17/07/2018
GLI SCAPPATI DI CASA – PARTE II^
Che dire? Ci siamo lasciati in maniera trionfale a fine del campionato scorso, partendo dal settimo posto ed arrivando a vincere il campionato di Promozione del Trentino Alto Adige.
Gli scappati di casa, quella sporca dozzina che distrusse gli equilibri del basket regionale..
Ovviamente, la vera squadra minors rifiuta la serie D e rimane in promozione... impossibile pensare ad un allenamento in più, a non avere i week end liberi o peggio, a trovarsi un allenatore vero che potrebbe obiettare del fatto che scolarsi una cassa di birra nello spogliatoio dopo ogni allenamento o partita forse non è così salutare..
Quindi si riparte, qualcuno se ne va, qualcuno arriva, ma alla fine ci si trova davanti al solito gruppo della disperazione.
Il nuovo coach, un ex compagno che aveva deciso di non giocare la passata stagione per problemi di salute (nel senso che non voleva arrivare ad avere problemi di alcol), accetta l'incarico con una domanda che poi ripeterà ad ogni fine partita: “non capisco come c***o abbiate potuto vincere il campionato lo scorso anno”.
Accetta l'incarico con un obiettivo ben preciso: far smettere di giocare il quarantatrenne lungo.
Proseguiamo con il play titolare, nonché il coach della cavalcata trionfale della passata stagione. Lele, lo si è visto ridere l'ultima volta nel lontano 2010.. da quel giorno mai un sorriso ed una sana convinzione: “ne ho le p***e piene di giocare”.
Ai lati del play troviamo un lieto ritorno dopo 5 anni di inattività: Tommaso, in procinto di diventare papà decide di trovarsi un hobby per uscire di casa, nel frattempo diventa papà e con l'occasione non torna più a casa..
Dall'altra parte troviamo il biondo, il nostro top player. Si sente chiamare così da inizio anno, ma il suo sguardo è sempre confuso nel sentire quelle parole.. soltanto oggi si è “capito” che “non aveva capito” cosa volesse dire quella parola.
Sotto canestro ritorna Sergione, che per il venticinquesimo campionato consecutivo (ha venticinque anni) inizia la stagione.
Nelle ventiquattro passate stagioni durava da uno a due mesi...quest'anno arriva incredibilmente a fine anno, prendendosi qualche pausa come quando salta una partita per la cena del coro, dove ovviamente non canta o un'altra volta che non si presenta all'incontro per una cena con la morosa (che dice di avere).
L'altro lungo, Melo, il quarantatrenne. Il coach ci prova in tutti i modi, gli diminuisce il minutaggio in alcune partite, glielo aumenta in altre sperando così nell'infortunio definitivo, ma niente lui non molla e va avanti a suon di bombe con esultanza Ravanelliana e qualche zero sul tabellino che non lo abbatte.
Gli altri due fratelli biondi, si alternano in palestra facendo delle staffette quasi scientifiche tra vacanze di mesi e mezzi infortuni. Contemporaneamente in palestra non si sono mai visti, c'è chi dice che in realtà siano la stessa persona.
Poi c'è l'uomo della C.. ad inizio anno ci comunica di voler provare questa nuova esperienza in serie C e la squadra diventa una bisca: vengono accettate scommesse con pagamenti vari (in natura, in birra o in sostanze stupefacenti) sulla durata della sua esperienza.
A gennaio ovviamente ritorna a casa... ma nel frattempo nessuno ricordava più su cosa avesse puntato e quindi ci si dividono equamente i premi in natura (ovviamente autoctoni), i premi in birra e in premi in sostanze stupefacenti (anche questi rigorosamente autoctoni).
Continuando con gli esterni abbiamo i fratelli Ton. Uno dei due alla prima convocazione si presenta carico in trasferta, convinto di potersi giocare le proprie possibilità. Risultato: arriva senza carta di identità e rimane in tribuna.
L'altro fratello invece è una garanzia, rimpingua puntualmente dopo ogni partita il fondo pro birra pagando la multa per il tecnico preso.
Continuando con gli esterni abbiamo poi Patrizio che ci promette ormai da tre anni il suo addio al celibato, ma del matrimonio nessuna traccia, Tommaso II che si è visto in palestra 4/5 volte, ma in compenso ha intasato la chat della squadra con filmati di ogni genere oltre ogni immaginabile senso del pudore e Franz, che contattato da Melo durante l'estate aveva ringraziato ed escluso che sarebbe tornato a giocare, e poi puntualmente si è presentato al primo allenamento dell'anno.
Tra i nuovi acquisti sotto canestro quest'anno troviamo il rappresentante di birra.
Dopo due mesi di ricerche ha individuato in noi la squadra ideale per esprimere le sue potenzialità.
Si fa cinquanta chilometri ad ogni allenamento, ma nel frattempo il suo fatturato è aumentato in maniera esponenziale ed ha ricevuto diversi premi per essere riuscito a piazzare tutta la birra scaduta che l'azienda aveva in magazzino da anni.
Altri sono passati, comparse o meno, giovani o quasi, talentuosi o meno, ma sicuramente tutti brutti e minors.
Ma veniamo alla storia della stagione.
Regolar season senza infamia e senza lode, partite belle poche, brutte molte, nessuna vittoria con i più forti e qualche sconfitta con i più scarsi, birra a fine partita molta e serietà in palestra poca.
Il coach ci prova, lascia andare la squadra in direzione “neuro” quando deve, e tira la corda a modi fune in altri casi..alla fine, un miracoloso terzo posto illude che qualcosa di buono alla fine si possa fare.
Partiamo dagli ottavi.
Grazie al buon piazzamento si incontra la quarta del girone scarso: Merano. Andata e ritorno con differenza punti. Prima partita a Merano... si va in trasferta senza il coach e nello spogliatoio si parla se andare a cena in birreria o mangiare un panino dopo la partita.
Morale: si perde di 8 con un 0 su 30 da 3 e la partita finisce in rissa. Meglio non potevamo partire.
Al ritorno, facendo una partita appena decente si ribalta il risultato e si vince di 30.
Quarti di finale.
Ormai la squadra avrà capito la lezione e partirà concentrata pensa e dice il coach.
Si incontra la squadra sesta classificata battuta due volte in campionato.
Anche qui, andata in trasferta.
Morale: sconfitta di 20, senza mai essere in partita.
Finita con una rissa sfiorata (ovviamente tra di noi).
Durante la settimana prima del ritorno si prova a mantenere vivo l'interesse per una stagione che sembra ormai finita, ma i due allenamenti sono forse i peggiori dell'anno.
Al ritorno in casa come per magia, la palestra si riempie, rispunta qualche tamburo e le facce degli scappati di casa sembrano essere meno brutte del solito (leggende narrano di giocatori che non hanno toccato una birra nei due giorni precedenti la partita...)..e, punto dopo punto, la squadra recupera tutto lo svantaggio, pareggia con una bomba del vecchio (che il coach non è ancora riuscito a fare smettere) e chiude sul più 23: impresa pazzesca. Ecco tornata la squadra di un anno prima.
Semifinale.
Partita secca in casa della seconda classificata.
Senza storia. I ragazzi dominano dal primo all'ultimo minuto e vincono di 15.
Ma arriviamo alla finale, non sempre le storie hanno il lieto fine.
Anche in questo caso gara secca in casa della prima della classe. Quel Rovereto da tre allenamenti a settimana ed età media meno di vent'anni.
Quel Rovereto dal progetto ambizioso con una rosa da venti giocatori, tre allenatori, massaggiatori, dirigenti vari, sponsor, santi in paradiso e madonne in terra..
A rovereto nessuno ha vinto in tutta la stagione, la palestra piena in ogni ordine di posto.
I roveretani partono alla grande, difendendo bene e allungando subito fino a raggiungere 7/8 punti di vantaggio alla fine del primo quarto.
Grande sofferenza per i ragazzi di Arco, ma le facce sono quelle giuste.
Rimbalzo su rimbalzo, recupero dopo recupero, la squadra inizia ad ingranare, gli sguardi sempre più brutti ma concentrati, il fiato corto, talmente corto che praticamente non si sente più nemmeno la stanchezza, la squadra va, corre, aumenta i giri, pareggia la partita, allunga, va sul più 20, il pubblico impazzisce, il coach sta male, il Ds si fa espellere (ovviamente sul + 20, concedendo 6 tiri liberi più palla agli avversari), ma alla fine arriva il più 13 ed un nuovo incredibile trionfo!
Un coro si alza sovrano: SOTTO L'ARCO NON SI PASSA, SOTTO L'ARCO NON SI PASSA!!