21/05/2026
🥊 È iniziata la settimana di Boxe contro l’assedio e, nonostante la stanchezza inizi già a farsi sentire, l’entusiasmo è alle stelle!
Il 18 maggio sono arrivati a i pugili e le pugilesse della palestra El Barrio di Ramallah. Ad accoglierli, la palestra del Quarticciolo gremita di persone desiderose di conoscerli, ascoltarli, stringerli in un abbraccio collettivo.
“Ci sentiamo a casa”, ci hanno detto, “Sembrava di essere delle star per l’accoglienza ricevuta”.
Fin dai primi giorni è emersa la natura più autentica di questo progetto: una comunità che si costruisce attraverso le relazioni, la condivisione, la solidarietà. Pranzi e cene comunitarie preparati insieme alle donne della borgata e agli stessi atleti, nel rispetto della rigorosa preparazione necessaria per affrontare i match del 23 maggio.
Ma la fame non è solo fame di cibo.
Gli atleti palestinesi hanno riconosciuto nelle persone che hanno incontrato la stessa forza che anima le loro palestre. Perché qui, come in Palestina, la boxe non è soltanto sport: è rivendicazione di esistenza, è resistenza quotidiana, è il tentativo di trasformare rabbia e difficoltà in dignità e possibilità.
Ieri sera sono arrivati anche gli atleti e le atlete del campo profughi di Aida, dopo un viaggio lunghissimo e durissimo. Partiti alle 5:30 del mattino del 19 maggio, sono riusciti a raggiungere Amman solo nel tardo pomeriggio. Quando Valentina li ha accolti all’aeroporto di Fiumicino erano stremati.
“A malapena riuscivamo a stare in piedi”, ha raccontato Mayyada.
Eppure la gioia di essere riusciti a lasciare per la prima volta la Palestina ha fatto dimenticare, almeno per un momento, la fatica del viaggio.
Mayyada ha 26 anni ed è stata la prima donna a praticare pugilato nel campo di Aida. Con chiunque parli sente il dovere di raccontare da dove viene e cosa significa vivere lì.
“Sono una figlia del campo e devo dirlo”.
Alla boxe si è avvicinata cercando uno spazio dove liberare tutto ciò che aveva dentro.
“Non ho scelto io la boxe, è la boxe che ha scelto me”.
Intanto continuano gli allenamenti mattina e pomeriggio in preparazione del Triangolare di Boxe di sabato al Parco Nomentano, nello spazio dell' Aniene Festival, e l'umore è alto, il gruppo unito. I giovani palestinesi coinvolti arrivano da contesti geografici ed economici differenti, ma condividono la stessa realtà: l’occupazione ostacola anche il diritto allo sport. Eppure non si arrendono.
E questa sera arriverà Rima, ideatrice del Gaza Boxing Women, e domani il team irlandese.
Boxe contro l'assedio è un progetto nato dal basso nel 2018 dall’incontro tra le palestre popolari italiane - la Palestrapopolare Palermo e la Palestra Popolare Valerio Verbano e Palestra Popolare Quarticciolo di Roma - e l’impegno di in Palestina. Un progetto che usa il pugilato come strumento di riscatto sociale, libertà e benessere psicofisico per i giovani palestinesi.
Per noi del CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud cooperare significa questo: costruire relazioni, difendere diritti, creare spazi di possibilità anche nei contesti più difficili. Perché lo sport può diventare voce, comunità, resistenza.
Le foto sono di Daniele Napolitano