Lo “SHINKI DO” (via del Ki della verità) è un’arte marziale giapponese fondata nel 1996 in Italia dal M° Kaoru Kurihara. Il Fondatore ha impiegato dodici anni per sistemare dodici principi “che indicano i modi di seguire la legge della natura”, continuando costantemente a svolgere ogni giorno esercizi personali, prove, riflessioni e studio ed ingegnandosi per portare miglioramenti alle tecniche ri
spetto ai punti di vista tradizionali. Nel corso della pratica si studiano principalmente tecniche di jujitsu, da presa e da attacco, tramite l’applicazione di un principio, tecniche di SHINKI KEMPO e con armi da allenamento, Kata, esercizi per il riconoscimento della “seconda linea” e per la trasmissione della forza. Il Maestro ha dato il nome di “seconda linea” a quella che dai piedi arriva fino alle dita delle mani, attraverso le cosce, le anche, la schiena, le spalle e le braccia. Una parte dell’allenamento è sempre dedicata agli esercizi per lo studio del primo principio per acquisire la “seconda forza”, che viene spiegata come quella che si genera come un’onda lungo la “seconda linea” sviluppando un’interferenza costruttiva. Il Maestro spiega che “le tecniche che si basano sulla seconda forza controllano la forza degli altri trasmettendo l'azione e la reazione della forza di gravità”. Dal punto di vista della “seconda linea” è nato lo SHINKI KEMPO, comprendente lo studio delle tecniche di percussione (principalmente le tecniche di pugni e di calci, ma diverse dal KARATE), che si armonizza con le tecniche di jujitsu. Lungo la “seconda linea”, infatti, i muscoli non intervengono direttamente nell'azione, ma sono utilizzati come uno strumento per trasmettere la forza che proviene dai piedi fino a raggiungere le dita delle mani, o viceversa, sviluppando così una forza molto più potente di quella generata dalla sola azione muscolare. Nello SHINKIDO è previsto lo studio di diversi Kata di SHINKI KEMPO e con l’uso delle armi da allenamento:
- BOKKEN (spada giapponese di legno);
- JO (bastone di legno);
- TANBO (bastone di legno del diametro del JO e di lunghezza pari alla sua metà);
- TANTO (coltello giapponese di legno);
- KATANA (spada giapponese di acciaio con fodero) non affilata. Il Maestro indica agli shinkidoisti che “nell’allenamento dell’arte marziale è certamente fondamentale acquisire le tecniche di difesa e d’attacco, ma lo scopo dell’arte marziale non è tanto l’autodifesa, c’è qualcosa di più importante: formare uno spirito incrollabile, che non perde se stesso nei momenti difficili, imparando il modo di controllare la propria mente, e poi, senz’altro, fortificare il corpo per fermare la violenza minacciosa. Il primo è il metodo del controllo della mente per sviluppare l’intuizione che afferra velocemente le situazioni; il secondo è il metodo del controllo del corpo per rispondere al cambiamento improvviso delle situazioni.