23/08/2022
Carlo Magnaghi ha chiuso ieri sera la sua avventura in 59 ore e 30 minuti. Dopo l'Alpitica, ora anche l'Alpedetz è entrata nel suo Palmares di tutto rispetto!
Complimenti Carletto! 🔝🔝🔝
Vi invito a leggere le sue parole. Mi rendono orgogliosa e felice di aver regalato un'esperienza indelebile! Grazie ❤️
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“Chi mi ama mi segua”
dico a mia moglie sorridendo…
e lei replica “dove vai?”
….”Alpedetz” rispondo risoluto.
Mi moglie dopo un attimo di silenzio: “ok ti penseremo intensamente mandaci le foto😘”
https://sites.google.com/view/alpedetz/home-page?authuser=0
L’Alpedetz non è solo un percorso in bicicletta, è una condizione mentale che si attiva, ti stimola, ti fa stare bene e ti sprona, quando oltrepassi i 2000 metri di quota, dove il bosco lascia il posto alle praterie alpine per intenderci, dove gli spazi sono vasti e maestosi, quando oltre al cuore che ti p***a in quota, serve anche la testa per ascendere, a cavallo tra Francia e Italia sulle dieci “stelle alpine” tra le più belle e suggestive di tutto il panorama ciclistico, nel percorso disegnato dalla bellissima e preziosa anch'ella stella alpina Barbara Toscano.
Scalare in bici in successione Sampeyre, Agnello, Izoard, Vars, Allos, Des Champs, Cayolle, Bonnette, Lombarda, Fauniera, in modalità randonneur in totale autosufficienza entro un limite di tempo massimo di 60 ore dalla partenza ed arrivo dalla pregiata Saluzzo, ti si deve innescare qualcosa nella testa, per forza… ti si attiva l’Alpedetz e vai.
Oltre 15000 metri il dislivello positivo in 600 km in sella alla bici.
Sampeyre, Agnello, Izoard sono già alle mie spalle, sabato 20 agosto è andato, ore 00.49 di domenica, mi trovo a 1630 metri di quota, mancano 9 km alla vetta del Col du Vars, sono in buona compagnia delle stelle, mi guardano da lontano tra aria frizzante e profumo di fieno, 238 km pedalati con poco meno di 7000 metri di ascesa, guardo il telefono, un elettromessaggio di mia moglie è serafico, incisivo e mordace:
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Colpito nel vivo dei miei timori da randonneur sono in difficoltà emotiva, non sono ancora in zona Alpedetz, il cuore p***a ma la testa non risponde, è finita, non riesco piu’ a pedalare.
Ore 01.16, 1800 metri di quota a 6 km dal colle, rispondo a mia moglie: “...sono stufo ho capito che non serve a nulla… E’ meglio stare a casa con voi. Domani rientro” inviandole la foto della fermata dell’autobus Sky-bus Vars, tutta in legno. Fuori il sacco a pelo; sudato mi infilo, non va bene, salto fuori rabbrividito mi cambio, almeno sono asciutto, la testa non gira ha i rapporti sbagliati per gestire la fatica mentale, mi nascondo dietro la bici, provo a riposare. Ogni tanto passa un auto, non dormo e mi domando ma dove diammine andranno di notte tutte queste persone in auto sul Col du Vars? Rimarrà un mistero, una certezza gli indolenzimenti per la addiaccio umida postura alpina sulle tavole di legno della fermata del bus.
Passano 4 ore infinite, fredde e pesanti, arriva un nuovo messaggio elettrico di mia moglie, sempre presente nei momenti di scoramento, lei è il mio punto fermo. Leggo:
..mi si accende un fuoco dentro che mi asciuga l’umidità e mi riscalda, S come Super, S come Scaldamozzi, mi stavo dimenticando di questo mio acronimo che a volte alza la mia autostima e a volte mi rende umile, ora è il momento di riscaldare i mozzi perdindirindina!
Mi si attiva l’Alpedetz
prima dei 2000 metri, fantastico.
Ore 6.54 cima del Col du Vars, confondo sunrises con sun sets mentre cercavo una rima con Alpedetz, va bene uguale l’errore è solo grammaticale (due le albe durante gli scollinamenti indimenticabili).
Ore 10.26 Col D’Allos, ore 13.34 Col des Champs, ore 16.37 Col dela Cayolle.
Mi ristoro a Barcellonette.
Pedalare che è già lunedi!
Eccola la cima del tetto d’Europa, arrivare in cima a 2800 metri in bici alle 7,25 del mattino dopo l’ascesa incominciata con orari di “bonattiana” memoria, ripaga la perseveranza e scorre autostima, riuscirò a completare il giro in 60 ore? La faina che mi attraversa la strada agile mi ricorda i miei trascorsi ciclistici....Ma come fanno gli amici randonneur? Senza mai fermarsi? I Pacifico, i Bianchini, i Wally e i Vaghi, il Ciclofachiro, e tutti gli altri Superrandonneur? Avranno anche loro un’Alpedetz nella testa? Irraggiungibili i loro traguardi, ora penso al mio di traguardo e pedalo e spingo, ore 11,39 Colle della Lombarda, ore 16.22 scollino sull’infinito e durissimo Fauniera da Demonte.
Partito da Saluzzo alle 7 del mattino di sabato 20 agosto, dopo 15000 D+ e 600km ritorno a Saluzzo 59 ore e mezza dopo. Omologato Randonneur.
Non ho visto un filo di neve.
Iscrivetevi in modalità turistica o modalità randonneur e pedalate sulle strade dell’Alpedetz, fate le vostre foto ed inviatemele! Troppe le emozioni e le immagini che mi sono sobbalzate addosso, uno tzunami di pietra alpina indimenticabili, soprattutto perchè dovrete azionare ancora una volta la mano sinistra sul deragliatore per attraversare Saluzzo nel finale di percorso, solo Barbara poteva impreziosire così il finale di questa indimenticabile avventura!
E poi i profumi e l'aria fresca non si possono condividere sui social😅
Ps: mio figlio sottile mi prendeva in giro, anche lui mi scriveva