bello essere qui e fare ciò che sto facendo. Come è bella questa mia vita e quanti momenti indimenticabili mi regala ogni giorno». Ci capita spesso di dirlo? Anche in questo caso la riposta, il più delle volte, è un NO.
Vi siete mai chiesti perché quando facciamo quello che ci piace stiamo bene? La risposta potrebbe essere: perché siamo totalmente concentrati e immersi nel momento presente, l’unico momento che, se vissuto con pienezza, può farci stare bene.
Invece, passiamo le giornate come se vivessimo alla continua ricerca di qualcosa che è lì, a pochi passi da noi, ma non riusciamo mai a fare nostro del tutto. Allo stesso tempo, ci lasciamo sfuggire dalle mani ciò che abbiamo e che sarebbe già nostro.
La bellezza unica del momento presente.
Iniziamo quindi a pensare che, a prescindere da ciò che ci è accaduto ieri, da ciò che ci capiterà domani, è bello che esista il momento preciso in cui siamo ora, perché è l’unico che possiamo vivere, l’unico in grado di farci stare bene se lo viviamo a pieno e lo riconosciamo come tale.
Si tratta di accettare il momento presente senza giudizio, senza volerlo per forza confrontare con il passato e senza troppe aspettative nei confronti di un futuro che neppure sappiamo se mai arriverà.
È importante ricordare che ogni momento è unico, arriva, se ne va e non torna più. Possono esserci momenti simili tra loro, migliori o peggiori, divertenti o tristi, ma quello appena passato è comunque un momento che non tornerà mai più. Inutile sprecare energie per trattenere qualcosa che non può essere trattenuto.
Un secondo, un giorno, un’ora, nella loro essenza non sono né belli, né brutti. Esistono e basta. Sono “belli” semplicemente perché esistono.
Ciò che accade in uno specifico momento della nostra vita è relativo.
Il momento diventa più o meno importante in base a cosa ne facciamo e a come decidiamo di viverlo…
Matteo Tessarotto Coach - Coaching e Formazione
👉 Per leggere tutto l’articolo http://www.karatedomagazine.com/.../1-principio-per-una.../

33• Trofeo Sgonico del 31 Maggio 2026Risultati gara di Kata: Emma Bello 1^🥇 Gaia Zolli 1^🥇Samuele Feregotto 2°🥈Debora Si...
06/06/2026

33• Trofeo Sgonico del 31 Maggio 2026

Risultati gara di Kata:

Emma Bello 1^🥇
Gaia Zolli 1^🥇
Samuele Feregotto 2°🥈
Debora Simonitto 2^🥈
Alba Miatto 2^🥈
Bello Noah 2°🥈
Arianna Del Do’ 3^🥉
Iris Barbagallo 3^🥉
Viola Spizzamiglio 4^🏅
Tommaso Barberio 4°🏅
Giacomo Di Filippo 5°🏅
Anna Zortea 5^🏅

Risultati gara di Kumite:

Viola Spizzamiglio 1^
🥇
Gaia Zolli 1^🥇
Debora Simonitto 2^
🥈
Miatto Alba 2^🥈
Emma Bello 3^🥉
Arianna Del Do’ 3^🥉
Samuele Feregotto 4°🏅

Coach:
Istr. Alessio Bellantuono

Siete stati tutti bravi. L’importante non è vincere ma mettersi in discussione e fare bene sempre.

La nostra Società si è classificata 6^ su 15 Società partecipanti conquistando 124 punti.

Il buon lavoro premia sempre. Grazie a tutti: tecnici, atleti e genitori!

31/05/2026

Si è svolta oggi la Gara Internazionale 33 Trofeo Sgonico (TS) con la collaborazione di Fikta Fvg / Libertas. 211 partecipanti / 400 in categoria. Hanno preso parte Italia, Slovenia e Croazia.

Il Messaggero Veneto dedica uno spazio al nostro Dojo. Grazie e congratulazioni ai nostri Allievi.
28/05/2026

Il Messaggero Veneto dedica uno spazio al nostro Dojo. Grazie e congratulazioni ai nostri Allievi.

Shingitaikan Karate-Do: nomina di un nuovo Istruttore Fikta e promozione al grado superiore (Cintura Nera Secondo Dan) p...
18/05/2026

Shingitaikan Karate-Do: nomina di un nuovo Istruttore Fikta e promozione al grado superiore (Cintura Nera Secondo Dan) per Alessio Bellantuono. Inizia un nuovo percorso. Congratulazioni Alessio.

Coppa Italia Fikta Faenza (Ra) 25 aprile 2026.Trasferta positiva per la nostra società che si è presentata all’appuntame...
07/05/2026

Coppa Italia Fikta Faenza (Ra) 25 aprile 2026.

Trasferta positiva per la nostra società che si è presentata all’appuntamento nazionale “Coppa Italia Fikta” dedicato agli allievi che hanno grado fino a cintura blu e master marroni e nere.

La nostra società ha centrato due ori. Questi i risultati:

🥇 Emma Bello 1^ Kata

🥇 Emma Bello 1^ Kumite

Feregotto Samuele e Zolli Gaia hanno affrontato due pool di atleti difficilissime e tra le più partecipate e numerose. Insomma molto combattute sul piano agonistico. In ogni caso si sono classificati nella prima decina di atleti nelle specialità Kata e kumite ben figurando e facendo piazzare la nostra ASD tra le società di prestigio a livello italiano.

Grazie per l’impegno a:

Emma Bello
Samuele Feregotto
Gaia Zolli

Avanti tutta SHINGITAIKAN
Karate-Do

Indirizzo

Palestra Seminterrata C/o Palazzetto Via Udine 17
San Daniele Del Friuli
33038

Orario di apertura

Lunedì 18:00 - 21:00
Giovedì 18:00 - 21:00

Telefono

+393513210679

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando ASD Shingitaikan Karate-do pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi