05/09/2026
🆕 Muoversi di più e stare meno seduti. Per anni questo è stato il consiglio più diffuso per chi voleva migliorare la propria salute. Oggi quel messaggio si sta affinando. Un numero crescente di studi suggerisce, infatti, che alcuni tipi di movimento possono essere più efficaci di altri nel produrre benefici per la salute. Anche l'intensità dell'esercizio potrebbe fare la differenza.
📊 Un nuovo studio pubblicato sull'European Heart Journal ha rilevato che una piccola quantità di attività fisica vigorosa è associata a un minor rischio di sviluppare otto diverse malattie croniche: demenza; diabete di tipo 2; fegato grasso; malattie respiratorie croniche; malattie renali croniche; malattie infiammatorie immuno-mediate; eventi cardiovascolari maggiori e fibrillazione atriale.
👩⚕️ Che cosa ha analizzato questo studio
Lo studio ha esaminato il rapporto tra l'intensità dell'attività fisica e il rischio di sviluppare diverse malattie croniche. I ricercatori hanno utilizzato i dati di due grandi gruppi di partecipanti della UK Biobank, un ampio progetto britannico che raccoglie informazioni sanitarie e sugli stili di vita di centinaia di migliaia di persone. Il primo gruppo comprendeva circa 96.000 persone che indossavano dispositivi da polso in grado di misurare oggettivamente il movimento. Il secondo includeva oltre 375.000 persone che avevano invece riportato autonomamente i propri livelli di attività fisica.
🧐 Otto condizioni di salute sotto osservazione
I partecipanti sono stati seguiti per circa nove anni. I ricercatori hanno valutato lo sviluppo di otto condizioni: eventi cardiovascolari maggiori, fibrillazione atriale, diabete di tipo 2, malattie infiammatorie immuno-mediate, fegato grasso, malattie respiratorie croniche, malattie renali croniche e demenza, oltre alla mortalità per tutte le cause. 👌 Il risultato principale è stato che la quota di attività svolta a intensità vigorosa sembrava fare una differenza significativa. Le persone che dedicavano oltre il 4% della propria attività totale a esercizio vigoroso presentavano rischi molto inferiori rispetto a chi non svolgeva mai attività intensa.
🎯 Un effetto a catena sulla salute
I risultati dello studio mostrano associazioni particolarmente rilevanti tra la perdita di peso e la riduzione del rischio di numerose patologie croniche. In particolare, è stata osservata una diminuzione del 63% del rischio di sviluppare demenza e del 60% del rischio di diabete di tipo 2. Benefici significativi sono emersi anche per la salute del fegato e dell'apparato respiratorio: il rischio di sviluppare fegato grasso si è ridotto del 48%, mentre quello di malattie respiratorie croniche del 44%. La perdita di peso è risultata, inoltre, associata a una riduzione del 41% del rischio di malattie renali croniche e del 39% del rischio di malattie infiammatorie immunomediate. Anche sul fronte cardiovascolare i vantaggi sono apparsi evidenti. Il rischio di eventi cardiovascolari maggiori si è ridotto del 31%, mentre quello di fibrillazione atriale del 29%. Particolarmente importante, infine, il dato relativo alla mortalità: i soggetti che hanno perso peso hanno mostrato una riduzione del 46% del rischio di morte per qualsiasi causa. Un aspetto importante è che anche le persone già fisicamente attive sembravano ottenere ulteriori benefici aumentando la quota di attività vigorosa. Allo stesso modo, chi era relativamente sedentario traeva vantaggio dall'aggiungere anche solo una piccola quantità di esercizio più intenso alla propria routine quotidiana.
🏋️ L’esercizio fisico come ‘farmaco’
Dunque, non basta muoversi di più, ma è fondamentale muoversi con maggiore intensità. “È un concetto molto importante perché ci aiuta a considerare l'esercizio fisico sempre più come una vera e propria medicina”, sottolinea Francesco Landi, ordinario di Medicina Interna e Geriatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del dipartimento di Scienze dell’invecchiamento del Policlinico Gemelli Irccs. “Come per un farmaco, non conta soltanto la durata del trattamento, ma anche la dose e la frequenza. Oggi sappiamo che l'intensità dell'attività fisica rappresenta un elemento chiave dei benefici per la salute. Questo non significa che tutti debbano fare attività estreme, ma che un esercizio più intenso può consentire di ottenere benefici simili in tempi più brevi rispetto a un'attività più leggera e prolungata. È un principio che, in parte, era già presente nelle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità”.
🤔 Che cosa si intende per attività fisica vigorosa
L'attività vigorosa è generalmente definita come un esercizio che aumenta in modo significativo la frequenza cardiaca e la respirazione. Un metodo semplice per riconoscerla è il cosiddetto "talk test". Se durante l'attività si riesce a parlare comodamente con frasi complete, probabilmente l'intensità è bassa o moderata. Se invece si riescono a pronunciare solo poche parole alla volta perché manca il fiato, allora l'attività è da considerarsi vigorosa. Tra gli esempi più comuni ci sono: corsa, ciclismo, nuoto a vasche, salita rapida delle scale. “L'intensità - spiega Landi - non dipende soltanto dallo sforzo, ma anche dalla resistenza contro cui si lavora. La strategia migliore è combinare attività aerobica e attività contro resistenza. Camminata veloce, Nordic Walking, bicicletta, corsa, ma anche danza possono raggiungere livelli di intensità elevati. A queste attività è utile associare esercizi di forza con piccoli pesi o altri carichi. Se dovessi indicare uno sport particolarmente completo, direi il nuoto: è poco traumatico per le articolazioni e, grazie alla resistenza dell'acqua, consente di allenare efficacemente muscoli e sistema cardiovascolare”. L'intensità, però, dipende dalla condizione fisica di partenza. Per alcune persone anche una camminata molto sostenuta può rappresentare un esercizio vigoroso. Per altre, già allenate, sarà necessario uno sforzo maggiore.
💥 Perché l'esercizio intenso potrebbe offrire maggiori benefici
L'attività ad alta intensità sottopone l'organismo a uno sforzo maggiore in un tempo più breve. Questo tipo di movimento può migliorare la forma cardiovascolare, aumentare la sensibilità all'insulina e favorire la salute metabolica in modo più efficiente rispetto all'attività a bassa intensità. Alcuni studi hanno, inoltre, collegato l'attività vigorosa a benefici sul piano cognitivo. I ricercatori hanno osservato che alcune patologie, come le malattie infiammatorie immunomediate, sembrano essere più influenzate dall'intensità dell'attività che dalla quantità totale di esercizio svolto. Per altre condizioni, come il diabete di tipo 2 e le malattie renali, risultano invece importanti sia la quantità sia l'intensità dell'attività fisica. Le ragioni non sono ancora completamente comprese, ma l'intensità sembra avere un impatto significativo su malattie che coinvolgono diversi organi e sistemi.
🧠 L’esercizio fisico protegge il cervello
Uno dei dati più sorprendenti dello studio è la riduzione del rischio di demenza osservata nelle persone che svolgevano una quota maggiore di attività intensa. Quali sono i meccanismi che potrebbero spiegare questo legame tra esercizio vigoroso e salute del cervello?“Le evidenze accumulate negli ultimi anni - risponde il geriatra - indicano che l'esercizio fisico è uno dei più importanti fattori modificabili nella prevenzione della demenza e della malattia di Alzheimer. Studi sperimentali suggeriscono che l'attività fisica possa ridurre l'accumulo delle proteine patologiche coinvolte nella malattia, come beta-amiloide e tau, e favorire una migliore comunicazione tra i neuroni. Inoltre, migliora la vascolarizzazione cerebrale e stimola la produzione, a livello muscolare, di sostanze benefiche che raggiungono il cervello attraversando la barriera ematoencefalica e svolgendo un'azione protettiva e antinfiammatoria”.
🕓 Quanta attività intensa è necessaria
La soglia oltre la quale si osservano benefici appare relativamente bassa. Secondo lo studio, i vantaggi diventano evidenti quando oltre il 4% dell'attività fisica totale viene svolta a intensità vigorosa. In termini pratici, non si parla di atleti professionisti o di ore trascorse ogni giorno ad allenarsi. Anche pochi minuti di sforzo intenso quotidiano potrebbero essere sufficienti per ottenere benefici misurabili.
🤸 Come aumentare l'attività intensa nella vita quotidiana
Un aspetto importante è che l'attività vigorosa non deve essere necessariamente concentrata in un'unica sessione. Può essere accumulata attraverso brevi episodi distribuiti nell'arco della giornata. Per esempio: scegliere le scale invece dell'ascensore e salire più velocemente del solito; camminare a passo sostenuto durante gli spostamenti; parcheggiare più lontano e percorrere il tragitto a piedi velocemente; trasportare la spesa mantenendo un ritmo sostenuto. Anche gli allenamenti strutturati possono essere organizzati ad intervalli. Nel nuoto, ad esempio, si possono alternare vasche a ritmo tranquillo con altre a ritmo più elevato. Lo stesso vale per corsa, bicicletta e altre attività aerobiche: l'obiettivo è inserire intervalli di almeno 30-60 secondi durante i quali il respiro diventi chiaramente più affannoso. Per chi ha poco tempo o non svolge attività fisica da anni, aual è il modo più semplice e realistico per introdurre piccoli picchi di intensità nella vita quotidiana senza correre rischi? “La chiave - risponde Landi - è trasformare il movimento in un'abitudine quotidiana. Se possibile, andare al lavoro o svolgere parte degli spostamenti a piedi, camminare di più e ridurre il tempo trascorso seduti. Un suggerimento semplice ma efficace è scegliere le scale invece dell'ascensore o delle scale mobili. Salire alcuni piani a piedi rappresenta già un piccolo picco di intensità che, ripetuto nel tempo, può contribuire a migliorare la forma fisica e la salute”.
👵 E per gli anziani o chi ha problemi di mobilità?
Non tutti possono o devono svolgere attività intensa nello stesso modo. L'intensità è relativa alla condizione fisica individuale. Per una persona sedentaria, anche pochi minuti di camminata più veloce o il semplice alzarsi e sedersi ripetutamente da una sedia possono rappresentare un'attività intensa. Chi ha limitazioni motorie può comunque ottenere benefici attraverso esercizi eseguiti da seduto che abbiano una componente aerobica. Le persone con patologie specifiche dovrebbero consultare il proprio medico prima di iniziare un nuovo programma di allenamento. Chi presenta problemi di mobilità può inoltre trarre vantaggio dal supporto di un fisioterapista, che può personalizzare gli esercizi in base alle esigenze individuali.“L'intensità - chiarisce Landi - deve sempre essere calibrata non tanto sull'età anagrafica quanto sull'età biologica della persona, sul suo livello di forma fisica e sull'eventuale presenza di patologie, soprattutto cardiovascolari.
⚠️ Prima di iniziare un'attività intensa è opportuno sottoporsi a controlli adeguati e, se necessario, a una valutazione specialistica, ad esempio presso un medico dello sport. Il consiglio resta quello di scegliere un'attività che piaccia e che sia sostenibile nel tempo. Anche una camminata a passo sostenuto o una corsa leggera possono offrire benefici importanti”.