Fabrizio Benente Scritture

Fabrizio Benente Scritture Racconti e scritture da Appunti di Viaggio, Radio Orwell, Mala Morte a San Nicolao e tanto altro

Segnalo a quanti interessati che  l'articolo "Osservazioni sulla cristianizzazione di Genova,  sulla funzione delle chie...
09/05/2026

Segnalo a quanti interessati che l'articolo "Osservazioni sulla cristianizzazione di Genova, sulla funzione delle chiese di San Siro e San Lorenzo e sul luogo di sepoltura dei primi vescovi ", pubblicato su Archeologia Medievale LII.1 (2025) è disponibile in open access al seguente link:

https://www.insegnadelgiglio.it/prodotto/archeologia-medievale-lii-1-2025/?fbclid=IwY2xjawRrc_xleHRuA2FlbQIxMABicmlkETF4dXNhaW1zbU5kaEVoNUZnc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkY4OuiYoca2xISz9flh7i0tAQ-msMuIoEvMLJnv3NI1UQNP37JvkDocEAZA_aem_cjokqzN7GEfJ41cLGplIOA

Anno di stampa: 2025 ISBN: 9788892854338 e-ISBN: 9788892854345

 Buona Festa di Liberazione. -----------------La democrazia, la formazione e la comunicazione richiedono una cura costan...
25/04/2026



Buona Festa di Liberazione.
-----------------
La democrazia, la formazione e la comunicazione richiedono una cura costante: non una liturgia civile da celebrare a parole, ma una manutenzione quotidiana, spesso ingrata e quasi mai premiata. Eppure, è lì che si regge una società di cittadini. Il civismo non è una postura educata: è il lavoro minuto e ostinato che impedisce alla democrazia di degradarsi in pura gestione del consenso. Servirebbe un abaco minimo di regole che nessuna maggioranza possa trattare come ferraglia da rottamare quando intralcia il cammino. Perché il punto è semplice: le regole comuni valgono se restano tali. Se una parte le dichiara obsolete e pretende di riscriverle da sola, non sta modernizzando il sistema; sta truccando il gioco e incrinando il patto che tiene insieme la convivenza democratica. Ogni maggioranza ha il dovere di governare. Ma governare non significa ridefinire ogni volta il perimetro del campo di gioco. Non significa scambiare il mandato ricevuto per una licenza di occupazione. Qui si misura anche la povertà culturale di una parte della classe politica: più interessata alla presa degli spazi che alla qualità delle istituzioni, più incline alla fedeltà che alla competenza, più portata a presidiare rendite. E qui si consuma il disamoramento dei cittadini verso la partecipazione pubblica. Non è solo apatia: è sfiducia indotta, alimentata ogni volta che il cittadino viene percepito non come soggetto da coinvolgere, ma come massa da attivare, spostare o silenziare secondo convenienza e contingenza. Quando la politica diventa propaganda permanente, tattica e fedeltà di schieramento, il civismo arretra. Il cittadino smette di sentirsi parte attiva e si riduce a spettatore stanco. È esattamente ciò che conviene a ogni potere opaco: cittadini indifferenti, partecipazione bassa, spirito critico ridotto al minimo. Una democrazia di spettatori è una democrazia svuotata, dove il rumore prende il posto del confronto e la mobilitazione sostituisce la partecipazione. Per questo informazione, formazione e diritto non sono settori separati, ma i tre pilastri della convivenza democratica. L’informazione libera rende visibile ciò che il potere preferirebbe tenere in ombra. La formazione costruisce coscienze più libere e meno manipolabili. Il diritto ricorda che non tutto ciò che è numericamente possibile è anche giuridicamente legittimo. Sono principi che, nella storia italiana, trovano una radice precisa nei valori della Liberazione: libertà contro oppressione, dignità contro paura, cittadinanza contro sudditanza. Per questo, quando la politica prova a ridimensionare la memoria o a riscrivere il passato, non compie solo un’operazione culturale discutibile: apre un rischio democratico concreto. Proprio per questo occorre una cura permanente della democrazia. Occorre civismo nel suo significato meno ornamentale e più esigente: difendere le regole, presidiare i limiti costituzionali, respingere l’occupazione politica degli spazi di garanzia, scegliere la verità contro l’indifferenza. Ricordare la Liberazione non è un esercizio rituale, ma un atto di vigilanza civile: significa ricordare da dove nasce la nostra democrazia e quanto facilmente possa essere svuotata, se i cittadini smettono di difenderla.

In pochi giorni "Dal Ciclostile all'Open Access. La prima serie del Notiziario di Archeologia Medievale (1971-1974)" ha ...
02/04/2026

In pochi giorni "Dal Ciclostile all'Open Access. La prima serie del Notiziario di Archeologia Medievale (1971-1974)" ha raggiunto i 1400 download gratuiti dal sito della Genova University Press, la casa editrice della Università di Genova. Ringrazio tutto lo staff per la consueta competenza e operatività.

Il libro è disponibile in open access al seguente link
https://gup.unige.it/sites/gup.unige.it/files/2026-03/Dal_ciclostile_alla_risorsa_in_Open_Access_ebook.pdf

Dal ciclostile alla risorsa in Open Access: La prima serie del Notiziario di Archeologia Medievale (1971-1974)Il libro è...
26/03/2026

Dal ciclostile alla risorsa in Open Access: La prima serie del Notiziario di Archeologia Medievale (1971-1974)
Il libro è appena pubblicato e reso disponibile sul sito della Genova University Press al seguente link:

https://gup.unige.it/Dal-ciclostile-alla-risorsa-in-Open-Access

Il volume rende disponibili i primi 10 fascicoli del Notiziario (1971-1974), ormai poco reperibili e, spesso, citati solo di “seconda mano”.
Chiedo la cortesia di non far girare direttamente il pdf, ma di indicare alle persone interessate il link alla scheda reperibile sul sito della Genova University Press. Qualsiasi utente interessato potrà scaricare gratuitamente la versione digitale.
Un cordialissimo saluto e buona lettura





 Nel maggio del 2025, il Il Secolo XIX  ha pubblicato una mia intervista allo storico israeliano Benjiamin Kedar.  Il te...
17/03/2026



Nel maggio del 2025, il Il Secolo XIX ha pubblicato una mia intervista allo storico israeliano Benjiamin Kedar. Il tema centrale dell'intervista era la guerra di Gaza e lo sterminio della popolazione civile palestinese. In un passaggio, Kedar commentava il tentativo governativo di riforma della giustizia. Mi pare possa essere di stimolo a riflettere, proprio nei giorni in cui qualcuno afferma che con il voto si potrà "togliere di mezzo la magistratura" e - se serve - si potrà usare il consueto "clientelismo".

Ecco cosa diceva Kedar il 25 maggio 2025, parlando ovviamente del suo paese: "Si porta avanti una politica che mira a indebolire il sistema giudiziario e a rafforzare il ramo esecutivo. Il capo del governo è sotto processo per corruzione, frode e violazione della fiducia, e ha quindi un ovvio interesse a controllare il sistema giudiziario. Ricordo che il nostro sistema giudiziario, finora indipendente (retaggio del periodo in cui gli inglesi governavano il Paese), è uno dei pochi controlli e contrappesi contro un governo arbitrario e autoritario."

Non servono altri commenti.

Università di Genova

  non può essere un’etichetta ornamentale. Se si apre uno spazio con questo nome, bisogna poi abitarlo con coerenza.Pier...
14/03/2026

non può essere un’etichetta ornamentale. Se si apre uno spazio con questo nome, bisogna poi abitarlo con coerenza.

Piero è mancato da due anni. Ho pensato spesso che la sua essenza viva, semplicemente, in una dimensione che io non posso percepire. O forse lo custodisco nel ricordo: continuo, quotidiano, permanente. La percepisco soprattutto nell’assenza di un dialogo durato cinquantasette anni. Non è stato sempre facile, almeno fino ai miei trent’anni. Per un periodo è stato un conflitto, anche brutale. Era il tempo del mio crescere, del distinguermi, dell’affermarmi. Dopo i trenta tutto è diventato naturale, esclusivo. Piero era molto più sensibile di me, ma indossava una corazza di puro diamante. Mio padre era più coerente di me, ma sceglieva di dissimulare per autodifesa. Raramente sono arrivato dove stava lui; molto più spesso è stato lui ad arrivare dove stavo io, anche solo con una parola, con uno sguardo. Un padre ti può lasciare libero di essere, e lui, anche con fatica, lo ha sempre fatto. Ci sono ricordi così intimi che non posso tradurre in racconto. C’è un mazzo di lettere “air mail” che gli ho scritto quando avevo dieci o dodici anni e lui era navigante. Sono ancora nel suo cassetto. Non le voglio rileggere. Lui le conservava, io ne ho un tenue ricordo. Devono necessariamente restare in un limbo. Piero mi ha trasmesso valori permanenti, fino all’ultimo momento. In ospedale, non ha mai fatto trapelare una parola di paura. All’inizio c’era rabbia, poi forse accettazione del tempo finito. Non c’è stato un commiato, ed è una delle cose che mi resterà insoluta per sempre. In uno degli ultimi dialoghi mi ha detto: “Diventerai l’uomo dei boschi e dei cani”. Non so se, in quel momento liminare del nostro rapporto, abbia voluto suggerirmi cosa sarei diventato o chi ero da sempre. So però che, da due anni, vivo anche dentro quella frase. E da lì guardo tutto con una misura diversa: gli obiettivi, la carriera, perfino le urgenze. Perché ogni impegno in più, anche quando è un dovere, toglie tempo al bosco, alla terra, ai rapporti elettivi. Toglie tempo a quella parte di me che mio padre conosceva da sempre.

...e un vecchio servizio su Tg3 Liguria
14/03/2026

...e un vecchio servizio su Tg3 Liguria

I passi avanti dell'archeologia pubblica a trent'anni dalle Colombiane, i cui lavori riportarono brevemente alla luce i moli del Quattro e Cinquecento

Tiziano Mannoni, il porto antico e il fantasma della Ripa, con un intervento di Marco Rinaldi  Università di Genova Arch...
14/03/2026

Tiziano Mannoni, il porto antico e il fantasma della Ripa, con un intervento di Marco Rinaldi

Università di Genova
ArcheoMed UniGe

Fabrizio Benente - Tiziano Mannoni e la voce del Fantasma della Ripa“Quando tutti fanno gli storici è il momento… che gli storici inizino a raccontare storie...

Coming soon
13/03/2026

Coming soon

Coming soon e da condividere appena sarà dosponibile 👍

Si tratta della ristampa anastatica dei primi 10 fascicoli del Notiziario di Archeologia Medievale (1970/1974), originariamente ciclostilati e distribuiti dall'Istituto di Paleografia e Storia medievale della Università di Genova. Il volume sarà disponibile in open access per la Genova University Press. I fascicoli sono preceduti da una prefazione di Enrico Zanini, da un saggio di Fabrizio Benente e da indici curati da Andrea Pollastro.

ArcheoMed UniGe

Coming soon e da condividere appena sarà dosponibile 👍Si tratta della ristampa anastatica dei primi 10 fascicoli del Not...
13/03/2026

Coming soon e da condividere appena sarà dosponibile 👍

Si tratta della ristampa anastatica dei primi 10 fascicoli del Notiziario di Archeologia Medievale (1970/1974), originariamente ciclostilati e distribuiti dall'Istituto di Paleografia e Storia medievale della Università di Genova. Il volume sarà disponibile in open access per la Genova University Press. I fascicoli sono preceduti da una prefazione di Enrico Zanini, da un saggio di Fabrizio Benente e da indici curati da Andrea Pollastro.

ArcheoMed UniGe

San Nicolao di Pietra CòliceIndagine archeologica su un caso di omicidio. Morte violenta e “mala morte” nella Liguria me...
12/03/2026

San Nicolao di Pietra Còlice
Indagine archeologica su un caso di omicidio. Morte violenta e “mala morte” nella Liguria medievale.

Libro che si trova sicuramente con maggior facilità, anche on line e in versione digitale.




Indirizzo

Via Nascio 21
San Colombano Certenoli
16040

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Fabrizio Benente Scritture pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Fabrizio Benente Scritture:

Condividi

Digitare