14/03/2026
non può essere un’etichetta ornamentale. Se si apre uno spazio con questo nome, bisogna poi abitarlo con coerenza.
Piero è mancato da due anni. Ho pensato spesso che la sua essenza viva, semplicemente, in una dimensione che io non posso percepire. O forse lo custodisco nel ricordo: continuo, quotidiano, permanente. La percepisco soprattutto nell’assenza di un dialogo durato cinquantasette anni. Non è stato sempre facile, almeno fino ai miei trent’anni. Per un periodo è stato un conflitto, anche brutale. Era il tempo del mio crescere, del distinguermi, dell’affermarmi. Dopo i trenta tutto è diventato naturale, esclusivo. Piero era molto più sensibile di me, ma indossava una corazza di puro diamante. Mio padre era più coerente di me, ma sceglieva di dissimulare per autodifesa. Raramente sono arrivato dove stava lui; molto più spesso è stato lui ad arrivare dove stavo io, anche solo con una parola, con uno sguardo. Un padre ti può lasciare libero di essere, e lui, anche con fatica, lo ha sempre fatto. Ci sono ricordi così intimi che non posso tradurre in racconto. C’è un mazzo di lettere “air mail” che gli ho scritto quando avevo dieci o dodici anni e lui era navigante. Sono ancora nel suo cassetto. Non le voglio rileggere. Lui le conservava, io ne ho un tenue ricordo. Devono necessariamente restare in un limbo. Piero mi ha trasmesso valori permanenti, fino all’ultimo momento. In ospedale, non ha mai fatto trapelare una parola di paura. All’inizio c’era rabbia, poi forse accettazione del tempo finito. Non c’è stato un commiato, ed è una delle cose che mi resterà insoluta per sempre. In uno degli ultimi dialoghi mi ha detto: “Diventerai l’uomo dei boschi e dei cani”. Non so se, in quel momento liminare del nostro rapporto, abbia voluto suggerirmi cosa sarei diventato o chi ero da sempre. So però che, da due anni, vivo anche dentro quella frase. E da lì guardo tutto con una misura diversa: gli obiettivi, la carriera, perfino le urgenze. Perché ogni impegno in più, anche quando è un dovere, toglie tempo al bosco, alla terra, ai rapporti elettivi. Toglie tempo a quella parte di me che mio padre conosceva da sempre.