14/05/2026
PERCORSO e RICORDI
Iniziai a praticare Ju Jistu a 14 anni nel 1992 con un caro amico all’epoca 4ׄ° dan e poi passai all’ Aikido nel 1994 con il Prof. Angelo Guerrieri, sotto la direzione dell’ Aikikai Italia, nel 1996 il mio maestro decise di seguire il M° Kaoru Kurihara (responsabile didattico della sede centrale dell’Aikikai d’Italia di Roma da settembre 1990 a marzo 1996) che aveva fondato la Sua Arte Marziale: lo SHINKIDO.
Questa Arte mi affascino’ sin dal principio, finalmente avevo trovato cio’ che cercavo: un Maestro valido, giapponese, con uno stile Unico e con un grado tecnico di altissimo livello, specializzato nel movimento marziale.
I primi anni, molto intensi, esercizi tradizionali, allenamenti mirati e concetti molto interessanti da studiare ed applicare. Lo studio delle armi tradizionali come Bokken (spada di legno), Jo (bastone lungo) e Tanbo (bastone corto) avevano reso questa Arte marziale un connubio perfetto e completo per un processo di apprendimento.
Ricordo con molto piacere tutti gli stages e le lezioni private delle cinture nere, un’ora e mezza lezione dal 3° dan in poi e un’ora e mezza lezione dal 1° a 2° dan, poi per tutti, stage di 3 ore.
Sono stati anni molto intensi, dal 1996 al 2023 + 2024 (nel mio caso), 28 anni di Shinkido sotto la guida di un grande Maestro che ha cercato di coltivare i nostri cuori, di far uscire la parte migliore di ognuno di noi, conoscendo le nostre fragilita’.
Potrei scrivere un libro (e non basterebbe) per raccontare questo percorso e per descrivere tutti i momenti passati insieme con i colleghi e amici di pratica.
Mi diceva sempre: “Lei, troppo razionale” Poi rilasciava un sorriso contagioso e vedevi nei suoi occhi, il calore di un padre che voleva farti crescere.
Non ero sempre in accordo con tutto cio’ che pensava o diceva, ma questo e’ fisiologico, avere punti di vista differenti su alcuni argomenti, allo stesso tempo ho sempre cercato di capire ed approfondire determinati insegnamenti.
Nel 2008, ancora con il grado di A Shodoshi (1° kyu), il Maestro mi chiese di aprire un Dojo (Shinkido Club sez.12) mentre il mio primo maestro stava lasciando l’Italia e voleva che continuassi io.
Onestamente non mi sentivo assolutamente in grado ed avevo paura della nuova strada, mi sentivo come se non avessi piu’ un riferimento, il riferimento (per il nuovo gruppo) dovevo essere io da li’ in poi.
Il 2 Febbraio 2009 Kurihara mi conferisce la tanto attesa cintura nera, 1° dan e capii che da quel momento iniziavo veramente a studiare, era l’inizio. Non il raggiungimento di un traguardo!
Sempre nel 2009 il Maestro mi regalo’ un Kanji che rappresenta un augurio e protezione per la nuova strada, conservero’ quel Kanji fino alla morte avendone cura come un oggetto sacro.
Tornando alla pratica, ma quanto era bello stare tutti insieme! Gli stage piu’ belli per me erano gli AIKI RENSEI ad Assisi, in mezzo alla natura per tre giorni, facendo Misogi (禊) un antico rituale shintoista di purificazione sotto la cascata. Lo studio delle armi e gli esercizi di Tensa gyo (concentrazione e meditazione).
Tutti ci aiutavamo a preparare per il pranzo e la cena, avevamo quella giusta etichetta di rispetto e di collaborazione reciproca, ci ritrovavamo la sera a bere birra, a parlare e a condividere esperienze, si dormiva in tenda, si rideva, si scherzava, si creava calore.
Mi ricordo solo un unico litigio con il Maestro ad Assisi che ora conservo con molto affetto, una divergenza per una questione culturale, poi mi avevano spiegato il senso ma io al momento non capii.
Il giorno dopo ero intenzionato a lasciare quello stage, entrai molto presto al tempio per fare colazione, preparare le mie cose ed andarmene. Ma incontrai il Maestro che gia’ era li…panico.
Mi disse: “Lei deve andare sempre avanti per la sua strada, non e’ facile litigare con me”. Poi mi mise la mano sulla spalla e disse: ”Lei sta andando molto bene, dobbiamo superare le difficolta’ e andare avanti”.
La sera bevemmo sake’ insieme e da quel giorno ho iniziato ad allenarmi molto piu’ intensamente.
Caro Maestro, io conservero’ per sempre tutti gli inestimabili insegnamenti che ho ricevuto sotto la Sua guida. Facendo anche fede a cio’ che diceva a tutti noi allievi (che ognuno deve praticare, esprimersi secondo il proprio cuore, spirito, carattere, conformita’) dopo la Sua morte ho deciso di staccarmi dalla scuola madre per creare lo Shin Jitsu e continuare i suoi insegnamenti marziali che si basavano fondamentalmente sulla RICERCA, sulla apertura e NON sulla chiusura!
Se ogni tanto vuole darmi qualche colpo di bastone dal cielo, io lo accetto volentieri 😊
14.05.2026 M° Simone Rosetti > Shin Jitsu Martial Art