15/05/2026
CARLUCCI TRAVEL DAY 2
Carlucci Travel 2006 – 8 maggio 2026
Ascoli Piceno – Lago di Campotosto
86.99 km 6:00:45 14.5 km/h 1,689mt
Distanza Tempo Velocità media Ascesa totale
BELLEZZA E ROVINE
Tappa impegnativa, lunga e con buon dislivello. Ripercorre tratti del percorso del “Cammino delle Terre Mutate”, attraversando Arquata del Tronto, Accumuli ed Amatrice, distrutti dai terremoti del 2016 e 2017. All’uscita di Ascoli incontriamo Anna, di Tortona, pedala agevolmente una bici con due borse enormi; è diretta ad Amatrice e quindi si accoda. Percorriamo la Salaria Vecchia, la romana via del Sale che collega Roma con l’Adriatico. Attraversa ripetutamente il Tronto e suoi affluenti con ponti ancora presenti.
Il paesaggio diventa sempre più spettacolare, man mano che ci addentriamo nella valle di Amatrice. Incrociamo un australiano e due francesi che pedalano in estrema semplicità, senza tanti di quegli accessori che noi ci siamo premurati di portar dietro.
Giungiamo al Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, alcune cime sono innevate, e da li’ ad Arquata del Tronto, dove sono evidenti i segni del terremoto. Il paesaggio è costellato di gru, numerosi sono i cantieri di palazzi in via di ricostruzione e di urbanizzazione primaria. E non c’è nessuno per strada…… Solo camioncini e furgoni di imprese edili.
Poco più in là, alla prima spianata, costeggiamo quelle che sono le abitazioni provvisorie degli abitanti di Arquata, divenute, dopo 10 anni, permanenti. La Salaria Vecchia qui è interrotta, un cartello ne indica la Zona Rossa, interdetta al transito. Una pattuglia di carabinieri ci suggerisce di proseguire per la Salaria Nuova, tornando indietro.
Entriamo in Lazio e, costeggiando il lago di Scandarello giungiamo ad Amatrice.
La strada per Accumuli era chiusa e Pescara del Tronto non esiste più.
Amatrice aveva un ospedale. Lo stanno ricostruendo su un costone della strada di ingresso, sulla quale, quasi ironicamente, vediamo transitare una serie di Ferrari e Porsche.
Il cantiere di Amatrice. Le parole sono superflue.
Uno stop per ristorarci è però d’obbligo. Riprendiamo per il Lago di Campotosto. A Corniello Nuovo le rovine di un crollo sono state coperte da una scritta (“siamo tosti”) ed un tappeto di riquadri fatti a maglia.
Dario Carlucci, la nostra guida ci indica un punto panoramico sulla salita, che pian piano ci porta al Lago, lungo 11 km.
Un cane festosamente ci accompagna fino al ristorante ostello Serena, unico sul lago, dove ceniamo con buone pietanze tradizionali e passiamo la notte.
Era da tempo che volevo visitare questi luoghi, sul “Cammino delle Terre Mutate”, grazie Dario Carlucci. L’esperienza è forte. Ma abbiam trovato gente fiera e, come si è definita, “tosta”. Mi chiedo sempre come avrei reagito io ad un tal disastro…ripetutosi nel tempo.
Restate connessi…
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