27/03/2026
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Prima del XX secolo, l’idea che una donna potesse sviluppare forza fisica era vista con sospetto, se non addirittura respinta. La società dell’epoca imponeva infatti che l’attività fisica femminile fosse leggera, elegante e delicata, mentre la forza veniva considerata una qualità esclusivamente maschile.
All’inizio del secolo, le palestre non immaginavano nemmeno la presenza delle donne nelle aree dedicate ai pesi. A loro venivano consigliati soprattutto esercizi di stretching, postura e movimenti “graziosi”. Il messaggio era chiaro: sollevare ferro avrebbe compromesso la femminilità e, secondo molti pregiudizi del tempo, perfino la fertilità.
Nonostante tutto, con il passare dei decenni le donne riuscirono a entrare anche nel mondo della forza competitiva. Nel 1977 si tenne la prima competizione nazionale femminile di powerlifting, mentre nel 1987 fu organizzato il primo Campionato Mondiale di sollevamento pesi femminile.
Eppure, anche negli anni ’80 e ’90 l’industria del fitness continuava spesso a tenerle lontane dai carichi pesanti. Alle donne venivano proposti soprattutto aerobica, dimagrimento e il concetto di “tonificazione”, mentre la zona dei pesi liberi restava ancora un territorio prevalentemente maschile.
Solo negli ultimi anni l’allenamento di forza vero e proprio è diventato sempre più normale anche per le donne.
Oggi, una donna che entra nella sala pesi compie un gesto che 30 anni fa era raro, 50 anni fa insolito e 70 anni fa quasi impensabile. Imparare a sollevare pesi cambia il rapporto con il proprio corpo, costruisce sicurezza, autonomia e una nuova consapevolezza di sé.