17/09/2024
Otsukimi e il mito di Kaguya-hime - La Luna piena d'autunno
Il mito di Kaguya-hime
La leggenda racconta di un vecchio tagliabambù che, passeggiando in un bosco, si imbatté in un uno stelo di bambù splendente nella notte. Quando lo spaccò a metà, però, al suo interno trovò una ragazza cosi minuscola che poteva stare sul palmo di una mano.
Il vecchio immaginò che fosse un dono degli dei: infatti lui e la moglie erano vecchi e non avevano potuto avere figli. Decise quindi di portarla a casa e di crescerla. Da quel momento in poi ogni volta che il vecchio tagliava una canna di bambů, all'interno ci trovava sempre una moneta d'oro, che gli permise di arricchirsi in breve tempo.
La ragazza fu chiamata Kaguya-hime, principessa splendente del bambù. Crescendo acquistò una straordinaria bellezza, al punto che le si presentarono alla porta cinque principi che la chiesero in sposa.
La ragazza stabili una competizione tra i principi, la ricerca di un tesoro impossibile da trovare: la sacra ciotola del Buddha, un ramo di un albero dal tronco d'oro e dalle foglie d'argento, la pelle di un topo di fuoco della Cina, il gioiello multicolore sulla testa di un drago e la conchiglia nascosta nella pancia di una rondine.
Nessuno portò mai a compimento l'impresa, nemmeno con l'imbroglio, e anzi uno dei principi p***e la vita nel tentativo.
Con l'avvicinarsi dell'autunno però Kaguya-hime diventava sempre più introversa. Quando il vecchio padre le chiese il motivo, lei rispose di appartenere a un altro mondo.
L'imperatore, che era uno dei suo pretendenti, la senti e, per non lasciarla andare, circondò la casa della ragazza con i soldati. Ma dalla Luna scesero dei guerrieri per proteggere la donna, che accecarono i soldati.
Quando fu il momento, gli emissari della Luna vestirono Kaguya-hime con un abito piumato appartenuto all'ancella celeste: subito i suoi ricordi della Terra svanirono. Fu attratta da una forza invisibile, che la riportò sulla Luna.
Prima di andare, Kaguya-hime aveva lasciato ai genitori la sua veste fatta di fili d'oro. Inoltre lasciò un elisir di immortalità e una lettera di addio da consegnare all'imperatore.
L'imperatore la lesse, ma fu presto da uno sconforto enorme e stabili di non voler vivere in eterno se non poteva stare con la sua amata. Per cui bruciò l'elisir sulla cima della montagna più alta del Paese, il punto più vicino alla Luna.
La montagna era il Monte Fuji. Il suo nome deriva infatti dal giapponese fushi, che significa