19/05/2026
Carlucci Travel 2006 – 9 maggio 2026
Lago di Campotosto – Bussi sul Tirino
Sorprese, sorprese e sorprese
PERCHE’ IL VIAGGIO E’ FIDUCIA
Il terzo giorno è a SORPRESA. Inizia con 81,83 km e dislivello non elevato, ma è seguito da 16 km con 517 mt di dislivello, con pendenze che toccano il 16%. Ed ha un tratto finale di 4km sterrato, non ben definito dalla nostra guida. Ci godiamo il lungolago fermandoci ad ammirare i panorami. Di buon passo ed in discesa scendiamo a L’Aquila, ammirandola dall’alto, nella valle. Ci entriamo dalla medievale Porta Rivera per fermarci alla fontana delle 99 cannelle. La ripartenza da fermi è un’impresa, Via Borgo Rivera si impenna con pendenze impossibili, imprechiamo a bassa voce. Percorriamo Viale di Collemaggio per raggiungere la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dalla splendida facciata. Conserva il Mausoleo di Papa Celestino V, che qui fù incoronato. Arriviamo in tempo alle Grotte di Stiffe dove mi rassicurano che gli ambienti sono monumentali senza stretti cunicoli da attraversare. L’ambiente carsico è stato prodotto dal Rio Gamberale un fiume sotterraneo che dà vita a cascate e laghetti. Al termine della visita, in fretta, oggi a Carlucci è montata l’ansia, raggiungiamo il ristorante, dove incontriamo alcune sue amiche (Carlucci è popolare presso tutti gli escursionisti del centro Italia). E dopo un fardello di ravioli sullo stomaco ci dirigiamo alla partenza della seconda frazione, Acciano-Bussi sul Tirino. La SORPRESA inizia subito, con un salto di 577mt su 8km. A San Benedetto in Perillis alcuni locali si meravigliano dell’ultimo tratto del percorso, perché non lo conoscono. Noi fiduciosi, riprendiamo il cammino, PERCHE’ IL VIAGGIO E’ FIDUCIA (cit. Jovanotti). A me Perillis ricorda il Periglio, anche se la storia dice che non è così. Giungiamo così all’imbocco di uno sterrato che Carlucci dice di non aver avuto modo di verificare, ma che comunque è un sentiero del CAI. Ad un avvio percorribile si succede un fondo sempre più pietroso e ripido, con cartelli di una precedente gara di enduro. Bussi si vede in lontananza nella valle, dobbiamo percorrere 4km a piedi con le bici che slittano sempre di più sulle pietre. Tenerle, sovraccariche delle borse, è un’impresa, perché più volte ci vengono addosso travolgendoci. Arriviamo dopo non poche scivolate in prossimità di Bussi, Ma Camilla e Rino mancano. Un giro di telefonate per apprendere che le difficoltà li hanno rallentati. Ma per fortuna riescono a venirne fuori. A Bussi soggiorniamo presso l’Ostello della associazione il Bosso, attiva sul territorio con escursioni ed accoglienza. Molto consigliata. Bussi è carina. Ci rilassiamo con una birra gentilmente servita da una ragazza italo-argentina e perdoniamo Carlucci per questa sua PINOCCHIATA.
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