14/06/2026
Grazie per l'articolo e vogliamo approfondire alcuni aspetti.
La tutela degli animali selvatici e la sicurezza stradale sono due problemi che potremmo risolvere se fossimo più empatici e consapevoli.
Le soluzioni ci sono! Eppure continuiamo a costruire in modo cieco e irresponsabile, invadendo le loro case: boschi, campi, corridoi faunistici.
Le nostre strade frammentano gli spazi verdi e agricoli.
In pratica, gli animali selvatici vengono spostati dal nostro agire invasivo, dal movimento terra, soprattutto lungo i corsi d'acqua (veri corridoi ecologici). Ignoriamo tutto ciò che la natura ha costruito, per modificarlo a nostro uso e consumo.
Riceviamo ogni giorno telefonate di cittadini che si lamentano: bisce in cortile, ricci, conigli, volpi, tassi o caprioli nel giardino.
E noi a spiegare che magari quel giardino è stato costruito proprio tagliando una traiettoria faunistica o dove prima c'era del verde.
Ci mandano foto di scene tristi e si chiedono il “perché”.
La risposta è semplice e la ripetiamo sempre: stiamo costruendo nelle loro case!
Li stiamo accerchiando, spostando, mobilitando con il nostro modo di vivere poco attento e per nulla rispettoso.
Stesso discorso può essere fatto per le strade.
Quando va bene, l’automobilista si gode una scena bellissima: un capriolo che attraversa, una volpe con i cuccioli, anatre con i piccoli. Se è attento e rispettoso, l’impatto non avviene. Ma se guida distratto e veloce, con campagna, canali o alberi da entrambi i lati, senza pensare che un animale possa spuntare all’improvviso, allora succede il peggio!
E spesso a pagare di più è l’animale.
Apri il navigatore mentre vai verso la tua meta e guardati intorno. Vedrai tante macchie verdi spezzate da case e strade. In quel momento mentre guidi hai il dovere di essere più attento e meno distratto.
Allarga l’immagine per un attimo: cosa trovi? Campagna, aree verdi, parchi, corsi d’acqua. Sono i luoghi dove gli animali selvatici vivono, da sempre, ora pieni di slalom e ostacoli. Sono gli stessi luoghi che noi modifichiamo.
Di esempi ne abbiamo tanti. Gli ultimi: edifici costruiti o in costruzione vicino a Loc. Torrigio, ai confini col Parco delle Rogge, poi Milano 3 (che ha frammentato un vero corridoio faunistico) e il disboscamento di impianti forestali vicino alle campagne di Milano 3, l'ampliamento dei parcheggi di Humanitas a Pieve Emanuele.
È ancora.... la manutenzione aggressiva con escavatori lungo i corsi d’acqua, fatta anche in periodo riproduttivo.
Noi naturalisti le osserviamo e le segnaliamo. Ormai ci chiamano “naturalisti da cantiere”. Le segnalazioni arrivano anche dalle sentinelle del Parco Sud. Facciamo domande agli uffici tecnici e chiediamo azioni di mitigazione almeno vicino alle strade.
Grazie al nostro intervento, l’amministrazione di Rozzano ha evitato spese per cartellonistica e dissuasori sonori e luminosi vicino a Torrigio. La società di costruzione li ha posizionati dopo nostri sopralluoghi e un confronto responsabile.
Ma questo dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Ogni impresa che costruisce vicino a spazi verdi dovrebbe prendersi l’onere di sollevare le amministrazioni da queste spese. E fare quello che chiamiamo “connessione alla consapevolezza”: tutelare la fauna selvatica.
Non basta chiedere alle imprese di sistemare strade, rotonde e piantare alberi. Serve un team di esperti, con i naturalisti, che studi vere azioni di mitigazione per la sicurezza degli animali e per la sicurezza stradale.
Nel frattempo, abbiamo creato auto silenziose, pericolose per cittadini e animali che non sentono l’arrivo del mezzo. E asfalti che attutiscono il suono delle ruote. Quindi frammentiamo gli spazi verdi e rendiamo le strade ancora più silenziose.
Le risposte ci sono. Costruiamo sempre di più, pensiamo ai data center ovunque, riduciamo gli spazi verdi. Non prestiamo attenzione alla guida, ignoriamo i cartelli, andiamo troppo veloci. Una delle cause principali degli incidenti.
E c’è l’aspetto morale: chi investe un animale e non si ferma, gli provoca sofferenza e terrore. Se l’animale ferito resta in strada, rischia di causare altri incidenti.
Alla base di tutto c’è l’indifferenza verso una creatura meravigliosa che aveva solo il diritto di vivere.
*Cosa si può fare, da subito*
1. *Per le amministrazioni e le imprese*: cartellonistica che segnala la fauna selvatica, dissuasori sonori e luminosi, catarifrangenti speculari che riflettono i fari verso le aree verdi. Obbligano a rallentare e avvisano gli animali.
2. *Per l’automobilista*: dispositivi a pochi euro da applicare all’auto che emettono suoni percepibili dagli animali. Oppure, ancora più semplice, nastri bianchi legati agli specchietti o all’antenna per rendere l’auto più visibile.
Noi continueremo a sensibilizzare le imprese di costruzione per sollevare le amministrazioni dalle spese e per mettere in campo azioni utili agli animali.
In Italia siamo indietro. Altri Paesi costruiscono sovrappassi e sottopassi perché sanno che il problema si può mitigare solo con azioni vere, piene di empatia.
Due cuccioli di volpe sono stati investiti nei giorni scorsi in due diversi punti tra Rozzano e Pieve Emanuele....